Palazzo Alfieri piccolo Louvre astigiano?
Cultura e Spettacoli

Palazzo Alfieri piccolo Louvre astigiano?

Un piccolo Louvre astigiano ovvero un contenitore museale, con all’interno sezioni espositive coordinate, sotto un’unica direzione. Ecco come apparirà Palazzo Alfieri, a seguito dei lavori di

Un piccolo Louvre astigiano ovvero un contenitore museale, con all’interno sezioni espositive coordinate, sotto un’unica direzione. Ecco come apparirà Palazzo Alfieri, a seguito dei lavori di recupero e allestimento, ad oggi realizzati al 65% circa, la cui ultimazione è prevista entro dicembre 2014.  A parlare di questo obiettivo e delle linee guida per il futuro assetto del Palazzo, proprietà del Comune che ne avrà in carico la gestione, è l’architetto Roberto Nivolo, progettista, con la collega Sonia Bigando, degli interventi di restauro conservativo e di allestimento museale ed espositivo. In veste di responsabile unico del procedimento l’architetto Cristina Cirio e in quella di coordinatore, in rappresentanza del Comune, il consigliere Alberto Bianchino, delegato per l’Ente nel Cda della Fondazione Centro Studi Alfieriani. Due inoltre gli assessori comunali di riferimento: Massimo Cotto per la Cultura e Maria Bagnadentro per i Lavori Pubblici.

“Ad agosto scorso – fa sapere Nivolo – si è arrivati alla formulazione del progetto approvato, a fine ottobre, dalla Giunta comunale.” Quest’ultima, nei giorni scorsi, inoltre, ha approvato il protocollo d’intesa, firmato tra Comune e Fondazione alfieriana, dove si prevedono i rispettivi impegni. “Nello specifico – dichiara Maria Rosa Masoero, presidente della Fondazione alfieriana – il Comune si impegna a completare il 30% circa dei lavori edili e di allestimento restanti, con fondi Pisu (Piano integrato di sviluppo urbano, ndr) e noi a cedergli tutti i diritti per l’utilizzo del progetto scientifico, deliberato dal Cda e accettato dalla Soprintendenza. Dal canto suo, la Fondazione alfieriana si è adoperata, dal 2007 ad oggi, per ottenere finanziamenti, da vari Enti, per oltre un milione di euro.” Nel protocollo, si legge che il Comune ha ottenuto, nell’ambito del Pisu, per il completamento degli interventi, un contributo di 600 mila euro per le restanti opere edili del Palazzo e ulteriori 518 mila euro per l’allestimento e le attrezzature del medesimo.

Entrambi i contributi sono comprensivi anche della quota relativa agli stanziamenti comunali. Questi fondi, insieme al sostegno determinante della Fondazione CrAsti, consentirà di riaprire il Palazzo. In particolare, il progetto prevede: al piano interrato, vari locali, che diventeranno museo di se stessi, con alcune utilizzazioni a depositi; al piano terreno, all’interno del cortile d’onore, nel locale sotto il terrazzo, reception, biglietteria, bookshop, centrale di controllo e supervisione del Palazzo: il visitatore potrà decidere quale percorso effettuare e la tipologia del biglietto da aquistare; nell’atrio a sinistra, la Fondazione Guglielminetti, completata e inaugurata a fine ottobre 2012; nell’atrio a destra, torre medievale e biblioteca alfieriana, che vanterà circa 10 mila volumi, orientati quasi esclusivamente su Alfieri; nei locali dell’ex biblioteca, il Museo degli Arazzi (Arazzeria Scassa); nel giardino Guglielminetti, esposizione di sculture dello scenografo e spazio attrezzato per spettacoli all’aperto; al piano ammezzato, sopra i locali reception, direzione, ufficio e archivio, a servizio di tutte le sezioni del Palazzo: quest’area comprenderà anche lo spazio riservato alla Fondazione alfieriana; al primo piano, Casa Natale e Museo Alfieriano, con biblioteca storica ed archivio; nei locali sottotetto, depositi riservati al Museo degli Arazzi e alla Fondazione alfieriana.

Entrando nel dettaglio dei relativi finanziamenti, l’importo per la Fondazione Guglielminetti è di 25 mila euro; quello per il Polo culturale con destinazione a Museo degli Arazzi di 250 mila euro; per opere edili ed impiantistiche per il completamente di Palazzo Alfieri di 655 mila euro; per allestimento museale ed espositivo del Palazzo di 518 mila euro. “Nello specifico – spiega Nivolo – il Museo Alfieriano comprenderà: la Sala dell’Iconografia Alfieriana; la Galleria della Vita; il Salone del Podio, destinato a documentare la fortuna teatrale delle opere del trageda e spazio attrezzato per convegni e proiezioni; la Sala del Tesoro;  le “Case dei poeti,” sala dove, a livello di monitor, si potranno scegliere e conoscere le varie dimore di Alfieri. Al riguardo, intendiamo creare una rete con le case di poeti, scrittori e musicisti, in Italia e all’estero, attraverso il collegamento con l’associazione “Case Museo,” chiedendo di mandarci il materiale di cui dispongono. In cambio, noi spediremo loro un tour virtuale su casa Alfieri. Circa l’allestimento – aggiunge – si sta discutendo con la Soprintendenza per decidere in particolare quali arredi mettere.

Quelli originari del Palazzo, infatti, erano stati venduti all’asta, per la difficile situazione economica della famiglia, dopo la morte del padre di Vittorio Alfieri, nel 1749. Più in generale – conclude Nivolo – il Palazzo diventerà uno spazio “magico,” per la fusione tra realtà storica, esposizione museale e innovazione tecnologica. Sarà, infatti, di per sé fascinoso e capace di regalare un’emozione, rappresentando, a livello storico, la conservazione, e avvalendosi del supporto della tecnologia, che però non sovrasterà gli altri aspetti.” Al riguardo, la Masoero anticipa: “Quando il Palazzo sarà ultimato, ho in mente, tra l’altro, la realizzazione di un portale internet, interamente dedicato ad Alfieri, con la messa on line di manoscritti.”

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