Grappa astigiana: un racconto a lieto fine
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Grappa astigiana: un racconto a lieto fine

Una fortunata réclame della birra diceva che "chi beve birra campa cent'anni". Parafrasandola parlando di grappa si può dire che chi la beve, se in modo morigerato, gira in tutto il

Una fortunata réclame della birra diceva che "chi beve birra campa cent'anni". Parafrasandola parlando di grappa si può dire che chi la beve, se in modo morigerato, gira in tutto il mondo. O almeno questo è quello che sta capitando alle bottiglie dei "grappaioli" astigiani che sempre più conquistano con successo i mercati stranieri.

Analizzando infatti i dati di vendita degli ultimi anni del mercato delle grappe italiane, e piemontesi in particolare, ci si rende conto che ci si sta spostando sempre più in un segmento di mercato del lusso. Con prodotti di fascia elevata e altissima qualità accompagnati a un'immagine davvero raffinata. Dall'etichettatura al packaging, fino alle indicazioni di servizio, tutto sta portando a un racconto fatto di grande qualità fortunatamente accompagnata da buoni ricavi. Con clienti, in gran parte stranieri, che a differenza del recente passato, sono sempre più spesso giovani.

Anche per questo si è passati da grappe decisamente dure e forse troppo spigolose a prodotti più morbidi e piacevoli, a volte quasi dolci, specie se prodotte con una base di monovitigno. Dal moscato al barolo, generando anche un mercato secondario dei grandi produttori di barolo e barbaresco che si sono spinti a commercializzare grappe ricavate dalle vinacce dei rispettivi "cru". Spesso però appoggiandosi ai grandi maestri della grapperia astigiana.

Così, mentre in questi giorni Beccaris si spinge a rinnovare la nuova linea delle grappe, tutto l'Istituto delle Grappe Piemonte sta lavorando per portare al grande pubblico la piacevolezza dei prodotti. Anche con il supporto degli assaggiatori dell'ANAG sono infatti nati sul web divertenti ricettari con primi piatti e dolci a base di grappe pronti da preparare. Tra i grandi astigiani anche Mazzetti d'Altavilla che in questi giorni sta lavorando a grandi novità sul fronte della comunicazione con la collezione di tutti i vitigni astigiani dedicata al Monferrato.

Infine una curiosità, mentre il mercato sta dando buoni risultati, alcune grappe sono diventate veri e propri oggetti da collezione. Come il caso delle etichette raffiguranti "la donna selvatica che scavalca le montagne" bottiglia ormai introvabile di Levi. Con quotazioni ormai da capogiro che spingono anche qualche falsario a proporle sul mercato. Magari utilizzando la bottiglia originale ormai vuota e riempendola con qualche intruglio fatto in casa. Anche per questo dubitate se qualcuno vi offre dei soldi per qualche preziosa bottiglia astigiana vuota e non lasciatele in giro. Rischiereste magari di ricomprare quella stessa bottiglia fra qualche anno e non certo a prezzo di saldo.

Lodovico Pavese

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