fulvio gatti
Cultura e Spettacoli

Realtà e finzione si rincorrono tra libri che curano e scrittori in fuga

In libreria il romanzo dell’astigiano Fulvio Gatti intitolato “La vita sociale delle sagome di cartone”: tutto inizia con la misteriosa sparizione di uno scrittore

Il nuovo libro del giornalista astigiano Fulvio Gatti

Il giornalista astigiano Fulvio Gatti, classe 1983, è un profondo conoscitore della cultura pop e anche le sue precedenti pubblicazioni non hanno mai nascosto il suo essere “nerd”. Così, dopo aver dato alle stampe due volumi molto apprezzati dalla critica e dai lettori, “I nerd salveranno il mondo” (Las Vegas edizioni, 2017) e “Mostri, supereroi e navi spaziali” (Impressioni grafiche, 2018), è tornato in libreria con “La vita sociale delle sagome di cartone” (Las Vegas edizioni – 15 euro). Un romanzo atipico, nel senso che si legge come un libro di avventura, un giallo, un racconto nel racconto con continui rimandi tra fantasia e realtà che accompagnano il lettore nella misteriosa scomparsa di Paul Pavese, scrittore di best seller e anche un po’ influencer, sparito nel nulla durante il Salone del Libro di Torino.

Ma quello che inizia, come nella migliore tradizione di un romanzo giallo dell’epoca d’oro, con la sparizione del personaggio più eccellente, diventa a tutti gli effetti il pretesto per parlare di un tema assai caro all’autore: la letteratura e i suoi infiniti mondi che corrono paralleli tra realtà e finzione, tra verità e bugie. Le stesse nelle quali si imbatte l’investigatrice di turno, Samantha Neli, che lavora come responsabile marketing della casa editrice dell’autore scomparso. Sarà lei a mettersi alla ricerca di Pavese seguendo gli indizi sparsi nei suoi racconti e cercando di decodificare i pensieri dell’autore che, nel frattempo, ha lasciato nel computer un testo inedito, ma criptato da password, intitolato guarda caso “La vita sociale delle sagome di cartone”. Ma è davvero tutto un caso? Neanche tanto dal momento che più l’indagine prosegue, più Samantha inizia a intuire la chiave di lettura di una storia così grottesca e surreale da essere troppo perfetta nelle sue imperfezioni e stonature.

E’ anche una satira sul mondo dell’editoria

Difficile pensare che la sparizione di Pavese sia solo frutto di una serie di sfortunati eventi. In tutto questo, con trovate surreali nella loro amara verità, Gatti spara – non a salve – i suoi colpi di mortaio contro il sistema dell’editoria italiana, ma non solo, che cannibalizza se stessa pubblicando ogni anno migliaia di libri che nessuno leggerà e le cui perdite saranno mitigate, forse, dalla pubblicazione di altre migliaia di volumi in un gioco al massacro senza fine. Da qui la decisione di trasformare i libri in qualcosa di diverso, in medicine da vendere nelle farmacie, veri e propri rimedi senza effetti collaterali, rimborsati dalla mutua, che sembrano curare i vari malesseri; meglio se sono classici della letteratura mondiale: I promessi sposi, Guerra e Pace, La Divina Commedia e la Bibbia. Ma quando la medicina tradizionale, pur da sfogliare e non ingerire, non viene condivisa da tutti (perché anche i no vax, gli appassionati di omeopatia, etc., hanno diritto alla salute) ecco che in farmacia si possano trovare libri un po’ più placebo, nostra l’espressione, tipo quelli di Fabio Volo.

Così, tra un malessere e l’altro, Samantha arriverà alla soluzione del mistero, non ortodossa, ma del tutto in linea con la vita sociale delle sagome di cartone su cui impera il regista dell’intera commedia, Fulvio Gatti, pronto a stupire e meravigliare chiunque avrà l’occasione di entrare nel suo personale “Matrix” letterario. E questa, in fine dei conti, è la vera meraviglia che ogni bel libro riesce a darci.

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