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Cultura e Spettacoli

Moscato, adesso il vero accordo
è quello con il sole

La lunga maratona che ha portato alla firma dell'accordo sul Moscato, giovedì scorso, in vigna è vissuta quasi come un dettaglio. La vendemmia è oramai nel suo pieno, anche se non è il

La lunga maratona che ha portato alla firma dell'accordo sul Moscato, giovedì scorso, in vigna è vissuta quasi come un dettaglio. La vendemmia è oramai nel suo pieno, anche se non è il raccolto che ci si aspettava. Non tanto per la quantità, tutto sommato discreta se si escludono alcune enclave dove la peronospora ha colpito duro. E' proprio la malattia portata dal temibile parassita la vera incognita. Il maltempo che ha caratterizzato gran parte della primavera e dell'estate ha favorito gli attacchi batterici, obbligando i viganioli a continui trattamenti che, se da un lato bloccano il proliferare dell'agente, dall'altra rallentano la maturazione.

I grappoli belli turgidi, sani, maturi non sempre sono la costante. «Questi ultimi giorni di sole e di caldo hanno raddrizzato un po' l'annata ? commenta Piercarlo Merlino, produttore e consigliere delegato all'agricoltura del Comune – Ora speriamo che il bel tempo tenga almeno sin dopo la metà di settembre per poter dire che la vendemmia è stata buona». E pensare che le rese sottoscritte da parte agricola e industriale sono in crescita: 107 quintali per ettaro, con 8 quintali di blocage/deblocage, cioè la quota di uva che potrà essere destinata a docg a seconda delle richieste dei mercati. Eventualità, quest'ultima, che può essere concessa in base all'andamento delle scorte, dell'imbottigliato, delle vendite e del fabbisogno della parte industriale con il via libera delle parti. Il prezzo già si sapeva: 10,65 euro al miriagrammo.

I commenti sono un misto di luci e ombre. «Siamo moderatamente soddisfatti. È passata la nostra linea; un aumento della resa e del prezzo delle uve, senza trattenute, con un accordo poliennale» commenta Luca Brondelli di Agrinsieme Moscato, il soggetto di rappresentanza agricola che riunisce Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative. Roberto Cabiale, vicepresidente di Coldiretti Piemonte è soddisfatto ma caustico. «Una estenuante trattativa per giungere ad un accordo che si sarebbe potuto concludere mesi addietro, senza creare tensioni in una filiera già sufficientemente stressata da difficoltà produttive ed a condizioni più corrette per i produttori agricoli». E aggiunge: «E' stata una maratona, nella quale l'Assessore ha mostrato una disponibilità straordinaria ma non tutti hanno saputo mostrare senso di responsabilità. Anche nella parte agricola c'è stato chi ha rappresentato e continua a dichiarare posizioni in contrasto con i veri interessi della produzione e della filiera tutta».

Giorgio Ferrero, assessore regionale all'Agricoltura che ha condotto in prima persona la "paritetica" chiude così la pratica: «Sono molto soddisfatto. In un momento così difficile si raggiungono cifre record per il Moscato. È stata una trattativa lunga e complessa, che si è risolta anche per il senso di responsabilità delle parti. La parte industriale ha dimostrato sensibilità verso il territorio, le rappresentanze agricole hanno scelto la via dell'intesa nonostante le difficoltà».

Giovanni Vassallo

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