Rete ADA
Cultura e Spettacoli
Progetto

In un volume il lavoro della Rete ADA

Presentata la pubblicazione “Immaginiamo insieme il futuro”, curata da 12 Enti del panorama culturale e sociale astigiano, uniti per migliorare l’offerta di eventi

Si chiama “Immaginiamo insieme il futuro” la pubblicazione che racconta il percorso finora svolto e guarda agli obiettivi “di domani” della Rete ADA (Audience Development Asti), creata nel 2018 da 12 realtà del panorama culturale e sociale astigiano.
Alla base del progetto, la volontà di lavorare insieme per innovare profondamente la relazione con il pubblico, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini all’offerta culturale del territorio.
«E’ una novità assoluta per la nostra città», ha sottolineato la direttrice della Biblioteca Astense, Donatella Gnetti alla conferenza stampa di presentazione del volume, cui hanno partecipato i protagonisti del progetto. «Non era mai successo, infatti – ha proseguito – che Enti diversi si associassero per promuovere la cultura».

Il progetto

La Rete ADA è composta da 12 partner, con capofila Associazione CRAFT (Spazio Kor): Teatro degli Acerbi, Biblioteca Astense, Fondazione Giovanni Goria, Comune di Asti, Ottolenghi Summer (Diavolo Rosso), Israt, Associazione Cre[AT]ive, Associazione Casa del Teatro 3, Vedogiovane Asti, Consorzio Co.Al.A. e Teatro di Dioniso.
Queste realtà, che organizzano più di 500 eventi all’anno, hanno deciso di fondare la prima comunità a vocazione culturale per sperimentare un nuovo modello di gestione delle proprie attività.
Seguiti dalla project manager Ludovica De Angelis (Melting Pro), hanno seguito un programma di formazione per diventare più competenti e competitivi, trovando spunti di incontro per la co-progettazione e un metodo di lavoro. In questo sono stati aiutati anche da Adrian De La Court, docente dell’Università Goldsmiths di Londra.
Il progetto ha come maggior sostenitore la Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di Open Community e poggia sul sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

Il volume

Tra le 86 pagine del volume viene citata anche la piattaforma Allive.it, creata nell’ambito del progetto, che dà la possibilità di informarsi sugli eventi del territorio e anche di prenotarli. In un anno e mezzo ha raccolto 840 utenti.
Vengono anche riportati i dati del sondaggio attuato da aprile 2019 a febbraio 2020 tra il pubblico degli eventi organizzati dagli Enti partner, per un totale di 21.229 presenze. Il tasso di risposta, pari al 13%, ha portato ad elaborare 2.784 questionari.
E’ emerso, tra i vari punti, che il 29% degli intervistati (in maggioranza donne tra i 55 e i 64 anni) partecipava ad un evento per la prima volta. Per quanto riguarda l’offerta astigiana, il 22% frequenta eventi ogni mese. La motivazione principale che spinge a partecipare è lo stimolo intellettuale (34%), mentre il fatto di essere informati rappresenta la spinta a frequentare più spesso appuntamenti culturali.
Tra le prime tre tipologie di eventi cui gli intervistati affermano di essere interessati, infine, ci sono gli incontri con l’autore/cast/artista (36%), le cene con spettacolo (15%) e i convegni (13%).
Infine, la sezione del volume che dà il titolo alla pubblicazione. Si tratta di una campagna lanciata sui social per tenere vivo il contatto con il pubblico durante il lockdown della primavera 2020. Agli utenti è stato chiesto di raccontare – con parole, disegni, citazioni, fumetti, testi di canzoni o poesie – cosa avrebbero voluto trovare al termine dell’emergenza, per trasformarlo in un “diario del futuro”. Numerose le riflessioni arrivate, anche da parte di adolescenti e giovani.
Il libro “Immaginiamo insieme il futuro”, disponibile gratuitamente presso le sedi dei partner della Rete fino a esaurimento copie, è impreziosito dalle illustrazioni di Gabriele Sanzo. Grafica e impaginazione sono stati curati da Roberto Cotto.

Le parole dell’assessore Candelaresi

Un plauso al lavoro svolto è arrivato dall’assessore comunale alla Cultura, Paride Candelaresi: «Quando si parla di “rete” – ha commentato – spesso si fa tanta retorica. In questo caso, invece, si è agito concretamente. Basti pensare all’utilità della piattaforma online che è stata creata, al sondaggio che aiuta a capire le richieste del pubblico e alla rete stessa, che aiuta anche chi comincia a lavorare in questo settore. Un punto di partenza su cui continuare a lavorare per ampliare i soggetti e costruire una vera comunità».

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