Passepartout, festival conclusocon una riflessione sul futuro della tv
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Passepartout, festival concluso
con una riflessione sul futuro della tv

Televisione e internet, chi tra i due vince la battaglia sull'informazione? Ed esiste poi davvero una sfida tra i due media, o andiamo verso una loro convergenza? Aldo Grasso, critico del Corsera

Televisione e internet, chi tra i due vince la battaglia sull'informazione? Ed esiste poi davvero una sfida tra i due media, o andiamo verso una loro convergenza? Aldo Grasso, critico del Corsera e storico della tv, ha affrontato questi temi sabato sera durante il suo intervento a Passepartout partendo da una provocazione: perché Beppe Grillo, il primo ad annunciare la morte della televisione, partecipa a una trasmissione istituzionale come Porta a Porta?

«La risposta -? ha spiegato Grasso ?- è da ricercare nel fatto che è ancora la tv il medium egemone nell'informazione italiana, Grillo lo ha riconosciuto e ha voluto andare incontro a una ben precisa tipologie di pubblico, quello di Rai1. I dati ci dicono che è un pubblico quasi tutto over 60, in gran parte femminile, del sud e a bassa scolarità.» All'opposto, quella fascia di giovani che ha cambiato modo di vedere la televisione. «Ora le trasmissioni li raggiungono a frammenti, guardano attraverso la rete i momenti più importanti e i contenuti di cui non si può fare a meno, i serial ad esempio.»

Un altro comportamento del tutto nuovo, ha sottolineato il critico tv, è quello dell'interazione, molti programmi, dai talent ai talk show, stimolano una comunità a interagire. L'intervento di Aldo Grasso ha stimolato il forum di approfondimento organizzato il giorno successivo, domenica, dal nostro giornale. Condotto da Riccardo Santagati, il dibattito ha coinvolto i giornalisti Ilaria Mura di Mediaset, Enrico Panirossi de La Nuova Provincia e Lucia Pignari di Grp. «Quale influenza ha la reazione del web ? ha domandato Santagati a Ilaria Mura ? sul modo in cui si fa giornalismo?».

La giornalista ha calato il discorso sull'attualità di un caso di cronaca che interessa da vicino l'Astigiano: «Il caso Elena Ceste, ad esempio, ha suscitato molto interesse e anche attraverso la rete sono arrivate insinuazioni, presunte rivelazioni, osservazioni di ogni tipo. Il dovere del giornalista però è quello di essere corretto e di verificare sempre le informazioni prima di darne notizia». Tra le riflessioni proposte da Riccardo Santagati, il tramonto del palinsesto di fronte a un modo di guardare la tv più frammentato.

Lucia Pignari ha offerto il suo sguardo dal punto di vista di una emittente regionale: «Una tv come la nostra lavora ancora oggi con un palinsesto, ci rivolgiamo a una fascia di pubblico matura. È anche vero che grazie all'avvento del web noi riusciamo a fornire informazione e intrattenimento 24 ore su 24, abbiamo la possibilità di pubblicare le puntate dei nostri contenuti e a raggiungere quel pubblico che non è riuscito a seguire la diretta o che abita fuori dalla regione».

La maggiore libertà d'informazione offerta da internet si traduce in maggiore qualità? «Non c'è una correlazione diretta -? ha risposto Panirossi -? in effetti in rete c'è un'enorme mole di informazione spazzatura. Ma il problema sono anche i tanti utenti che non hanno gli strumenti per selezionare e filtrare tali informazioni. In realtà la vera libertà offerta da internet è quella di poter diventare editori puri, figure rare in Italia, con relativa facilità e investimenti ridotti.»

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