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Cultura e Spettacoli
Intervista

«Mi piace proporre le canzoni con vestiti sempre nuovi»

Parla Antonella Ruggiero, che domani salirà sul palco del Teatro Alfieri accompagnata da Roberto Olzer per dare vita a “Concerto versatile”

Previsto già nella Stagione teatrale 2020/2021, che non ha mai visto la luce a causa del protrarsi della pandemia, si terrà domani (venerdì) “Concerto versatile”, evento che vedrà sul palco la nota cantante Antonella Ruggiero accompagnata da Roberto Olzer (pianoforte e organo).
L’appuntamento, alle 21 al Teatro Alfieri, è inserito nella Stagione in abbonamento, realizzata dal Comune di Asti in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, nell’ambito della sezione Altri Percorsi.
Il nome di Antonella Ruggiero ha attraversato la storia della musica italiana. Prima con i Matia Bazar, di cui è stata fondatrice e voce fino al 1989, e poi, dagli anni Novanta, con una carriera solista dove ha saputo toccare campi e punti virtualmente molto distanti tra loro. Queste differenti esperienze vengono ora proposte dalla cantante in un concerto che tocca tutti i suoi più grandi successi, interpretando in chiave nuova brani che hanno fatto la storia della musica leggera italiana.
Non solo. Negli ultimi anni Antonella Ruggiero si è dedicata anche alla musica legata alla cultura religiosa occidentale, indiana e africana per poi spingersi nelle atmosfere di Broadway, del fado portoghese, della canzone d’autore e dell’Italia a cavallo fra le due guerre. Pop, dunque, ma anche musica sacra e musiche dal mondo. Tutti generi presenti in “Concerto versatile” che propone anche i brani di celebri cantautori italiani e la canzone italiana degli anni ’30 e ‘40, scoprendo però sempre nuove modalità di arrangiamento ed interpretazione.

Parla la cantautrice

Antonella Ruggiero

In vista della serata di venerdì abbiamo raggiunto telefonicamente Antonella Ruggiero per saperne di più sul concerto e su quali direttrici procede la sua carriera.
Non è la prima volta che si esibisce ad Asti…
No, piacevolmente non lo è. Asti è una città storica, molto interessante e importante a livello culturale, incastonata in un territorio ben curato.
Nel 2017, nell’ambito della rassegna Astimusica, aveva proposto “Concerto versatile”. In cosa si differenzia quello spettacolo dalla serata di venerdì?
“Concerto versatile” comprende brani che rimangono nella storia, ma con cambiamenti a livello di proposta musicale. Nello specifico venerdì sarò accompagnata da un bravissimo pianista e organista che darà la sua versione negli arrangiamenti. Insomma, lo spettacolo sarà diverso, ma con punti di riferimento ben precisi.

La musica sacra

Nel concerto propone anche la musica sacra. Quando ha cominciato ad appassionarsi a questo genere?
Il mio primo lavoro di questo tipo, l’album “Luna crescente”, risale al 2001, ma l’interesse nei confronti della musica sacra risale alla mia infanzia, quando ascoltavo l’organo liturgico nella cattedrale di Genova, suono che è rimasto dentro di me. Ascoltare un organo in tutta la sua potenza rimane in chi ha una sensibilità particolare: personalmente ho cominciato a subire il suo fascino da allora. Dopodiché ho spaziato nella musica sacra di altre culture, in quanto ogni cultura ha una propria visione del sacro.
Nel frattempo continua ad interpretare i brani dei Matia Bazar, ma in modo diverso…
Sì, sono i “punti di riferimento” di cui parlavo prima. Sono brani che rimarranno nella storia della musica pop e che propongo in maniera sempre diversa a seconda degli arrangiamenti e dei musicisti che mi accompagnano, dato che il modo di cantare cambia a seconda degli strumenti utilizzati. Insomma, mi piace proporre quelle canzoni con vestiti sempre nuovi.

L’ultimo album e i progetti per il futuro

L’ultimo suo album, pubblicato nel dicembre 2020, si chiama “Empatia”. Perché questo titolo?
La premessa è che l’album è la registrazione del Concerto per la pace nella basilica di Sant’Antonio, che ho tenuto in occasione dell’inaugurazione di “Padova capitale europea del volontariato”, pochi giorni prima del lockdown del marzo 2020. “Empatia” è quindi un riferimento al mondo del volontariato: se non si è empatici non ci si può proporre agli altri senza chiedere nulla in cambio. Un mondo che ha dato un apporto fondamentale di fronte alla pandemia e che ora sarà chiamato ad aiutare la popolazione ucraina. Anche in questo caso vedremo cosa è capace di fare un’opera umana costruttiva.
Ha in programma un nuovo album?
Diciamo che l’8 di aprile sarà una data importante perché uscirò con qualcosa di particolare.
Da poco è terminato il Festival di Sanremo. Come mai non vi partecipa più da anni?
Non ne ho sentito la necessità. E poi ogni volta che vi ho preso parte l’ho fatto perché avevo un lavoro da proporre. Partecipare al festival ha senso se si propone un progetto, non soltanto una canzone, vista l’importanza che riveste a livello promozionale.

Una riflessione sull’8 marzo

Fra pochi giorni è l’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Come giudica la situazione in Italia a livello di pari opportunità?
Allargando lo sguardo al mondo occidentale, penso che la donna abbia fatto sempre fatica ad imporsi nel mondo del lavoro a causa della cultura millenaria che ci portiamo dietro. Ora, però, numerose cariche molto elevate, anche a livello istituzionale, sono nelle mani di donne che svolgono il loro ruolo in maniera egregia. E penso che rappresentino uno stimolo molto importante per le nuove generazioni, che possono vedere in loro un modello e un punto di riferimento. Il mondo delle donne si sta aprendo e questo è meraviglioso.

Biglietti

Biglietti (22 euro platea, barcacce, palchi; 17 euro loggione) disponibili online su www.bigliettoveloce.it, www.allive.it e alla cassa del Teatro Alfieri, aperta dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17. Ingresso con Green Pass Rafforzato e mascherina FFP2 come da normative vigenti.
Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0141/399057-399040 o visitare il sito www.teatroalfieriasti.it.

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