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Cultura e spettacoli Costigliole - San Damiano -

Sicurezza e norme anticonvid: il festival “Paesaggi e oltre” è pronto a salire sul “palco” all’aperto di Langa e Monferrato

La volontà degli organizzatori di proporre l'evento nei paesi di Costigliole, Castagnole Lanze, Montegrosso e Coazzolo secondo nuove regole che tutelino la sicurezza

Tra Langa e Monferrato

Un palco sulle colline tra Langa e Monferrato, 18 edizioni finora realizzate, un originale programma “fuori” dai teatri, con spettacoli in ambientazioni suggestive del territorio, come il castello di Costigliole d’Asti, i cortili del centro storico e la Torre del Conte Paolo Ballada di Saint Robert a Castagnole Lanze, il sentiero della Madonna del Carmine tra le vigne fino alla chiesetta dipinta dall’artista David Tremlett a Coazzolo e la piazza del castello a Montegrosso d’Asti. È il festival “Paesaggi e oltre. Teatro e musica d’estate nelle terre dell’UNESCO” promosso dalla Comunità Collinare Tra Langa e Monferrato che riunisce i Comuni di Costigliole, Castagnole Lanze, Montegrosso e Coazzolo e con la direzione artistica e organizzativa del Teatro degli Acerbi. La rassegna, che ha raccolto ad ogni edizione un pubblico crescente ed offre spettacoli di musica e teatro in scorci suggestivi e panoramici del paesaggio collinare, vede il patrocinio dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato UNESCO e il contributo di Regione Piemonte, Fondazione C.R. Asti e Fondazione C.R.T; in più, una rinnovata partnership con il nuovo Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. La programmazione del festival si sviluppa ogni anno nel cuore dell’estate con più appuntamenti nei quattro paesi dell’Unione collinare.

“Dormono sulle colline” del Teatro degli Acerbi la scorsa estate al Festival “Paesaggi e oltre”

La possibilità di spettacoli all’insegna della sicurezza

Il presidente della Comunità Collinare Carlo Mancuso, sindaco di Castagnole Lanze, e i colleghi degli altri Comuni si erano incontrati più volte con la direzione artistica nell’autunno e inverno, per tracciare le rotte per il festival 2020: «Per definire un nuovo e rinnovato rapporto con i luoghi in cui è inserito, per elevare l’offerta culturale e dei linguaggi anche per un pubblico di turisti che vivono il territorio nell’estate. Il tutto con investimenti, con un maggiore coinvolgimento della Regione Piemonte, con più date e nuovi luoghi su questo territorio fuori dalle rotte usuali del quotidiano», spiega Mancuso. «Questo a fronte di un seguito di pubblico in costante aumento: in molti casi le richieste di prenotazione non si sono potute più accogliere già prima dell’evento, in altre i partecipanti sono stati molto superiori a quelli che il contesto poteva contenere, con medie complessive ad appuntamento di oltre 200 partecipanti ed oltre 2 mila spettatori complessivi», sottolinea Massimo Barbero del Teatro degli Acerbi.
Pensando all’emergenza sanitaria in corso, gli organizzatori esprimono comunque la volontà di realizzare il festival nell’estate, in luoghi all’aperto come già in passato: «In primis per le richieste e l’interesse del pubblico e per rinnovare l’incontro con le persone, unico e irripetibile nello spettacolo dal vivo e quanto mai necessario dopo questi mesi di isolamento, anche emotivo. Vorremmo offrire un ritrovato spazio protetto per i sogni, per meglio affrontare le quotidiane difficoltà della vita. E per continuare un percorso già noto fuori dai teatri, che si può legare con le limitazioni di incontro di questo periodo e per il quale non si dovrà stravolgere un progetto, che già si fonda su elementi semplici ed essenziali per i quali si dovranno solo limitare il numero dei luoghi ed attuare le norme di accoglienza e distanziamento del pubblico che verranno definite».

La yurta della compagnia spagnola Los Galindos la scorsa estate al Castello di Costigliole

Più repliche in orari diversi

L’idea è anche quella di offrire più repliche degli spettacoli e in orari e luci diverse, per venire incontro alle richieste e continuare un percorso visivo emozionale di immersione nei luoghi già ampiamente sperimentato in passato. Il programma del festival negli ultimi anni si è caratterizzato per prove d’artista, teatro popolare e narrazione, musica nel e per il paesaggio. In alcuni casi creazioni apposite per i siti di spettacolo e prime assolute. «Si dovrà rinunciare per quest’anno ad un ampliamento del programma e dei luoghi, all’ospitalità di artisti internazionali e ad un percorso di sviluppo turistico-culturale della proposta in integrazione coi sistemi culturali a cui si stava lavorando. Ma si potrà, per chi vorrà seguirlo, offrire un nuovo emozionante viaggio culturale tra Langa e Monferrato in luoghi e situazioni protette. Ove possibile arricchendo il programma con le consuete “pillole” di paesaggio», aggiunge Barbero. Il Teatro degli Acerbi è già “attrezzato” per la Fase 2 dell’emergenza ed ha già pronto con la Comunità Collinare un programma di artisti e spettacoli per l’estate che si sviluppi in questa direzione ed ha rinnovato il dialogo e la rete di collaborazione con altri festival regionali e del nord Italia affini a queste linee artistiche ed organizzative, come ad esempio “I Luoghi dell’Adda” e “L’ultima luna d’estate” di Teatro Invito di Lecco e partecipando a svariati tavoli di lavoro in questo periodo, in contatto anche con le istituzioni. «Ora si attendono solo disposizioni operative dal Governo e dalla Regione circa la possibilità di realizzare spettacoli dal vivo all’aperto questa estate e con quali regole e limitazioni – aggiungono gli organizzatori – Di conseguenza affineremo il programma e l’organizzazione: ma partire da un’idea artistica fondata, un progetto già strutturato di teatro fuori dai teatri all’aperto e nel paesaggio e con molta esperienza in campo organizzativo sui territori è una base fondamentale. E ci ritroveremo dove il paesaggio si fa teatro e il teatro diventa paesaggio».

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