Una Giornata della Memoria lunga un meseIl calendario delle iniziative
Cultura e Spettacoli

Una Giornata della Memoria lunga un mese
Il calendario delle iniziative

L'Israt ha predisposto un nutrito calendario di iniziative per celebrare la ricorrenza del prossimo 27 gennaio, la Giornata della memoria. Le programmazioni si protrarranno per un mese, dal 20

L'Israt ha predisposto un nutrito calendario di iniziative per celebrare la ricorrenza del prossimo 27 gennaio, la Giornata della memoria. Le programmazioni si protrarranno per un mese, dal 20 gennaio sino al 20 febbraio. La prima iniziativa è rivolta alle scuole ed è uno spettacolo teatrale allestito dagli "Acerbi" andato in scena ieri sera, lunedì e in replica questa sera, alle 9,30 e alle 11, alla Casa del Teatro. La rappresentazione ripercorre l'avventura umana di Natale Pia, classe 1922: negli anni della seconda guerra mondiale, da giovane artigliere, partecipò alla guerra di Russia (battaglia di Nikolajewka) e, dopo una collaborazione alla lotta partigiana nell'Astigiano, venne catturato e deportato a Mauthausen. Nato a Montegrosso, Pia è scomparso nel 2013. La sua testimonianza unisce tra loro le principali tragedie del Novecento: la peggiore guerra dell'umanità e le peggiori atrocità compiute dall'uomo nel corso dei secoli abbinate al conflitto fratricida della Resistenza italiana ed europea.

Il cartellone delle iniziative proseguirà poi con una conferenza ospitata venerdì 24 gennaio a Palazzo Mazzetti, dal titolo "Senza casa, senza paese: trasferimenti forzati e genocidi del ?900". Il tema sarà affidato, alle 17, a Nicoletta Fasano, ricercatrice del'Israt. L'iniziativa è a cura dell'Utea. Ingresso libero. Sabato 25 gennaio a Settime canti e musiche della tradizione ebraica. Fondato dal tenore argentino Angel Harkatz, il quartetto Lè Haim sabato 25 gennaio eseguirà nella chiesa parrocchiale di Settime canti e musiche della tradizione ebraica per raccontare la storia e accordare passato e presente. L'appuntamento è alle 21,30 con ingresso libero. Domenica 26 gennaio si prosegue con l'apertura straordinaria della Sinagoga di via Ottolenghi e il recital "Non c'è nulla di cui aver paura" al Teatro Alfieri (replica il 27). Liberamente tratto dal libro "Badenheim 1939" dello scrittore israeliano Aharon Appelfeld, il recital approderà nel teatro cittadino.

Alle 17,30 lo spettacolo vedrà protagonisti Simona Carapella (voce recitante), Maria Teresa Milano (voce solista) e il sestetto Mishkalé con le musiche Klezmer della tradizione ebraica. Ingresso 15 euro (2 euro per gli studenti). Fotografia toccante della vita ebraica prima della guerra, "Non c'è nulla di cui aver paura" svolge la propria trama a Badenheim, graziosa località austriaca di villeggiatura, dove in tanti arrivano a godersi le vacanze, le feste e gli amori estivi, ma soprattutto il celebre festival di musica organizzato dall'eccentrico dottor Pappenheim. All'improvviso, per ordine delle autorità, viene imposto agli ebrei di registrarsi a un misterioso dipartimento sanitario e, poco alla volta, in paese compaiono facchini operosi che scaricano rotoli di filo spinato, pali di cemento e attrezzature. Le voci si fanno sempre più insistenti: a quanto pare il regime sta organizzando trasferimenti di massa in Polonia.

Il festival di musica si farà e la vita continuerà come prima, nei caffè che profumano di strudel alle mele e letteratura, nei teatri in cui si applaude l'opera, nei giardini freschi di Badenheim "?ir nefesh", la città dell'anima, città di vacanza. Poi, un giorno qualunque, a Badenheim arriva un treno e gli ebrei partono per la Polonia, ma qualcuno continua a crederci: non c'è nulla di cui aver paura.
Lo spettacolo, proposto dal Circolo Filarmonico Astigiano e dall'Israt, replicherà il 27 gennaio, per le scuole (alle 9,30 all'Archivio di Stato).

Mentre le scuole (dalle elementari alle superiori) saranno coinvolte fino ad aprile nel percorso sull'Asti ebraica e in approfondimenti su temi come l'antisemitismo nella storia e il "razzismo scientifico", l'Israt propone ai Comuni il documentario video, realizzato in proprio, che per la prima volta raccoglie le testimonianze dei deportati astigiani. Si tratta di un toccante racconto, ricavato da interviste filmate inedite, conservate nell'archivio dell'Istituto, oltre che di memorie scritte, che in 35 minuti ripercorre le tappe della deportazione, dall'arresto all'arrivo nel lager, per entrare nella violenza quotidiana del sistema concentrazionario nazista fino alla Liberazione.

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