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Cultura e Spettacoli

La Barbera approda negli Usa
Pubblicità per 200 mila euro

«Abbiamo "sgufato" i gufi e dopo tanto dire che la vendemmia 2014 sarebbe stata terribile, possiamo invece affermare, anche con una certa piacevole sorpresa, che siamo di fronte ad un'annata medio alta per diverse zone astigiane di Barbera. Questo grazie all'altissima professionalità dei nostri vignaioli che hanno saputo intervenire con le manovre ed i trattamenti giusti. Non tutte le zone del Piemonte e dell'Italia possono…

«Abbiamo "sgufato" i gufi e dopo tanto dire che la vendemmia 2014 sarebbe stata terribile, possiamo invece affermare, anche con una certa piacevole sorpresa, che siamo di fronte ad un'annata medio alta per diverse zone astigiane di Barbera. Questo grazie all'altissima professionalità dei nostri vignaioli che hanno saputo intervenire con le manovre ed i trattamenti giusti. Non tutte le zone del Piemonte e dell'Italia possono vantarsi di ciò»: questa la prima buona notizia da parte del nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini d'Asti e del Monferrato, Filippo Mobrici che insieme ai suoi due vice, Stefano Chiarlo e Lorenzo Giordano ha anche tracciato le linee del nuovo direttivo.

Per il "mondo Barbera", infatti si apre un periodo molto intenso ed importante dove è fondamentale non lasciar scappare le opportunità di export, oggi fermo al 50% della produzione. Eppure la Barbera, quella buona, piace all'estero, soprattutto in Germania, in Inghilterra e negli Stati Uniti grazie alla sua modernità e alla sua versatilità che le consentono di abbinarsi bene alle cucine internazionali.

Proprio negli States, considerati ormai maturi per un consumo consapevole della Barbera, il Consorzio ha previsto di investire 200 mila euro per una campagna promozionale di Barbera d'Asti, Nizza e Ruchè di Castagnole che prevede spazi pubblicitari e redazionali sulla rivista Wine Spectator, la realizzazione di una app sui vini tutelati e la realizzazione di un video. Fra gli obiettivi a medio termine, proprio riguardo al Nizza e al Ruchè, vi è il raggiungimento del milione di bottiglie, soglia psicologica ed economica importante per giustificarne la docg.

Miglioramento della comunicazione e dell'immagine della Barbera sono le priorità che il Consorzio si è posto nel breve e medio periodo. «Peccato che nell'identificazione del Consorzio non compaia il nome Barbera – ha detto Mobrici- perchè, insieme al Moscato e all'Asti, è il vino che meglio identifica questo territorio e dietro di esso possiamo promuovere tutti gli altri». Pur affrontando, nel contempo, quelle che vengono ritenute le criticità maggiori del comparto: la bassa redditività della Barbera e la minaccia della flavescenza dorata che attacca i suoi vitigni.

Per quanto riguada la lotta alla flavescenza, Mobrici ha annunciato la partecipazione del Consorzio ad una ricerca finanziata dalle fondazioni Cassa di Rispamio di Cuneo, Asti e Torino per capire come mai il vitigno Barbera sia meno resistente e più esposto a questa terribile malattia della vigna. «Abbiamo capito che l'estirpo e il contenimento dell'abbandono delle viti non è sufficiente a frenare il "contagio"» sottolinea Mobrici che ricorda anche come quest'anno il Consorzio, per la prima volta, abbia fornito un altro servizio scientifico ai suoi associati: le curve di maturazione delle uve zona per zona coltivate a Barbera.

Daniela Peira

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