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Cultura e Spettacoli
Presentazione

L’avvincente guida di Asti tra storia, cultura e sapori straordinari

La guida Matteo Gazzarata e lo chef Massimo Camurati raccontano le tante “eccellenze” locali

È stato il cortile del Michelerio, a pochi passi dal Museo Paleontologico, a fare da sfondo alla presentazione della nuova guida di Asti scritta da Matteo Gazzarata e Massimo Camurati. “Asti – Guida al patrimonio culturale con ricettario stagionale” (Echos Edizioni, 15 euro) è quel libro che va a colmare un vuoto segnalato più volte, non solo dai turisti. Un libro adatto a chi vuole scoprire le bellezze di Asti e del suo territorio, tante curiosità e imparare a cucinare alcuni dei piatti più tradizionali che l’Astigiano sa offrire. Una simpatica intuizione, unire le bellezze culturali al buon cibo, che hanno avuto i due autori: Gazzarata, guida turistica e profondo conoscitore del nostro territorio, e Camurati, chef, per 15 anni formatore alla locale scuola alberghiera (AFP Colline Astigiane). Dopo il saluto di Livio Negro, presidente del Parco Paleontologico Astigiano, e i complimenti per l’idea editoriale della nuova guida giunti dall’assessore al turismo Paride Candelaresi, i due autori hanno spiegato la genesi del libro incalzati dalle domande della giornalista Barbara Notaro Dietrich.

«La guida è nata durante i mesi più difficili della pandemia quando entrambi abbiamo subito uno stop forzato al nostro lavoro – racconta Matteo Gazzarata – Abbiamo verificato se già fossero in commercio altre guide come questa, ma in effetti non esistevano. Così è nata l’idea di raccontare la città e il territorio non solo attraverso le sue bellezze culturali e storiche, ma anche dal punto di vista gastronomico». Quella che emerge sfogliando le 190 pagine del volume è un’esperienza a tutto tondo nella storia, nelle tradizioni, nelle curiosità legate all’Astigiano e al Monferrato cominciando proprio dalle ricchezze di fossili, molti custoditi nel Museo Paleontologico, che fanno di Asti e del suo territorio un “mondo perduto” da scoprire e conoscere con maggiore attenzione.
«Asti vanta tre riserve naturali e due Sic (Sito di interesse comunitario) – racconta Graziano Delmastro, direttore del Parco Paleontologico Territoriale dell’Astigiano – e abbiamo oltre duecento testimonianze della presenza di un mare che ha coperto questo territorio tra 25 e 2 milioni di anni fa».

La guida di Gazzarata e Camurati ci accompagna in un viaggio nel tempo attraverso le ere più lontane, ma anche i periodi storici a noi più familiari: dall’età romana al medioevo, con le sue torri, almeno quaranta quelle ancora presenti nel tessuto urbano; dal Rinascimento (tracce significative ce ne sono ancora) ai fasti architettonici tra Settecento e Ottocento, quando Asti fu terra di grandi interventi urbanistici e architettonici ad opera di Benedetto Alfieri, zio di Vittorio Alfieri e tra i maggiori interpreti del barocco piemontese. Una città che lascia a bocca aperta i turisti, più degli stessi astigiani i quali non sempre hanno piena consapevolezza di vivere in un luogo dove le glorie di un lontano passato sono ancora tangibili più che altrove se si pensa alla Cattedrale, al Battistero di San Pietro, a San Secondo, alle Antiche Mura e ad altri siti storici di indubbio fascino. Il buon cibo è un biglietto da visita altrettanto importante, ma l’idea di chef Camurati è stata quella di spiegare ricette locali che potessero essere replicate facilmente, o con un minimo di pratica, anche a casa.

«Fare l’esperienza di un viaggio significa iniziare a sognarlo prima» commenta Marco Margrita, giornalista e collaboratore di Echos Edizioni che ha partecipato alla presentazione. Con la nuova guida di Asti, le sue foto a colori selezionate con cura, le sue pillole di curiosità, le storie e le ricette, il viaggio nell’Astigiano è avvincente come un romanzo e appetitoso come un ricettario di famiglia. Buon viaggio e buon appetito!

[foto J.R]

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