marta martiner testa giulia di via dei tigli
Cultura e Spettacoli
Fresco di stampa

Giulia, Leo, un giallo da risolvere nella vita di paese: opera prima della “nostra” Marta Martiner Testa

Sabato a Costigliole la prima presentazione di un romanzo che, nonostante sia rimasto per vent’anni nel cassetto, ha mantenuto intatta la sua capacità di coinvolgere il lettore

Sabato 3 giugno, con Costigliole Cultura, prima presentazione a Costigliole alle 17  del romanzo “Giulia di via dei Tigli”, il romanzo giallo d’esordio di Marta Martiner Testa, giornalista de La Nuova Provincia.

Cornice dell’appuntamento sarà lo SpazioArte LaRocca che ha sede a Casa Prunotto, nel centro storico costigliolese (via Provale 11). Una sede prestigiosa, rappresentata da uno splendido palazzo del ‘400, che da anni riveste il ruolo di importante centro di cultura. A fare gli onori di casa Enza Prunotto e Filippo Romagnolo, presidente dell’associazione Costigliole Cultura, che dialogherà con l’autrice del romanzo. 

Il libro è fresco di stampa e si sviluppa su un filo narrativo lungo almeno vent’anni che indaga a fondo la vita di paese, troppo spesso liquidata come noiosa.

 

Quella che segue è un’intervista  “fatta in casa” alla collega con la quale condividiamo ogni giorno il lavoro di redazione.

Scritto vent’anni fa e pubblicato nei giorni scorsi. Perché tanto tempo prima di darlo alle stampe?
L’idea iniziale, forse un po’ utopica e romantica, era quella che un buon romanzo dovesse avere un editore che volesse pubblicarlo. Poi, negli anni, ho capito che nel mondo dell’editoria le cose non funzionavano più così, neppure per autori ben più noti di me. E alla fine ho deciso di autopubblicarlo.

Come è nata l’idea di questo libro?
Io ho sempre amato leggere e ho sempre prediletto il giallo. Appena laureata, con l’amica Lella Dogliotti abbiamo pensato di scrivere un libro a quattro mani. I primi capitoli sono nati così. Poi, per questioni legate agli impegni di ognuna di noi, la collaborazione si è interrotta e, dopo qualche tempo, ho ripreso in mano quei primi capitoli e ho proseguito la scrittura da sola.

Con la pubblicazione così lontana dalla stesura, non hai sentito l’esigenza di aggiornarlo?
No, perché sono cambiate troppe cose per rimetterci mano al punto tale da renderlo più attuale. Sono cambiata io ed è cambiato il mondo. I lettori noteranno, ad esempio, che nel romanzo non si fa alcun riferimento al mondo social e alla rete virtuale in genere. Anche già solo per questo aspetto sarebbe stato impossibile adattarlo ai giorni nostri.

I luoghi principali in cui si svolge il giallo sono Fontello e Piedemonte. Ma chi conosce i tuoi luoghi del cuore fa in fretta a collegarli a Costigliole e Piedicavallo, provincia di Biella. Si sbaglia?
Non si sbaglia e molte descrizioni sono attinenti ai luoghi reali ma ci sono anche finzioni strumentali alla narrazione.

Il libro tratteggia la vita di paese con il sempre delicato esercizio dell’integrazione fra i nativi e i “forestieri”. È ancora così attuale?
Forse questo aspetto è un po’ cambiato perché oltre ai “forestieri” ci sono molti stranieri e chi arriva da fuori ad abitare nei nostri paesi tende a non fare comunità, a non conoscere e farsi conoscere, a non vivere gli eventi e i luoghi del posto in cui sono andati a vivere. La storia di Domenico, il protagonista, può essere anche letta come un invito a partecipare alla vita del paese.

Niente è come appare. Nei piccoli paesi vale di più?
E’ una citazione omaggio a Carlo Lucarelli. Dall’esterno si ha spesso l’idea che nei paesi si sappia tutto di tutti, i pettegolezzi abbondino e non ci siano segreti. In realtà non è così. La stessa cronaca nera locale offre innumerevoli prove di quanto poco si sappia di persone che conosciamo da sempre e che abitano di fianco a noi.

Ti distingui anche per le presentazioni. Lo spieghi tu perché?
Alla presentazione che si terrà sabato 3 giugno a Casa Prunotto,  in omaggio a chi acquisterà una copia, regalerò un segnalibro che ho realizzato io all’uncinetto, altra mia grande passione.

 

Il romanzo

È autunno in un piccolo paese dell’Astigiano. Domenico, dopo una vita trascorsa a Torino, si è appena trasferito nella sua nuova casa, un vecchio cascinale in cui riprendere il filo della sua esistenza, tra nuove atmosfere e ritmi di vita più lenti. Da un vecchio baule in soffitta saltano fuori, però, misteriose e appassionanti lettere che risalgono ad almeno vent’anni prima e indirizzate ad una giovane donna. Ma a Fontello nessuno sembra ricordare quella ragazza e le domande di Domenico fanno riemergere vecchi segreti nascosti nelle nebbie del tempo, come quelle nebbie che avvolgono vigneti e borghi della campagna astigiana in autunno. Chi è Giulia? E dove è finita? Il mistero si infittisce quando una serie di delitti sconvolge l’apparente tranquilla vita di paese, in cui tutti si conoscono e si crede di sapere tutto di tutti. Amore, amicizia, speranze e timori si intrecciano tra presente e passato. Finché il mistero non è risolto e le nebbie si alzano per tornare a dar luce alla vita. Il ritmo è incalzante e non risparmia nessuna delle persone che, a vario titolo e con vari ruoli, sono coinvolti in quello che, pagina dopo pagina, si trasforma in un giallo molto coinvolgente. La svolta avviene quando una semplice perdita d’acqua comincia a dare risposte, purtroppo drammatiche, ad alcune delle domande che Domenico insieme agli amici Gianni ed Elisa, si è posto sulla fine di Giulia.

 

Chi è Marta Martiner Testa

Classe 1971, Marta Martiner Testa è nata e vive nell’Astigiano, ma la sua famiglia è originaria di un piccolo paese di montagna del Biellese. E’ sposata e ha un figlio.
Laureata in Scienze Politiche a Torino, è giornalista dal 2002.
Per “La nuova provincia” di Asti si è occupata per dieci anni di cronaca nera e oggi si dedica all’attualità.
Tra i suoi interessi, la lettura, l’hand made, la natura e gli animali, la meditazione.
“Giulia di via dei Tigli” è il suo primo romanzo, che dà alle stampe dopo averlo tenuto a lungo nel cassetto. Il romanzo intreccia in un’opera di fantasia eventi presenti e passati ambientati in un paese del Monferrato. Realtà che l’autrice conosce molto bene per ragioni di lavoro e di partecipazione alla vita di paese. La copertina del libro è un’immagine del fotografo costigliolese Franco Bello.

Dove acquistarlo

Il romanzo “Giulia di via dei Tigli” è disponibile sul sito youcanprint.it, Amazon e principali store e alla libreria “Il Pellicano”di Asti, corso Alfieri 338.

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