Tromba d'aria, freddoma anche il Nizza docg
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Tromba d'aria, freddo
ma anche il Nizza docg

Certo, l'astigiano non ha la fortuna di avere gli agrumi e quindi di poter beneficiare dei due milioni che la legge di stabilità promette per il recupero delle bucce dalle arance siciliane. In

Certo, l'astigiano non ha la fortuna di avere gli agrumi e quindi di poter beneficiare dei due milioni che la legge di stabilità promette per il recupero delle bucce dalle arance siciliane. In questa frase potrebbe sintetizzarsi un anno, quello appena passato piuttosto difficile e intenso per l'agricoltura astigiana. Tra trombe d'aria, controlli a tappeto, danni alle produzioni e prezzi che non sostengono più i costi. Ma anche con belle notizie come il Nizza che diventa docg.

Un anno che è cominciato con il freddo e le piogge che si sono trascinate fino alla tarda primavera compromettendo alcuni raccolti e danneggiandone altri. Un anno che ha portato in dote anche la tremenda tromba d'aria che, a fine luglio, ha scoperchiato tetti e coricato ettari ed ettari di vigneto. Danni che gli agricoltori hanno riparato tegola su tegola e vite su vite con le loro mani e pochi o nulli aiuti dalle istituzioni. Che anzi in quei giorni si sono caratterizzate per una serie di controlli nelle zone colpite che hanno scatenato le polemiche e lasciato sgomento chi cercava di rimettersi in piedi.

Controlli, che se fatti nel modo giusto, sono però necessari e giusti. Visto che si stima che ancora un quarto della produzione agricola lorda alimenti l'evasione fiscale. Senza contare i danni che le contraffazioni e il falso made in Asti produce all'intero settore. Specialmente quello viticolo che deve fare i conti, e conviene che lo faccia in fretta, con la piaga del lavoro nero. Le immagini delle tende dei vendemmiatori di Canelli hanno fatto il giro del mondo e i cugini francesi ci hanno montato anche un bello studio sullo "sfruttamento dell'immigrazione in Piemonte". Occorre capire che, al di là del rispetto di elementari norme di civiltà, si sta combattendo una battaglia di marketing. Che se associa lo sfruttamento del lavoro alle nostre produzioni di eccellenza ci vedrà perdenti.

Dove invece ci sarebbero possibilità enormi di crescita e belle notizie come la fresca docg per il Nizza. «Il Nizza votato in consorzio da tutti i produttori della Barbera d'Asti -? spiega il Presidente Gianluca Morino ?- è il simbolo che chi lavora e presiede il territorio ci crede. Crede nel progetto di svolta, crede nel Nizza come veicolo della Barbera nel mondo. Questo è il momento per un progetto importante per far conoscere la Barbera con la B maiuscola ed il Nizza in giro per il mondo». Con la speranza che Nizza e Barbera d'Asti convivano nel Consorzio come fratelli in un progetto sviluppo del Monferrato.

Lodovico Pavese

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