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"Raffaella Carrà, una delle poche persone identiche a telecamere accese e spente"

Cotto Massimo

Cotto Massimo

"Raffaella Carrà era una delle poche persone identiche a telecamere accese e spente". Così l'astigiano Massimo Cotto - critico musicale, scrittore, conduttore radiofonico di Rock & Talk su Virgin Radio e per diversi anni direttore artistico di Area Sanremo - ricorda la grande artista mancata oggi pomeriggio all'età di 78 anni per un male incurabile. "La notizia mi ha colto di sorpresa - racconta Cotto - in quanto non era trapelato nulla nemmeno nell'ambiente che frequento. L'avevo conosciuta quando lavoravo al programma Rai Stereo Notte. Ci vedevamo abbastanza frequentemente. Per me, che ero cresciuto con i programmi televisivi di quella generazione rappresentata da lei, Alberto Lupo, Corrado, era una vera icona. Tutto ciò che ha fatto, artisticamente parlando, era caratterizzato dalla leggerezza, ma di quella leggerezza che non scadeva nel kitsch e si trasformava in modernariato". Un'ammirazione che si nota anche entrando nel suo studio. "Negli anni Novanta - ricorda - le case discografiche realizzavano spesso dei gadget in occasione dell'uscita dei dischi di artisti famosi. Personalmente nel 1999 ho rinunciato ad un gadget di David Bowie per avere la statuetta di Raffaella Carrà creata dalla BMG in occasione dell'uscita del disco 'Fiesta'".

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