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“Addetti mensa e pulizie, situazione di estrema sofferenza”

Ieri sotto la Prefettura di Asti il presidio dei lavoratori impegnati nelle scuole e nelle aziende promosso dai sindacati di categoria

Presidio sotto la Prefettura

Presidio contingentato, ieri mattina in piazza Alfieri ad Asti dove si è svolta l’annunciata Giornata di mobilitazione dei lavoratori impegnati nelle mense e nelle pulizie in scuole e aziende.
La manifestazione, indetta a livello nazionale dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e UilTrasporti, nella nostra città ha visto ricevere dal viceprefetto, Raffaele Sirico, una delegazione composta dal segretario generale provinciale della Uiltucs, Francesco Di Martino, dal segretario generale aggiunto della Cisl Alessandria-Asti Stefano Calella e dal segretario generale provinciale della Filcams Cgil Mario Galati.
Soddisfatti i sindacalisti dopo l’incontro con il dott. Sirico, “che si è dimostrato disponibile e comprensivo come sempre – hanno infatti dichiarato – e con cui ci siamo lasciati con la promessa che manderà istanza di quanto detto al Ministero”.

La situazione

La situazione dei lavoratori delle mense e pulizie scolastiche e aziendali, dal punto di vista sociale, è ormai grave. “Un settore martoriato sia in tempo di Covid che precedentemente – hanno sottolineato i segretari – con lavoratori, soprattutto della provincia, in estrema sofferenza”.
Infatti, mentre due ditte della città hanno deciso di anticipare ai lavoratori il trattamento di cassa integrazione, lo stesso non è avvenuto per i lavoratori delle ditte fuori Asti. “La conseguenza – hanno continuato – è questa situazione insopportabile che, però, non è nuova per questo settore dove ogni anno, da giugno a settembre, i lavoratori non percepiscono lo stipendio, dato che i loro contratti sono sospesi con la fine dell’anno scolastico. Quest’anno, quindi, a un problema già esistente si è sommata l’emergenza sanitaria che ha causato un’ulteriore difficoltà”.

La preoccupazione in vista di settembre

La preoccupazione, in mancanza di notizie e garanzie, è forte anche per il prossimo settembre, quando riapriranno le scuole ma non si sa in che modo avverrà la ripartenza (mentre le attese linee guida del Ministro Azzolina, anticipate ieri, hanno fortemente deluso il mondo della scuola, ndr). Un’incertezza marchiata sul volto dei lavoratori presenti sotto il Palazzo della Prefettura e causata da una “politica degli annunci”, come è stata definita la situazione.
Troppa la burocrazia, i ritardi, gli eventi inaspettati, ma la Regione, hanno sottolineato i sindacati, ha grosse responsabilità. “Molte di queste famiglie sono monoreddito e il rischio, se non si prendono velocemente dei provvedimenti, è davvero la tenuta sociale”, hanno ribadito. “Non sono le risorse – hanno concluso – a scarseggiare. Piuttosto è la “macchina statale” (e regionale) che deve essere riorganizzata”.
Non c’è più tempo da perdere, quindi, per evitare conseguenze drammatiche e ridare speranza ai numerosi lavoratori di questo comparto.

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