Herlitzka, prima volta in Italiaper "Il soccombente" di Bernhard
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Herlitzka, prima volta in Italia
per "Il soccombente" di Bernhard

L’ultima volta che salì su un palco ad Asti fu d’estate, al Piccolo Giraudi insieme a Lello Arena, per il Don Chisciotte riletto da Ruggero Cappuccio. Era il 2010, e oggi come allora c’è

L’ultima volta che salì su un palco ad Asti fu d’estate, al Piccolo Giraudi insieme a Lello Arena, per il Don Chisciotte riletto da Ruggero Cappuccio. Era il 2010, e oggi come allora c’è grande attesa per il ritorno in città di Roberto Herlitzka. Domani sera alle 21 al Teatro Alfieri sarà protagonista della pièce “Il soccombente”, insieme a Marina Sorrenti. Inserito nella rassegna Parole d’artista, cartellone con appuntamenti tra Asti e Moncalieri, l’evento è prodotto da Il Teatro di Dioniso, realtà torinese nata attorno alla figura dell’attore e regista Valter Malosti. Anche questo testo è firmato da Cappuccio, e se per il Don Chisciotte lo spunto era stata la celebre opera di Cervantes, “Il soccombente” è invece la riduzione teatrale di un romanzo non altrettanto noto.

Scritto tra il 1983 e il 1985 dall’austriaco Thomas Bernhard, che lo concepì come parziale autobiografia, vede protagonisti due giovani amici in viaggio verso Salisburgo. Qui intendono partecipare a un corso di perfezionamento pianistico sotto la guida del maestro Vladimir Horowitz, ma arrivati nella grande città i due ragazzi si imbattono nel magnetico Glenn Cloud, pianista anch’egli, personaggio enigmatico e singolare. Quando quest’ultimo inizia a suonare davanti ai due protagonisti, li travolge con la sua musica al punto da lasciarli sconvolti da sentimenti contrastanti. Cloud è un genio, si domandano, o addirittura la prova dell’esistenza di Dio? Lo spettacolo che Herlitzka e la regista Nadia Baldi stanno portando sui palchi italiani è la prima trasposizione dell’opera di Bernhard ad arrivare nel nostro paese.

Roberto Herlitzka, torinese, ha alle spalle cinquant’anni di carriera teatrale, dopo aver studiato con Orazio Costa all'accademia d'arte drammatica Silvio d'Amico. Tanti i registi che lo hanno diretto, da Ronconi a Lavia, a Missiroli. Molto attivo anche al cinema, è stato vincitore nel 2013 del Nastro d’argento alla carriera e del David di Donatello come migliore attore protagonista per “Buongiorno, notte” di Marco Bellocchio. Sempre al cinema ha avuto un ruolo ne “La grande bellezza” di Sorrentino, candidato all’Oscar come migliore film straniero, mentre in tv è stato tra i personaggi della serie “Boris” e di “Mannaggia alla miseria”, produzione Rai diretta da Lina Wertmüller. I biglietti per lo spettacolo di questa sera sono prima anche per gli abbonati. Informazioni al botteghino del Teatro Alfieri, che risponde al numero 0141 399057.

e.in.

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