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Tomas Arana: “In questa città ho potuto conoscere la figura di Pastrone”

L’attore americano è stato premiato in occasione della serata finale dell’Asti International Film Festival, svoltasi al Teatro Alfieri

Una serata, quella che sabato scorso al Teatro Alfieri ha concluso la decima edizione dell’Asti International Film Festival – rassegna di cinque giorni organizzata da Sciarada Produzioni in collaborazione con il circolo cinematografico Vertigo – ricca di battute, ironia, applausi, emozione e commozione.
Una decima edizione che avrebbe dovuto svolgersi nel 2020, poi rimandata causa Covid in queste settimane di riaperture. Tra il numeroso pubblico, regolarmente distanziato, tanti artisti soprattutto giovani, accanto a nomi noti come il regista astigiano Lucio Pellegrini, l’attore canellese Andrea Bosca, il musicista e compositore Pivio (Roberto Pischiutta), il comico Herbert Ballerina (Luigi Luciano) e l’attore americano Tomas Arana, chiamati anche sul palco a consegnare (o ricevere) i premi della serata.
A rappresentare le istituzioni il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito.
L’evento è stato condotto da Riccardo Costa, direttore del festival, insieme a Filippo Jacopo Mazzarella, direttore artistico.
Le opere selezionate per le varie categorie sono state poco meno di 130 su 400. «E’ stato un lavoro difficile per la giuria e per il pubblico esprimere una valutazione – ha sottolineato a tal proposito Costa – infatti ci sono stati numerosi pareggi».
Premiate le opere (documentari, cortometraggi e lungometraggi) divisi tra le sei categorie contemplate dal festival, cui si sono aggiunti alcuni premi speciali.

Il riconoscimento intitolato ai gemelli Bugnano

Il premio alla Carriera è stato assegnato all’attore Ernesto Mahieux (David di Donatello nel 2002 per “L’imbalsamatore” di Matteo Garrone) che però non ha potuto partecipare alla serata perché impegnato su un set in Calabria.
Quindi il premio “Allegria felicità”. Istituito quest’anno, è intitolato ai gemelli astigiani Gianni e Bruno Bugnano che, come ha spiegato Costa, «sono scomparsi recentemente. Se li è portati via il Covid. Due travolgenti amici del festival, del cinema e della cultura».
A consegnare il premio Nicola Nocella. «Sono molto onorato perché i gemelli Bugnano erano miei amici. E sono felice di consegnarlo al comico Herbert Ballerina, perché avendolo incontrato ho scoperto che la felicità esiste».
«Sono onorato – ha affermato Ballerina – di ricevere questo premio, perché mi hanno detto che i gemelli erano miei fan e perché erano benvoluti. Il mio unico obiettivo è essere benvoluto. E’ un piacere essere qui».
Ha poi ricordato il libro che ha scritto recentemente, intitolato “Getto la maschera” ed edito da Mondadori. «Durante la pandemia – ha raccontato – avevo momenti di solitudine e ho deciso di scrivere questo libro. Le uniche copie andate bene sono quelle che ho regalato ai miei amici», ha detto ridendo.
Dopo la consegna del riconoscimento, Nocella ha annunciato in anteprima che dal 28 giugno debutterà lo spettacolo dal titolo “E’ andata così” – scritto, diretto e interpretato dallo stesso Nicola Nocella con Herbert Ballerina e Paolo Ruffini – che farà tappa ad Asti il prossimo anno.

Sul palco l’attore Tomas Arana

A consegnare il premio Città di Asti all’attore americano Tomas Arana (“Il gladiatore, “La guardia del corpo”, “Limitless”) è stato poi l’attore canellese Andrea Bosca, volto noto della televisione, del cinema e del teatro. Molto emozionato Riccardo Costa. «Oltre a stimarlo come grande attore e professionista in film che adoro – ha confidato Costa – posso dire che Arana è anche una persona splendida e un uomo generoso».
«Buonasera e grazie a tutti», ha detto Arana dal palco. «Vorrei ringraziare Riccardo Costa e il festival. Credo che abbiamo imparato tanto nella pandemia. Innanzitutto a non dare per scontate le cose normali: stare al cinema, all’aperto, insieme alle persone. Qui, in tre giorni, ho visto alcuni film stupendi».
«Sono un ragazzo di San Francisco – ha proseguito – e ho avuto la fortuna di vivere per diversi anni in Italia, a Napoli e Roma, per poi girare il mondo. Sono cresciuto come un ragazzo ignorante, per cui ho sempre avuto tanto da imparare. Ad esempio, venendo qui in questa grande città, Asti, con il suo teatro stupendo, ho conosciuto la figura di Pastrone (il famoso regista astigiano, genio del cinema muto, vissuto dal 1882 al 1959, ndr), di cui sapevo pochissimo. E’ quindi un onore ricevere il premio, vi ringrazio moltissimo». Per poi concludere ribadendo che «il cinema non muore mai. Non morirà mai».

