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La rivista “Astigiani” promuove una raccoltadi fotografie dagli anni del Dopoguerra
Cultura e Spettacoli

La rivista “Astigiani” promuove una raccolta
di fotografie dagli anni del Dopoguerra

Giorgio Conte e Sergio Miravalle, rispettivamente presidente e direttore del trimestrale “di storia e storie”, hanno sfogliato al Politeama le 116 pagine intervallando la presentazione degli articoli con interventi da parte degli ospiti, tra cui il decano dei cronisti astigiani Luigi Garrone

Il galletto ha cantato ancora una volta, questa volta allo storico Politeama. Sabato pomeriggio il numero 3 della rivista Astigiani è stato presentato al Palco 19, un incontro tra la redazione e i lettori che è ormai diventato appuntamento fisso a ogni nuova uscita. Giorgio Conte e Sergio Miravalle, rispettivamente presidente e direttore del trimestrale “di storia e storie”, hanno sfogliato le 116 pagine intervallando la presentazione degli articoli con interventi da parte degli ospiti: dal medico–cantautore Paolo Frola al decano dei cronisti astigiani Luigi Garrone. Tra gli articoli pubblicati sul nuovo numero della rivista, “Il brutto addormentato nel centro” si concentra sulla storia del vecchio ospedale di Asti.

Ma ripercorrere la storia di quella struttura è stato lo spunto per riflettere sull’attualità del tema di un suo riutilizzo. Nei giorni precedenti, alcuni giornalisti della rivista hanno potuto visitare i locali ormai deserti del vecchio ospedale e le foto scattate durante quel sopralluogo sono state proiettate durante la presentazione al Palco 19. «Ormai da otto anni l’intero complesso del vecchio ospedale è chiuso – ha commentato Miravalle – senza che se ne sia deciso un riutilizzo. Il galletto di Astigiani intende risvegliare dai torpori chi deve e può decidere. La storia diventa così base e stimolo per darci un futuro.» La rivista pubblica anche un’inedita mappa degli amori di Vittorio Alfieri, che punteggia tutta l’Europa del Settecento, scoprendo che anche la famosa icona del trageda legato alla sedia è da ricondurre ad una passionale storia d’amore.

E sempre dal XVIII secolo arriva il sorprendente diario di una nobildonna, antesignano dello stile Twitter, che ci racconta la vita ad Asti durante la guerra di successione di Spagna con le occupazioni di austriaci e francesi. Più recente invece l’epopea del tramway, trenini che fino agli anni Trenta collegavano il capoluogo con i paesi dell’Astigiano, e il racconto dei bombardamenti subiti da Asti nella Seconda Guerra Mondiale. Con il numero 3, la rivista annuncia anche l’operazione “Aprite i cassetti” con l’adesione al progetto “La rinascita” dedicato agli anni del Dopoguerra. La redazione, che ha preso sede al terzo piano del palazzo dei Portici Rossi al numero 195,  organizza la raccolta di fotografie che contribuiranno alla mostra da metà maggio nei palazzi Ottolenghi, Alfieri e Mazetti.

e.in.

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