Festival della Memoria 2021
Cultura e Spettacoli

In scena gli incubi e la sofferenza di Primo Levi, internato ad Auschwitz

Stasera e domani si svolgerà il primo Festival della Memoria, con letture teatrali on line dirette dalla regista Fiorella Carpino

Oggi e domani (giovedì), alle 21, si svolgerà online il primo Festival della Memoria, ideato dalla regista teatrale Fiorella Carpino e realizzato in collaborazione con il Comune di Asti e l’Israt (Istituto per la storia della Resistenza della provincia di Asti).
L’occasione è il Giorno della memoria, ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto.
Le riprese verranno effettuate al Teatro Alfieri di Asti, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, da Leonardo D’Angiò, che ne curerà anche il montaggio.
Ecco, quindi, le due serate in programma.

Oggi “Gli occhi di Levi”

Stasera alle 21 andrà in scena “Gli occhi di Levi”, lettura teatrale liberamente tratta dal noto libro memorialistico “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
Sul palco Susi Amerio, Fabio Condemi, Valentina Giovara, Silvana Martini, Cinzia Montrucchio, Susanna Nuti, Carol Palumbo e Alberto Pellitteri, con la regia di Fiorella Carpino e le coreografie di Susi Amerio.
Nel libro, pubblicato nel 1947, Primo Levi racconta la sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz, dal momento in cui viene catturato il 13 dicembre 1943 fino alla liberazione. La sofferenza subita permarrà nei suoi ricordi, nei suoi incubi notturni, nei suoi gesti ormai macchiati dall’ingiustizia nazista e dal dolore che resta indelebile sul suo corpo, come il numero tatuato sul polso sinistro.
«Nello spettacolo, in particolare – spiegano gli organizzatori – emergono le innumerevoli sensazioni che hanno caratterizzato la sua permanenza nel campo. Ovvero la paura, la preoccupazione di non avere più nulla, di rimanere dimenticato da tutti, il timore di morire alternato al desiderio di raggiungere la morte per cessare quella sopravvivenza infernale. Ma anche il coraggio, l’istinto di sopravvivenza, la bontà d’animo e la forza, nonostante tutto».
«In scena – continuano – un narratore interpreterà le forti parole di Levi, circondato da un gruppo di persone che rappresentano le sensazioni e le paure che per tutto quel periodo sono state presenti nell’anima dello scrittore. Un ensemble che porterà il pubblico a riflettere, a ricordare, a mantenere viva la memoria».

Giovedì “I sommersi e i salvati”

Domani sera (giovedì), alle 21, spazio invece a “I sommersi e i salvati”. Una lettura, tratta dall’ultimo saggio scritto da Primo Levi nel 1986, che vedrà in scena Susi Amerio, Mario Nosengo, Susanna Nuti e Fiorella Carpino (che cura anche la regia).
Dal momento della liberazione, avvenuta nel gennaio del 1945, Levi cominciò a raccontare e non si fermò più. Il suo narrare era un bisogno primario, al pari di una funzione vitale. Non si trattava solo di testimoniare, ma di trasmettere l’esperienza vissuta, le emozioni, i traumi. Per anni, infatti, la sua esistenza è stata tormentata da una costante domanda: com’è possibile raccontare Auschwitz?
Ne “I sommersi e i salvati” arrivò a teorizzare l’esistenza di una zona grigia che confinava tra il bene e il male, una zona di comodo per chi non avesse intenzione di arrendersi alla morte e avesse necessità di allearsi con il male per sopravvivere, fino a raggiungere un pessimismo di fondo.
I video saranno disponibili, nei giorni e orari indicati, sul canale YouTube di Fiorella Carpino (https://www.youtube.com/channel/UC-2kyoibMze6mH9x6RNz9cQ) e sulla pagina Facebook del Teatro Alfieri (https://www.facebook.com/teatroalfieriasti).

Elisa Ferrando

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