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Nando Gallo con due Pietre di Voynich
Cultura e Spettacoli
Arte e spettacolo

Lo scultore di Vesime Nando Gallo al Museo delle pietre di Gorzegno affronta il mistero del Codice Voynich

Sabato sarà inaugurata una nuova sezione del Nàsc – Museo delle Pietre parlanti dedicato alle illustrazioni del misterioso manoscritto

Un manoscritto che ancora nessuno ha saputo interpretare, il testo più strano del mondo, conservato nella Beinecke, la sezione della Biblioteca dell’Università di Yale che raccoglie i manoscritti e i libri antichi e rari. È il Codice Voynich, scritto su una sottile pergamena di capretto, composto da circa 240 pagine che contengono centinaia di disegni e 37.919 parole con 25 lettere o caratteri distinti; non ha autore, titolo, data e nemmeno capitoli. Secondo le analisi al carbonio 14 la produzione della pergamena risale al periodo tra il 1404 e il 1434; la grafia è la scrittura umanistica a caratteri latini, usata in Europa occidentale tra il XV e XVI secolo. Sabato, 14 agosto, alle 18, sarà inaugurata a Gorzegno, nel Cuneese, poco oltre il confine con l’Astigiano, una nuova sezione del Nàsc – Museo delle Pietre parlanti: sette sculture in pietra di Langa che riproducono, in modo originale, alcune illustrazioni del misterioso Codice Voynich.

“Quest’opera enigmatica entra a far parte del Nàsc di Gorzegno sotto forma di grandi pietre scolpite da un’artista di Vesime: Nando Gallo, noto per le grandi stele esposte nel Parco di Fontanafredda. In realtà fra i soggetti di Gallo vi sono anche figure mitologiche, personaggi legati alla letteratura di Pavese e Fenoglio, soggetti animali e vegetali.
La scorsa primavera Gallo ha colto l’invito dello storico dell’arte Giordano Berti di cimentarsi nella “traduzione” su pietra di alcune pagine del Codice Voynich per creare un percorso originale nel magico paese di Gorzegno. Sono nate così le Pietre di Voynich – spiegano gli organizzatori – Oltre a Nando Gallo, fanno parte dell’impresa altri due scultori attivi in Alta Langa, Ivano Ghiglia e Remo Salcio, mentre il muro che ospita le pietre è opera del pittore bolognese Riccardo Calzolari, esperto di arte calligrafica”.

Insieme alle Pietre di Voynich verranno inaugurate a Gorzegno altre quattro opere d’arte contemporanea. Una grande stele di Nando Gallo intitolata “El temp u pâsa, pâsele ben!”: un invito a godere i piaceri della vita. Massimo Berruti ha dipinto ad aerografo su una grande pietra di Langa (2 metri per 1) una riflessione sui legami tra gli esseri umani e l’universo. Il pittore monghidorese Stefano “Stek” Calzolari, ispirandosi all’aura magica di Gorzegno, ha creato una specie di talismano: “Occhio + Cuore”. Riccardo Calzolari, invece, ha dipinto nottetempo, su un grande pilastro nella piazza di Gorzegno, un sogno intitolato “Mezza Notte di Fiaba”.

All’inaugurazione delle opere d’arte, alle 21, seguirà, sul prato di fronte alla Cappella di S. Martino di Gorzegno, il concerto de Gli Archimedi, trio di archi spesso attivo ad Asti, che propone Archi Stars: mix esplosivo di pop, folk e jazz. Lo spettacolo è accompagnato da videoproiezioni sulla facciata della Cappella, di ambientazioni urbane contemporanee di varie città del mondo, a cura di Roberto Tibaldi. Dopo la pausa ferragostana, Gorzegno affronterà l’inizio di settembre con un evento attesissimo: il Secondo Festival delle Magie che si svolgerà a il 4 e 5 settembre: concerti, spettacoli di teatro di strada, videoproiezioni, attività olistiche e molto altro. Info: museodellepietreparlanti.it.

(Nella foto di copertina Nando Gallo con alcune Pietre di Voynich in uno scatto di Letizia Rivetti)

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