Il lavoro sporco del looper Joe,killer dei viaggi nel tempo
Cultura e Spettacoli

Il lavoro sporco del looper Joe,
killer dei viaggi nel tempo

Tema molto amato dal cinema di fantascienza, il viaggio nel tempo è stato al centro di un numero impressionante di film. Hollywood ci ha costruito sopra alcune tra le saghe più note di sempre, da

Tema molto amato dal cinema di fantascienza, il viaggio nel tempo è stato al centro di un numero impressionante di film. Hollywood ci ha costruito sopra alcune tra le saghe più note di sempre, da “Ritorno al futuro” a “Terminator”, ma anche il cinema europeo si è divertito a variare sul tema con commedie di successo come “I visitatori” di Jean-Marie Poire e “Non ci resta che piangere” di e con Benigni e Troisi. “Looper”, terza pellicola del regista americano Rian Johnson che è anche autore della sceneggiatura, prende spunto invece dalle possibilità narrative offerte dal concetto di viaggio nel tempo. Il titolo e la locandina, che raffigura il simbolo dell’infinito, fanno riferimento all’andamento circolare della vicenda, dove l’inizio incontra la fine.

L’inizio è rappresentato da Joe, killer di professione. La fine, dallo stesso Joe, di trent’anni più vecchio, che incontra il giovane se stesso mentre gli punta una pistola alla testa. Che succede tra le pieghe del tempo? In un futuro non troppo remoto, i viaggi nel tempo sono ormai realtà. Cionondimeno, ne è stato vietato l’utilizzo e solo la criminalità organizzata li sfrutta per i suoi scopi, come eliminare le persone scomode. È questo che fanno i looper: la mala spedisce le proprie vittime indietro nel tempo, dove ad attenderle c’è un uomo armato. Il looper si occupa dell’esecuzione e si premura di far sparire il cadavere. Ma quando Joe si trova di fronte a se stesso, il dito sul grilletto esita. Il looper chiuderà il cerchio anche questa volta?

e.in.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo