OMAR PEDRINI
Cultura e Spettacoli
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Omar Pedrini: «Sarà un festival rock tra amici»

Intervista all’ex leader dei Timoria, che sabato sarà in concerto a Rocchetta Tanaro: «Finita la tournée, la presentazione del libro e l’uscita del nuovo disco»

«Ho collaborato con molto piacere all’organizzazione della prima edizione del festival rock di Rocchetta Tanaro, paese che frequento e di cui sono cittadino onorario, coinvolgendo amici come Nikki ed Enula. In futuro, spero che possa diventare un festival, un po’ indie e un po’ rock, tra amici che amano il vino, più che una sfilata di star. Il tutto con una parola d’ordine: qualità, la stessa che caratterizza i vini di Rocchetta».
A parlare è Omar Pedrini, pioniere della musica rock italiana con i Timoria, di cui era il leader, e poi protagonista di una carriera solista di successo.
Artefice del suo legame con Rocchetta Tanaro il gastronomo e conduttore televisivo Gino Veronelli che gli aveva presentato la famiglia Bologna, con cui è nata una splendida amicizia. Diverse le occasioni di collaborazione con la cantina Braida che hanno portato Pedrini a Rocchetta, così come gli incontri conviviali e le cerimonie, per esempio per festeggiare il compleanno (insieme a Nikki e Fabio Volo) o per battezzare il terzo figlio. Tanto che lo scorso dicembre Pedrini è stato nominato dal sindaco Massimo Fungo cittadino onorario (cerimonia cui si riferisce la foto in alto).
Nell’ambito della “due giorni” in programma il 2 e 3 settembre, farà una tappa (sabato) del suo tour “Dai Timoria ad oggi”.
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per saperne di più.
Cosa si devono aspettare i fan dalla serata?
Sarà un concerto in cui, accompagnato dalla mia band, interpreterò vecchi successi dei Timoria, visto che ne ero l’autore. Quindi canzoni più recenti e sicuramente qualche cover, perché con la band mi diverto sempre, dal vivo, a far ascoltare gruppi o musicisti che hanno influenzato il mio percorso, il mio modo di scrivere e la mia musica. Non mancherà, ad esempio, un omaggio alla Premiata Forneria Marconi o a Neil Young.
Ci sarà qualche momento dedicato alla parola?
Ultimamente ai miei concerti viene attribuita la definizione di “teatro canzone”, anche se provengo più marcatamente dal mondo del rock. Questo perché, siccome scrivo libri e poesie, c’è sempre una parentesi per i recital. Sicuramente, in questo caso, non potrà mancare un omaggio poetico alle vigne e al vino.

Ricordando i Timoria

Dopo tanti anni come vede il suo passato con i Timoria?
Superati i 50 anni mi accorgo che, guardando attraverso la lente del tempo, si comprende l’essenza delle cose. Oggi leggo che ero definito “pioniere della musica rock in Italia degli anni ‘90”. In effetti è vero. I primi dischi d’oro del rock indipendente erano dei Timoria in quegli anni. Eravamo una decina di gruppi agguerriti che hanno portato tanta qualità nel rock, conferendogli importanza in Italia.
Basti pensare che nel 1991 è stato istituito per i Timoria, al Festival di Sanremo, il Premio della critica ai giovani, assegnato ancora oggi ogni anno. Eravamo stati eliminati ma la critica disse che rappresentavamo il futuro della musica (due anni dopo ci è stato assegnato il primo disco d’oro). Nel 2021, 30 anni dopo, i Måneskin hanno vinto Sanremo. Se un gruppo come il loro, che fa un hard rock robusto, ha vinto il festival, vuol dire che noi, insieme alle band arrivate tra gli anni Novanta e la metà del Duemila – periodo aureo del rock italiano – abbiamo fatto bene il nostro lavoro.
Certo, attualmente funzionano molto il rap e la trap. Ma, ai miei concerti, e a quelli delle star del rock inglese e americane, sto ricominciando a rivedere tanti giovanissimi. Magari questo genere sta dando il colpo di coda e nei prossimi anni tornerà anche tra i ragazzi.

Il successo e i 30 anni di “Viaggio senza vento”

A questo proposito, cos’è per lei il successo?
Essere riuscito a fare della musica il mio mestiere. Provengo da una famiglia povera e operaia, originaria di un paese di 400 abitanti sul lago di Garda, accomunata dalla passione per la musica.
Passo successivo, essere riuscito a fare una musica che è rimasta nel cuore di una nicchia di fan che da 30 anni mi seguono e apprezzano.
Guardando al passato, spiccano certamente i dischi d’oro, due premi della critica a Sanremo (uno da solo, l’altro con la band), oltre a varie targhe e premi. Mi rendo conto di avere avuto, quindi, dei picchi di grossa popolarità. Ma non baratterei mai il mio status con chi ha un successo elevatissimo per qualche anno e poi scompare dal mondo dello spettacolo.
Il prossimo anno festeggerà il trentennale del concept album “Viaggio senza vento”. Come pensa di celebrare l’anniversario, dopo che in occasione dei 25 anni non è andata in porto la reunion dei Timoria?
E’ vero. Per i 25 anni avevo provato seriamente a riunire i Timoria, ma nulla. Mi era stato comunque chiesto di celebrare l’anniversario con cinque date, visto che quell’album era stato disco d’oro. Ho accettato e ho messo in piedi il tour con la mia band. Ebbene, da 5 le date sono salite a 50. Un sold out dietro l’altro.
Un successo che mi ha fatto capire come quel disco sia rimasto nella storia della musica italiana. E questa è la più grande soddisfazione per un musicista. Inoltre, proprio mentre terminavo i concerti, mi è stato chiesto da un editore molto affermato nel campo di realizzare il fumetto dell’album in occasione del trentennale. Uscirà il prossimo anno e lo presenterò nelle librerie e nei vari festival. Sarò molto contento di poter avere un’immagine anche visiva della storia del mio Joe, protagonista dell’album.
Un linguaggio che avvicinerà i giovani…
Sì, il fumetto piace molto ai giovani, cui peraltro si rivolge l’editore con le sue proposte in edicola e in libreria.
Giovani che, ho notato, hanno partecipato in modo significativo ai concerti del 25ennale. Il motivo è semplice: la storia di Joe è quella di un ventenne alla ricerca della propria interiorità. Carico di problemi e definito un perdente (la parola più violenta che l’uomo abbia mai inventato), diventa un guerriero e rinasce.
Finché ci saranno ventenni in crisi, apprezzeranno l’album perché vi troveranno qualche piccola risposta o forse un’ispirazione. Penso sia il segreto del disco, al di là del fatto che eravamo un’ottima band.

I progetti futuri

Ci parli dei progetti futuri…
Devo terminare la tournée, che chiuderò in unplugged, quindi senza la band, il 23 settembre a Milano. Inoltre l’11 settembre sarò nuovamente in Piemonte, a Santo Stefano Belbo, per il Pavese Festival. Sarò in trio acustico e a fianco a me ci sarà un grandissimo attore, il cui nome non si può ancora svelare, che interpreterà Pavese in una serata dedicata al tema della donna.
Poi, a fine settembre, avrò uno dei miei “pit stop” in ospedale.
Al contempo, nelle prossime settimane uscirà il mio libro enogastronomico – ricordo che sono un “rocker contadino”, in quanto produco olio e vino nella mia tenuta in Toscana – in cui racconto le tavolate con gli amici in giro per l’Italia e le ricchezze dal punto di vista culinario del nostro Paese. Intitolato “La locanda dello zio rock”, dal soprannome che mi caratterizza ormai da alcuni anni, comprende gli articoli in versione integrale scritti in due anni e mezzo per la rivista indirizzata ai soci Coop. All’inizio di settembre e ottobre sarà presente nei supermercati Coop dotati di angolo libreria. Da ottobre sarà ordinabile on line e da novembre sarà presente nelle librerie.
A gennaio, poi, uscirà il nuovo disco, fatto con la mia band, a sei anni da quello precedente. Lo sto già ultimando perché vorrei consegnarlo prima di essere ricoverato. Sarà un momento molto importante. Da un po’ di tempo ho scelto, infatti, di pubblicare gli album nuovi a cadenza di alcuni anni, sia per dare spazio ai colleghi giovani sia per uscire quando sono sicuro di avere “roba forte” o quando ho urgenze personali da raccontare.

Il festival

Rocchetta Tanaro si prepara quindi ad ospitare la prima edizione del “Rocketta Fest: Musica, Vino, Poesia”. L’appuntamento, in programma venerdì 2 e sabato 3 settembre, vedrà alternarsi diversi artisti sul palco allestito in piazza Piacentino, per terminare con il concerto di Omar Pedrini.
L’evento è organizzato dal Comune di Rocchetta Tanaro con la collaborazione della Pro Loco e dei produttori Braida di Giacomo Bologna, Marchesi Incisa della Rocchetta, Pinbologna, Post dal Vin, Scarzella.
«Per l’Amministrazione comunale – commenta il sindaco, Massimo Fungo – è una soddisfazione avviare questo percorso che valorizzare l’anima rock del nostro paese: musica, vino, poesia in una festa che esalterà l’euforia e la speciale energia di Rocchetta Tanaro».
Ecco il programma completo.

La serata di venerdì

Venerdì 2 settembre alle 21 la band piemontese “Lo Straniero” con “Falli a pezzi!”. Nata nel 2014 da un’idea di Giovanni Facelli, si propone con un pop rock di matrice elettronica. “Falli a pezzi!” è il terzo album, uscito lo scorso luglio.
Alle 22 spazio a Enula, all’anagrafe Enula Bareggi, cantautrice di 23 anni diventata popolare soprattutto per la sua partecipazione al talent show “Amici” di Maria De Filippi. Porterà al Rocketta Fest alcuni brani del suo repertorio in uno speciale set semiacustico.
La serata terminerà con RessPLS – Dj set, dalle 23.30. Protagonista Gianni Altilio, rocchettese, resident DJ nelle discoteche “Vanilla summer club” (stagione estiva) e “Loft club” (stagione invernale). Cofondatore di Orned relations e Orned ASD, è resident DJ e direttore artistico di Denro Shore.

Il programma di sabato

Sabato, alle 20, spazio ai Timbales Percussion che daranno vita ad un‘esibizione itinerante di percussioni. Nati nel 1996 dall’influenza derivata dai ritmi sudamericani, in particolar modo da quelli della Samba Reggae, con i loro coloratissimi tamburi mostreranno le atmosfere delle strade di Bahia.
Alle 21 Fabrizio “Nikki” Lavoro, musicista e voce storica di Radio DeeJay. Al centro l’album “La Superluna di Drone Kong”: rock’n’roll fatto in casa nell’era del riscaldamento globale, canzoni pensate in giro tra le vie trafficate della città, durante viaggi in treno e in spiagge isolate.
Alle 22 il concerto “Dai Timoria a oggi” di Omar Pedrini.
Al festival non mancheranno gli stand con i prodotti del territorio e vini dei produttori di Rocchetta Tanaro: Braida di Giacomo Bologna, Marchesi Incisa della Rocchetta, Pinbologna, Post dal Vin, Scarzella.
Ingresso al festival gratuito per entrambe le serate.

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