La mascotte di Expo 2015 si dimentica dell'uva
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La mascotte di Expo 2015 si dimentica dell'uva

A poche ore dalla presentazione della mascotte di Expo 2015 parte la critica feroce di Federdoc, la confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani.

A poche ore dalla presentazione della mascotte di Expo 2015 parte la critica feroce di Federdoc, la confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani. Come noto il disegno che girerà il mondo per invitare tutti a Milano per l'Expo dedicato all'alimentazione del pianeta, è realizzata con un collage di frutta e verdura che ricorda molto da vicino la tecnica dell'Arcimboldo.

Undici, per la precisione, i frutti della terra scelti: aglio, anguria, arancia, banana, fico, mais blu, mango, mela, melograno, pera e ravanelli. E l'uva? «Ritengo scandalusa l'assenza dell'uva – sbotta il presidente di Federdoc Riccardo Ricci Curbastro – ci si è nuovamente dimenticati che siamo il primo Paese produttore di vino al mondo, senza contare il comparto dell'uva da tavola che pure è considerevole. Ancora una volta Expo dimentica di essere una realtà che si svolgerà in Italia e ci lascia basiti la scarsa attenzione verso uno dei più convincenti alementi di successo del made in Italy: il vigneto e il vino italiano».

Critiche alle prime comunicazioni dell'evento anche da Claudio Sacchetto, assessore regionale all'agricoltura che se la prende con l'affermazione secondo la quale per produrre un chilo di carne sarebbero necessari 15 mila litri d'acqua. «Una notizia non vera -ha commentato – che potrebbe avere anche ricadute in termini pratici».

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