acerbi dormono sulle colline
Cultura e Spettacoli
Teatro degli Acerbi

Torna a Rocca d’Arazzo “Dormono sulle colline”, narrazioni e canti tra le lapidi del cimitero

L’appuntamento mercoledì nell’ambito della rassegna “Teatro in Terra Astesana 2021”

A grande richiesta, torna nel suggestivo e caratteristico cimitero di Rocca d’Arazzo lo spettacolo itinerante del Teatro degli Acerbi “Dormono…sulle colline”, narrazioni e canti tra le lapidi di un cimitero. L’appuntamento, nell’ambito della rassegna “Teatro in Terra Astesana 2021” del Teatro degli Acerbi, sostenuta dalla Fondazione CRT e con sponsor la Banca di Asti, è in programma per mercoledì con tre eventi in orario serale, dalla luce del finir del dì al tramonto, fino alla notte rischiarata solo dalle lanterne.

Il Teatro degli Acerbi, che ha alle spalle oltre un ventennio di spettacoli e di attività, in cui ha maturato una grande esperienza e riconoscibilità per creazioni per i territori, presenta tale “evento” come «narrazione poetica itinerante» in un cimitero di paese. «I testi sono una rivisitazione d’autore di alcune delle più celebri pagine dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, sapientemente rilette da Pietro Giovannini, editore e giornalista, acuto osservatore del territorio e dotato di sicuro gusto letterario e artistico. Nelle sue mani i testi di Masters vengono ambientati tra Langa e Monferrato e proprio in virtù di questo straniamento i personaggi divengono ancor più archetipi. Accanto al testo di Masters-Giovannini, vi sono le canzoni di Fabrizio De André, probabilmente colui a cui il poeta statunitense deve di più in termini di popolarità in Italia, grazie a quel capolavoro che è l’album “Non al denaro non all’amore né al cielo” che viene parimenti rievocato dagli Acerbi. Così risuonano le note di “Un giudice”, “Il suonatore Jones” e altre in grado di evocare ben più di un ricordo almeno in certe generazioni. La scelta è anche un omaggio al cantautore che ha legato la sua esistenza a queste terre».

In scena Patrizia Camatel, Dario Cirelli, Fabio Fassio, Elena Romano, con le musiche dal vivo di Tiziano Villata. Commenta Fabio Fassio: «I cimiteri sono “luogo di incontro di una comunità verticale, quella dei viventi, con quella dei vissuti, tutt’uno nella stessa storia”. È dunque un’occasione insolita per poter scoprire luoghi suggestivi e panoramici delle nostre colline, ove poter godere di bellezza e quiete, sulle orme dei nostri antenati».
Gli attori e il musicista appaiono e scompaiono tra le tombe, conducendo a gruppi gli spettatori in un percorso di circa un’ora tra le lapidi di pietra, gli alberi e i cespugli che da soli compongono la più perfetta delle scenografie. «Le note e le parole in un cimitero hanno più peso perché si è più disposti all’ascolto, si è più abituati al silenzio; e le note e le parole risuonano più pure invitandoci ad alzare lo sguardo verso il paesaggio, verso i luoghi dove queste persone che ci parlano abitavano e animavano: vite tragiche o monotone, insignificanti, piene di cose da fare ma tutte ugualmente riassunte qui ed ora».

Ingressi euro 10. Necessaria la prenotazione: ore 19,30 https://allive.it/evento/70; ore 23,00 https://allive.it/evento/72; già esauriti i posti disponibili per l’orario delle 21,15. Informazioni su: www.teatrodegliacerbi.it, Facebook teatro.degli.acerbi.
Prossimo appuntamento con “Teatro in Terra Astesana” venerdì 23 luglio ad Asti, nel Cortile del Palazzo del Michelerio, con la commedia del Teatro degli Acerbi “Il cantiniere gentiluomo”. Prenotazioni: https://allive.it/evento/29.

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