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Fausto Coppi, la storia di un uomo dentro quella di un campione

Giovedì 5 dicembre allo Spazio Kor il recital di parole e musica incentrato sulla figura del famoso ciclista

In scena lo spettacolo su Fausto Coppi

Giovedì 5 dicembre, alle 21 allo Spazio Kor di piazza San Giuseppe, andrà in scena “Fausto Coppi – L’affollata solitudine del campione” con Gian Luca Favetto (che è anche ideatore del progetto), Michele Maccagno e Fabio Barovero.
Inserito nella sezione “Altri percorsi” della stagione teatrale, è una produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/Fondazione Circolo Dei Lettori.
«È la storia di un uomo- spiega Favetto – dentro la storia di un campione, di una persona gentile e riservata diventata già in vita, al di là delle intenzioni, una leggenda. Un uomo sempre in fuga che riassume in sé la storia di quel lembo di Piemonte sudorientale che lo ha forgiato, di cui portava in giro per il mondo silenzi, tenacia, fatiche, asprezze e dolcezze. Un recital di parole e musica che vuole restituire al tempo presente la figura di Fausto Coppi. Non un ricordo, ma un racconto che si avvale anche delle pagine di chi ha ammirato e cantato le sue imprese, da Dino Buzzati a Vasco Pratolini, da Orio e Guido Vergani a Curzio Malaparte».

La storia

Un racconto di vittorie e tragedie, di cadute e trionfi, quello della vita di Fausto Coppi, che mette in fila le prime pedalate come garzone di macelleria e la prima corsa, la prima vittoria al Giro d’Italia e la prima doppietta Giro d’Italia-Tour de France, la fuga più lunga e i grandi distacchi con cui arrivavano al traguardo gli avversari.
Senza dimenticare, oltre al contesto dell’Italia di quegli anni, il rapporto inscindibile con Gino Bartali, il suo essere un tutt’uno con la bicicletta, come Paganini con il suo violino. E naturalmente l’amore e la morte, che consegna al mito quest’uomo solo, in fuga, con la maglia biancoceleste addosso.
«L’hanno chiamato “l’Airone” – conclude Favetto – perché aveva ali al posto delle gambe e, invece di pedalare, volava. L’hanno chiamato il “Campionissimo”, perché non c’era nessuno meglio di lui in sella a una bici. Ma Fausto Coppi era di più, persino più di un Centauro a pedali. Lui, che era un uomo solo in fuga, che era tuttotondo con il suo strumento d’artista, è stato l’Achille e l’Ulisse della bicicletta: il mito, colui che ha riempito di sé quella che viene considerata l’età d’oro del ciclismo sportivo».

Biglietti

Biglietti: 21 euro (15 euro ridotti).
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla biglietteria del Teatro Alfieri (tel. 0141/399057).

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