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Cultura e Spettacoli

Nel tempio delle balene fossili
si parla di vini astigiani

Per i nostri vini sono nati qui e non altrove? A questa singolare domanda risponderà un parterre di relatori in una cornice inusuale per parlare di vino, il Museo Paleontologico. Si tratta, invece,

Per i nostri vini sono nati qui e non altrove? A questa singolare domanda risponderà un parterre di relatori in una cornice inusuale per parlare di vino, il Museo Paleontologico. Si tratta, invece, dell'omaggio del Museo, nel secondo anniversario dalla sua apertura, al tema globale del cibo, in filo diretto con le intenzioni che hanno animato per sei mesi l'Expo di Milano. L'obiettivo è quello di avvicinare ancora di più gli astigiani e, in generale, appassionati e curiosi della materia alle preziose collezioni in visione di cetacei fossili e conghiglie. Il primo di due appuntamenti è fissato per oggi, alle 17 con la conversazione sul perchè qui e solo qui siano nati i vini conosciuti in tutto il mondo e oggi patrimonio dell'Unesco.

Domanda a cui risponderanno il geologo Claudio Riccabone, Vincenzo Gerbi, docente di Enologia all'Università di Torino, Laura Pesce, pioniera delle donne sommelier in Italia, e Giorgio Ferrero, assessore regionale all'Agricoltura. L'incontro, a ingresso libero, sarà moderato dalla giornalista Betty Martinelli e proseguirà, alle 18.30, con una breve degustazione guidata da Laura Pesce: ci sarà la barbera offerta dal Comune di Castagnole Lanze, protagonista del progetto "Adotta un filare nelle Lanze", insieme ad altri vini bianchi del territorio. In apertura il saluto di Felice Musto, commissario del Parco paleontologico astigiano, e della consigliera regionale Angela Motta, che ha dato un contributo determinante per l'autonomia dell'Ente nell'ambito della recente legge regionale sul riordino delle aree protette piemontesi.

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