Geppi Cucciari al Teatro Alfieri di Asti
Cultura e Spettacoli

I “quattro martedì” nella quotidianità delle donne secondo Geppi Cucciari

La nota attrice ha divertito il pubblico del Teatro Alfieri mercoledì con lo spettacolo “Perfetta”

In scena Geppi Cucciari

La realtà e le cose che ci accadono quotidianamente cambiano a seconda della lente con cui le osserviamo e le viviamo. Le donne lo sanno in modo particolare.
Lo sanno perché la loro quotidianità è scandita da un ritmo che va a sovrapporsi a quello familiare e lavorativo, complicando l’equilibrismo femminile di ogni giorno.
Si tratta di quell’incalzante ritmo di femminilità il cui metronomo è il ciclo di una donna.
E’ attraverso la sequenza dei cambiamenti ormonali che Geppi Cucciari, protagonista assoluta di “Perfetta” – lo spettacolo andato in scena mercoledì al Teatro Alfieri – vive i quattro martedì corrispondenti alle quattro fasi del ciclo femminile.
Le giornate della protagonista sono scandite da regolarità, si direbbero identiche se non fosse diversa lei e il suo modo di percepire il mondo ogni martedì.

Il monologo

Una Geppi Cucciari sola in scena, concentrata in un monologo in cui attraversa umori e sensazioni che, inarrestabili, dettano i suoi comportamenti.
Da segnalare la sua capacità di rientrare nel personaggio dopo un’interruzione imprevista, quando un malore tra le persone del pubblico in sala l’ha visibilmente preoccupata. Fortunatamente nulla di grave.
Il suo piccolo mondo cambia ogni volta pur restando identico, quasi immobile.
Il pubblico divertito ha vissuto con lei i quattro martedì lasciandosi condurre dal tempo incalzante della sua recitazione. Accade che un marito da vegetale nella fase premestruale si trasformi nell’uomo gentile che ogni notte guarda la luna nella fase follicolare. Così come un fioraio che incarta i fiori della protagonista un martedì lo faccia con cura, quello successivo lo faccia con una insopportabile lentezza, provocando scatti d’ira esilaranti.
Se si presta la dovuta attenzione al monologo, scritto da Mattia Torre – singolare che di fasi femminili abbia scritto tanto bene un uomo – in “Perfetta” c’è tutta la tenacia delle donne nel cercare di sentirsi adeguate nei loro diversi ruoli, da quello di madre a quello di donna che lavora e a quello di moglie. Ne è un esempio la lotta per sentirsi all’altezza del suo competitor. Da venditrice d’auto deve raggiungere l’obiettivo e vendere 25 auto in un mese, è il suo capo che glielo chiede.
Ci sono giorni in cui la protagonista sente di poterlo fare, altri giorni in cui si sente sopraffatta e incapace.
Il registro usato da Geppi Cucciari è quello della comicità, in cui dimostra una capacità espressiva coinvolgente, ma la comicità è anche la leva per affrontare luoghi comuni e modi di pensare.
In sala si è riso e hanno riso molto le donne, segno che il testo ha avuto il potere di raccontarle con l’ironia giusta senza banalizzarle, rischio reale quando si vuole fare ridere partendo da certi argomenti.
Molta satira e molta semplicità per raccontare una donna che vive con tre uomini in casa (marito e due figli) e la suocera che ogni martedì va a cucinare a casa sua proponendo cucina partenopea.
Una protagonista irresistibile che, certo, è meglio incontrare nel martedì giusto.

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