La Nuova Provincia > Cultura e spettacoli > In tanti al concerto di Frulio, narrazione della sua crescita personale e artistica
Cultura e spettacoli Moncalvo e Nord -

In tanti al concerto di Frulio, narrazione della sua crescita personale e artistica

Il cantautore milanese ha inaugurato a Calliano il tour di presentazione dell'album "Battito di mano"

Il concerto a Calliano

Un concerto che è stato una vera e propria narrazione della crescita personale e artistica del cantante Simone Frulio.
Calliano ha iniziato così il nuovo anno con la presentazione, venerdì scorso, dell’album dell’artista milanese, “Battito di mano”, uscito lo scorso 15 novembre.
Il salone Don Luigi Venesia, presso l’ex Chiesa dell’Annunziata, era gremito e alla fine del concerto i commenti erano entusiastici. «Bravo e molto coinvolgente»: queste sono state le considerazioni più ricorrenti per descrivere il giovane interprete e cantautore milanese che ha esordito in tre edizioni di “Io Canto” con Gerry Scotti e alla settima edizione di “XFactor” con i Free Boys nel gruppo guidato da Simona Ventura.

I brani e le parole di Frulio

La serata callianese è stata la data zero che ha inaugurato il tour. Durante la serata non sono mancati, oltre ai brani contenuti nell’album, una serie di medley di artisti che hanno segnato la crescita in musica di Frulio, tra cui Laura Pausini, Coez e Ultimo. La punta di diamante nella programmazione del concerto è stata il brano “Sguardi”, che l’autore produttore, oltre che amico, Paolo Paltrinieri, aveva scritto nel 1996 per Alex Baroni che non fece in tempo a inciderla. Nel 2019, anno importante a livello artistico, è uscito il singolo “Sguardi” e poco dopo l’album “Battito di mano”.
«E’ un disco pronto da tempo che raccoglie pagine di vita – dice il cantante – mettendo in musica emozioni e momenti preziosi. Sono storie scritte nel corso di questi ultimi quattro anni. Un progetto per il quale ho lavorato a lungo prendendomi il tempo necessario per farlo».
Le esibizioni sono state raccontate attraverso immagini: una sorta di album fotografico intimo che Frulio ha custodito in questi anni per tracciare in modo indelebile il proprio percorso. Attraverso aneddoti, ricordi, sogni e propositi, Frulio ha raccontato quel bambino che scriveva poesie disseminando foglietti ovunque. Quelle parole hanno trovato la loro musica e oggi sono diventate canzoni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente