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Cultura e Spettacoli

«Un'apparizione dal mare di nebbia»
Così gli svizzeri salvarono Burio

«Era una giornata di nebbia, ma salendo al Castello, all'improvviso si aprì ai nostri occhi tutto il paesaggio circostante: il sole splendeva sul Castello, che svettava così, emergendo da quel

«Era una giornata di nebbia, ma salendo al Castello, all'improvviso si aprì ai nostri occhi tutto il paesaggio circostante: il sole splendeva sul Castello, che svettava così, emergendo da quel mare di bianco che si estendeva tutt'intorno». È l'immagine davvero suggestiva, che la campagna sa qualche volta regalare, a cui si trovarono di fronte, ormai più di trent'anni fa, cinque amici, appassionati d'arte e artisti a loro volta, quattro svizzeri e una tedesca, conosciutisi durante gli studi di architettura. Fu un amore a prima vista, che determinò la decisione di acquistare Castel Burio. Era l'inizio degli anni '80. Fu la salvezza dell'imponente, prezioso, affascinante, importante maniero costigliolese.

Il Castello di Burio sorge a pochissima distanza dal centro abitato di Costigliole, nella borgata Burio appunto, in direzione sud, sulla sinistra della strada che corre verso la frazione Boglietto ed il paese di Santo Stefano Belbo. La costruzione risale al XIII secolo. Rimaneggiato nel corso del tempo, negli anni '40 avrebbe anche ospitato i frati dell'Ordine di don Orione, che celebravano nella chiesetta che ancora oggi sorge accanto al castello. Sorprendente il suo aspetto: non presenta una facciata definita, si può anzi dire che ogni facciata è a sé, rispecchiando in effetti i diversi stili, riconducibili alle diverse epoche in cui si mise mano al castello.

Oggi l'edificio ha un fascino straordinario. Salendo alla piazzetta di accesso, accoglie il visitatore il ponte levatoio che dà accesso al cortile interno: un ponte di collegamento che apre gli occhi, la mente e lo spirito su un mondo antico, carico di storia, che si respira attraverso i segni del tempo disegnati sulle mura del maniero. Piante secolari, la vite vergine che si arrampica sulle pareti esterne, incorniciando porte e finestre, la torre merlata, la chiesa silenziosa accanto al possente edificio, lo spessore dei muri che in certi punti arriva fino a due metri: un salto all'indietro in un'epoca passata. Il merito di tante sensazioni che oggi si possono vivere è sicuramente anche dei suoi attuali proprietari, che fin da subito hanno voluto evitare ogni stravolgimento dell'edificio: «Non volevamo trasformare Castel Burio, l'idea di partenza è stata quella di continuare a vivere in un rudere», ci spiegano al castello, aprendoci le porte della dimora per presentarci il prossimo evento d'arte che vi si terrà a partire da sabato prossimo.

Perché Castel Burio è anche centro d'arte e di cultura. Lo è stato fin dai primi anni, dalla prima edizione di "Art fashion meeting" del 1983. Quando i futuri proprietari arrivarono al Castello di Burio, il maniero era in pessime condizioni, persino le coperture dei tetti avevano in parte ceduto, non c'erano porte né finestre. Gli hanno ridato vita ed hanno riportato la vita e l'arte al castello, attraverso passione, capacità e impegno. Decine di artisti hanno soggiornato, lavorato ed esposto le loro opere a Castel Burio. Così come ha fatto in questi ultimi tempi Britta Schopf, artista tedesca, conosciuta ed apprezzata, con al suo attivo già diverse mostre, soprattutto in Germania.

Per alcune settimane ha vissuto al castello, preparando opere ed installazioni che da sabato, fino al 9 novembre, potranno essere apprezzate percorrendo le antiche sale dell'edificio. Numerosi gli eventi realizzati a Castel Burio (c'è anche una pagina Facebook dedicata, "Castel Burio Arte Contemporanea"). Dai primi "Art fashion meeting" al "Transmoebel" dedicato ai mobili e al design; e ancora, mostre d'arte, festival di musica e teatro, il "Castel Burio preis" per premiare i migliori artisti tra quelli che durante l'anno avevano partecipato alle mostre in castello. Creazioni artistiche arredano ed impreziosiscono lo stesso castello: molte di esse sono state realizzate dagli stessi proprietari. Una sorta di laboratorio artistico è da oltre trent'anni Castel Burio: e non di rado vi soggiornano giovani artisti, studenti, impegnati nel loro percorso nel mondo dell'arte.

Attraversando il cortile, nella nostra visita a Castel Burio, incontriamo tre giovani studenti stranieri, impegnati chi a dipingere, chi a costruire con materiali edili. Li guardiamo per un attimo intenti nel loro lavoro, poi volgiamo lo sguardo al castello che racchiude il cortile, infine l'occhio si perde sulla campagna costigliolese, le colline pettinate di filari di vite, più in là Bricco Lu che vigila su tutta la valle. La storia, il sentore di epoche passate, la quiete del presente che sgorga da quel cortile e lo sguardo al futuro a cui ci sospinge l'arte, immortale e irrinunciabile. È Castel Burio.

Marta Martiner Testa

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