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In mostra il mondo utopistico di Marc Chagall

Dopo la tappa coreana, l'esposizione sarà ospitata a Palazzo Mazzetti dal 27 settembre al 3 febbraio

La mostra

Con oltre 150 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, dal 27 settembre al 3 febbraio arriva ad Asti una mostra che indaga il mondo elegante e utopistico del pittore Marc Chagall (1887 – 1985), tra i protagonisti dell’arte del XX secolo.
L’esposizione, incentrata quindi su aspetti inediti della vita e della poetica dell’artista, è composta da una selezione di opere uniche, presentate di rado al pubblico perché provenienti da importanti e inaccessibili collezioni private. Arriva in città dopo la tappa coreana di Seul, dove ha ottenuto un grande successo di pubblico.
La tappa astigiana, allestita a Palazzo Mazzetti, è stata resa possibile da un’importante collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Regione Piemonte, Comune di Asti e Arthemisia, come emerso in occasione della presentazione. Avvenuta nella scorse settimane, ha visto la partecipazione del sindaco Maurizio Rasero, del presidente della Fondazione CrAsti Mario Sacco, dell’assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi e del direttore di Palazzo Mazzetti Andrea Rocco.

L’esposizione

La mostra è a cura di Dolores Duràn Úcar, curatrice indipendente e critica d’arte. Propone opere nelle quali coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione e guerra; un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista. Opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno, lo stesso mondo che Chagall raffigura nei suoi libri di incisioni.
Bisogna a questo punto ricordare che Chagall è il pittore che rompe le regole e i codici del pensiero modernista, un animo essenzialmente figurativo negli anni in cui si scatenano le avanguardie: dal cubismo al suprematismo, fino al surrealismo.
La rassegna segue un ordine cronologico e, allo stesso tempo, si focalizza sui grandi temi d’interesse per l’artista: dalla religione all’amore, dal suo rapporto con i poeti alla guerra.
«In questo percorso – spiega Andrea Rocco, direttore di Palazzo Mazzetti – si possono notare composizioni complesse in cui appare visibile quell’universo completamente nuovo e unico creato da Chagall. Un mondo poetico, fantastico o sognato, in cui tutto è possibile, nel quale si fondono i ricordi della sua infanzia e della giovinezza e il suo innato senso del colore con la geometria e la decomposizione delle forme delle avanguardie».

Le sezioni

Tre le sezioni che compongono la mostra. La prima, intitolata “Sogno, favole e religione”, inizia con il ritorno dell’artista a Parigi negli anni ’20, dopo la sua prima esperienza rivoluzionaria in Russia. Prosegue con il suo esilio forzato negli Stati Uniti e termina con il ritorno in Francia negli anni Cinquanta. Le opere esposte mostrano la maestria nell’uso del colore; i toni vibrano con intensità diverse, esaltando i contenuti dei dipinti. Negli anni Chagall realizza dipinti chiaramente ispirati a questi temi, di cui un’ampia selezione è in questa sezione: La Cruche aux fleurs, Le rêve, Le coq violet, Grand bouquet rouge, Grand nu e L’âne a la table. È anche ampiamente rappresentato uno dei suoi temi classici, la religione, attraverso Les Sept Péchés Capitaux.
La seconda sezione, intitolata “La via della poesia”, evidenzia l’evoluzione artistica dopo il 1950, presentando i principali temi prediletti negli ultimi decenni. Chagall ritorna in Francia e, assieme alla sua nuova compagna Virginia McNell, si stabilisce nella città di Vence, in Provenza. Una nuova luce, quella del Sud della Francia, lo affascina.
La terza, intitolata “Guerra ed esodo”, è dedicata a uno dei suoi temi principali, la guerra, che ha determinato la storia della sua vita.

Il commento di Mario Sacco

«La mostra – commenta il presidente della Fondazione CrAsti, Mario Sacco – si inserisce in un percorso di più ampio respiro, volto a migliorare e potenziare l’offerta culturale e museale della città. Grazie alla recente nascita della Fondazione Asti Musei, progetto fortemente voluto e sostenuto dalle Istituzioni locali, l’obiettivo primario è conservare, tutelare e valorizzare i beni presenti sul nostro territorio, di indubbio valore storico artistico. Oggi, forse, troppo poco valorizzato, ma con indubbie potenzialità di attrazione per turisti. Il turismo significa sviluppo e crescita per il territorio astigiano e la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti intende rafforzarne la competitività con nuove iniziative legate al patrimonio architettonico e paesaggistico. Si avvia, quindi un nuovo ciclo per Asti: un sogno che finalmente si sta realizzando. E inizio migliore non poteva che essere con un artista unico come Marc Chagall, che ha fatto della magia e del sogno la sintesi delle sue opere».
Sacco risponde poi alle critiche di chi ricorda che una mostra su Marc Chagall sarà anche ospitata a Mantova, con inaugurazione il 5 settembre. Una mostra che esporrà oltre 130 opere, tra cui il ciclo completo dei 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca.
«L‘esposizione di Mantova – replica Mario Sacco – non ci farà concorrenza, perché riguarda un ambito molto più ristretto delle opere di Chagall. Asti invece ospiterà una mostra, che tra l’altro è di livello internazionale, incentrata su un aspetto molto più ampio della sua arte. E poi non bisogna dimenticare che Marc Chagall è un pittore molto famoso e apprezzato, per cui è normale che, contemporaneamente, in Italia e nel mondo, coesistano mostre che lo vedono protagonista».

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