Le parole di Andrea Bosca

Dopo la premiazione Bosca ha ricordato che sono passati dieci anni dall’inizio del festival, che continua «a riunire artisti che ho visto in giro per il mondo. E’ un privilegio. Vorrei ricordarlo perché Costa e Mazzarolla non si autocelebreranno mai su un palco. Dopo dieci anni, comunque, siamo qui con questo parterre pazzesco e artisti incredibili. Ne approfitto per ringraziare chi manda avanti il cinema e il teatro, persone che ci sono molto mancate durante il Covid».
Mazzarolla ha quindi precisato che il merito dell’edizione 2020 deve essere attribuito per la quasi totalità a Riccardo Costa.
Da parte sua Costa ha invece ringraziato il collettivo che lo ha supportato nell’organizzazione, composto da Fabio Condemi, Roberto Bego, Davide Bertoglio, Andrea Saglietti e Alessandro Guarino.
La serata si è conclusa con un lungo applauso a Riccardo Costa, cui Roberta Bellesini Faletti e Andrea Bosca – in segno di amicizia, gratitudine e affetto – hanno donato a sorpresa un quadro di Giorgio Faletti, prezioso e indimenticato amico di Costa che, fin dalle prime edizioni, lo aveva sostenuto credendo nel festival.

Tutti i premiati

Ecco, infine, tutti i premiati divisi per categoria.
Asti Doc International, Giuria giovani: “Sub zero” di Kiumars Sarshar – Pubblico: “Ovacik” di Aysegul Selenga Taskent – Regia: “Maffys Jazz” di Denis Yuksel – Film: “Amazing Grace” di Lynn Montgomery. Il Premio Reale Mutua è andato a “Not everything is black” di Olmo Parenti.
Per Asti Doc Italia, Giuria giovani: ex aequo “The milky way” di Luigi D’Alife e “Rotta balcanica” di Davide Lodovisi – Pubblico: “Eporedia” di Andrea Lazzari – Regia: “Andrea Doria – I passeggeri sono in salvo?” di Luca Guardabascio – Film “In prima linea” di Francesco del Grosso e Matteo Balsamo.
Per Asti Short International, Giuria giovani: “Jasmin” di Ankit Dhame – Pubblico: ex aequo “La der des der” di Patrice Guillain e “Kosher” di Gideon Imagor – Attore: Joel Sederberg per “Last date” – Attrice: Anna Prasse per “Last date” – Menzione comedy: “Talent” di Oleg Ageichev – Regia: “la Petitfolie” di Massimo Zannoni – Film: “Fortissimo” di Jeanine Piguet.
Premio Sala Pastrone ad Alessio Bertoli per “Il dubbio”.
Premio Schermi di carta a Giuseppe Cardaci per “Come la neve”.
Premio Asti Pride a “Hero” di Alessandro Grande.
Asti Short Italia, Giuria Giovani: ex aequo “Verdiana” di Elena Beatrice e Daniele Lince e “Dove si va da qui” di Antonello Schioppa – Premio speciale del pubblico: “Gli atomi fotonici” di Davide Morando – attore ex aequo a Danilo Arena per “L’oro di famiglia” e Christian Iansante per “Il vestito” – attrice Silvana Bosi per ”Taglia e cuci”. E ancora, la menzione speciale critica a “To her” di Jacopo Ardolino. Menzione Comedy a “Offro io” di Paola Minaccioni – Regia: “Dorsia” di Federico Fasulo – Film: “La fiamma” di Giacomo Talamini.
Prima cosa bella international, Giuria giovani: “Yards” di Andrey Korytko – Pubblico: “Where did i come from” di Katsuya Kitao – Attrice: Rafoat Shoazimova per “Provincial dreamers” – Attore: Jordi Vilkes per “Ecos” – Regia: Gabriela Calvaje per “La mala noche” – Film “Ecos” di Tomy Lawrence.
La prima cosa bella, Giuria giovane: “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Stefano Cipani – Pubblico: “Picciridda” di Paolo Licata – Attore: Claudio Segaluscio per “Sole”- Attrice: Virginia Apicella per “Neiva” – Regia: Mario Piredda per “L’agnello” – Film: “Picciridda” di Paolo Licata.
Miglior cortometraggio internazionale d’animazione: Malakout di Farnoosh Abedi (Iran).

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