Nizza, più che di orgogliosi parla di scetticismo
Cultura e Spettacoli

Nizza, più che di orgoglio
si parla di scetticismo

Nizza Monferrato e le sue colline "Patrimonio dell'Umanità"? Qualcuno lo sa per sentito dire, altri hanno visto il servizio del telegiornale e scoperto la cosa negli ultimi giorni,

Nizza Monferrato e le sue colline "Patrimonio dell'Umanità"? Qualcuno lo sa per sentito dire, altri hanno visto il servizio del telegiornale e scoperto la cosa negli ultimi giorni, ignorando completamente che alle spalle ci sia stato un processo lungo quasi un decennio. Poi, ovviamente, esistono le "fasce estreme", quelle dei ben informati che leggono i giornali e Internet, da un lato, e dei distratti totali dall'altra. Il tentativo di un sondaggio tra la popolazione nicese a pochi giorni dal proclama ufficiale si scontra innanzitutto con due ostacoli: è il giorno successivo alla sconfitta dell'Italia ai Mondiali e l'argomento calcistico è di gran lunga in testa alla pole position delle "chiacchiere da piazza"; inoltre la presenza ormai diffusa di questuanti, sondaggisti e "spammer umani" in genere rende il cittadino medio, anche a Nizza, pronto a fuggire non appena un estraneo tenti di rivolgergli la parola.

Di due anziani sulla panchina solo uno capisce la domanda del cronista, replicando che ha saputo della novità dalla locandina della "Nuova Provincia" affissa sul vetro dell'edicola di fronte. Un altro mi rimbalza al suo amico in bicicletta: «Io non so niente ma lui sa tutto, chiedi a lui». All'interno dell'edicola e, complice la pazienza dei gestori, finalmente si riesce a parlare con qualche cliente di passaggio. «L'ho saputo dalla televisione e dalla radio ? risponde la signora Laura ? Penso che sia una cosa buona, crescerà il valore delle case qui in campagna e ci sarà un elemento di attrattiva in più per i turisti stranieri».

Qualcuno però è scettico anche sulla stessa presenza di visitatori, come Carla: «Secondo me ci sono più extracomunitari che turisti, altroché. Dell'Unesco me l'hanno detto i miei suoceri che hanno un po' di campagna, se porterà un po' di gente va bene». Altrettanto cauto Piercarlo, nonno con nipotino di Incisa: «Certo è una cosa buona, speriamo non diventi inflazionata, i siti ormai sono tanti. E poi bisognerà vedere se sapranno gestirla bene come pubblicità». Per trovare qualcuno che sappia che la candidatura ha una lunga storia bisogna attendere Davide, che ha lavorato in ambito vinicolo a Canelli e pensa che quei comuni che hanno scelto di non accettare i vincoli abbiano perso una grande opportunità: «L'agricoltura e l'enogastronomia sono la nostra montagna d'oro, dovremo lavorare sodo e imparare a trattare bene i turisti, per mantenere più giovani sul nostro territorio evitando che siano costretti a trasferirsi all'estero».

Anna Maria ricorda che se n'è parlato molto agli incontri dell'Unitre: «Adesso comincia il bello: ci saranno più regole di tutela del paesaggio, sono contenta! Ho parenti del sud che si sono letteralmente innamorati delle nostre zone. Peccato che, se arriveranno i soldi, ci sarà qualcuno che se li mangerà!». E la scarsa fiducia nella classe politica porta a una personale lettura in negativo dell'intera notizia, proposta da Federico: «Con la scusa del maggior prestigio delle nostre zone ne approfitteranno per alzarci le tasse!».

f.g.

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