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Cultura e Spettacoli

Vittorio Sgarbi: «I tartufi
sono le sculture di Dio»

I tartufi sono le "sculture di Dio". Parola di Vittorio Sgarbi che gioca a paragonare l'arte con un'assoluta eccellenza del territorio nel paese natale di Guglielmo Caccia che

I tartufi sono le "sculture di Dio". Parola di Vittorio Sgarbi che gioca a paragonare l'arte con un'assoluta eccellenza del territorio nel paese natale di Guglielmo Caccia che avrebbe firmato non solo pitture ma anche sculture. E' stato l'ospite più atteso a catturare la scena nella prima giornata della sessantesima edizione della Fiera nazionale, più degli odorosi "diamanti grigi" che ne danno il nome. L'esteta e critico si è cimentato anche con le doti dell'olfatto tra i giurati del concorso tartufigeno.

Complessivamente 4,5 i chili di Tuber Magnatum Pico in gara con il "solitario" più pesante da 480 grammi presentato da Clemente Inaudi di Borgo San Dalmazzo, che ha meritato il "Tartufo d'oro". Alle spalle nella sezione riservata ad esemplari singoli Silvano Marchisio di Montafia (270 grammi) con terzo Dario Pastrone di Chiusano (250).

Tra i piatti nella sezione riservata ai trifulao quelli di maggior consistenza. Successo al sandamianese Alessandro Plazza (775 grammi) davanti a Franco Vercelli di Moncalvo (835) ed al torinese Massimo Povolo di Rivalba (235). Plateau profumati anche quelli presentati dai commercianti dove il successo è stato appannaggio della Casa del porcino di Bobbio (Piacenza, 290 grammi). Piazza d'onore a Massimo Catalani di Cormano (Milano, 205) e al terzo posto Iuri Spadoni di Cerro Tanaro (265).

Complessivamente esposti in fiera 4,5 chilogrammi dei trifole. Quotazioni leggermente in calo come la qualità del prodotto. Al consumatore prezzi fino a 200 euro per prodotti di buona qualità ma pesatura non superiore ai 50 grammi. Il nero era scambiato a 27 euro all'etto. Pubblico da record che ha affollato piazza Carlo Alberto durante l'intera giornata. Ovviamente soddisfatto il presidente della fiera Antonello La Monica, che spera domenica in un fortunato bis.

Maurizio Sala

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