La robiola di Roccaverano fa festa
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La robiola di Roccaverano fa festa

Tonda, gustosa e morbida tanto da sciogliersi in bocca e lasciare un retrogusto corposo di latte di capra. Assolutamente irresistibile soprattutto se il boccone è accompagnato da un cucchiaino di

Tonda, gustosa e morbida tanto da sciogliersi in bocca e lasciare un retrogusto corposo di latte di capra. Assolutamente irresistibile soprattutto se il boccone è accompagnato da un cucchiaino di miele o mostarda. Ideale per un fine pasto, la Robiola è regina in Valle Bormida e domenica 29 giugno nella sua patria, a Roccaverano, si terrà una fiera a lei dedicata.

La XIV° edizione della Fiera ai sapori di Robiola e dei prodotti di Langa celebra infatti i primi 35 anni della D.O.P. di un prodotto che ha fatto la fortuna di tante famiglie in questa parte del Piemonte. Scoperto solo da una decina di anni sulle tavole italiane, oggi la Robiola è un formaggio richiesto oltre i confini regionali soprattutto dalla vicina Liguria anche se non mancano gli apprezzamenti dall’estero come in Francia. Ecco quindi che per garantire la qualità di un prodotto d’eccellenza il Consorzio per la tutela del formaggio Robiola  ha deciso di contenere il numero dei produttori associati, coloro cioè che possono fregiarsi del prestigioso bollino e solo una ventina di allevatori possono produrre e mettere in commercio il formaggio con la D.O.P.

Ma da dove arriva la Robiola di Roccaverano? Secondo le fonti questo formaggio saporito ha origini antiche, addirittura sarebbe risalente al periodo celtico-ligure tanto da essere raccontato in seguito da Plinio e Pantaleone che ne apprezzarono fin da subito le qualità e ne illustrarono il ciclo produttivo. Il suo nome richiama sia il latino “robium” con riferimento al colore rossiccio della parte esterna della pasta, sia il nome del paese astigiano che ne ha dato i natali. Non tutti sanno che la Robiola di Roccaverano è l’unico formaggio D.O.P. che può essere prodotto esclusivamente con latte caprino, con latte caprino e vaccino, con latte caprino e ovino. Deve comunque sempre essere presente almeno il 50% di latte di capra, il restante 50% può essere latte di pecora o mucca.

La Robiola di Roccaverano è un formaggio a pasta fresca, la cui maturazione dipende dalla microflora lattea presente nel latte lavorato esclusivamente a crudo senza la presenza di fermenti aggiunti. L’alimentazione base delle vacche, capre e pecore deve essere costituita da foraggi verdi o conservati. La Robiola, il cui periodo di produzione va dalla primavera al tardo autunno, presenta un processo di lavorazione lungo e paziente. Non a caso il sindaco di Roccaverano Fabio Vergellato ritiene che sia il prodotto che meglio rappresenta lo spirito della sua terra. «Come il processo di lavorazione della Robiola, così è lo spirito delle genti che popolano la Valle Bormida. Persone che hanno scelto una vita tranquilla, che lavorano con pazienza e passione la propria terra e allevano le proprie capre».

Lucia Pignari

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