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Aldo Pia: “Servono interventi concreti e un progetto per il turismo”

Il presidente provinciale di Ascom Confcommercio evidenzia le misure necessarie alle piccole e medie imprese per risollevarsi dall'emergenza Coronavirus

L’intervento del presidente Aldo Pia

«Prevedo un futuro molto incerto per l’imprenditoria italiana, la piccola e media impresa e alcune categorie in particolare, come quella alberghiera e della ristorazione che hanno un ruolo fondamentale per il turismo del nostro territorio e dell’intero Paese. Settori dove la ripresa rischia di essere ancora più lenta se non avremo la capacità di lavorare assieme ad un progetto per il turismo italiano, di ampio respiro e di prospettiva per le imprese».
Ad auspicarlo Aldo Pia, presidente provinciale di Ascom Confcommercio, in questo periodo molto difficile dal punto di vista economica a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

La situazione del commercio

«Va dato atto – sottolinea – che in questa situazione il commercio si è sdoppiato. Da una parte ci sono le imprese che continuano ad assicurare servizi essenziali, dall’altra tantissime aziende che hanno dovuto chiudere. Una crisi economica che si somma all’emergenza sanitaria e che sta diventando giorno dopo giorno sempre meno sostenibile. Per questo le imprese stanno chiedendo al Governo concretezza e meno burocrazia».
«Siamo assolutamente d’accordo – continua – sul fatto che la tutela della salute sia di primaria importanza, e che vada tutelata per evitare ricadute a livello di contagio. Ma, nello stesso tempo, il fattore economico non può stare fermo. Perlomeno devono intravedersi delle prospettive concretamente attuabili e sostenibili economicamente e fiscalmente».

Le richieste dell’associazione

A questo proposito Confcommercio ha subito chiesto, e continua a chiedere, a livello nazionale e regionale interventi efficaci e immediati con lo stanziamento di risorse adeguate.
«Purtroppo – prosegue Pia – il decreto legge 23 dell’8 aprile (“Garanzie e credito”), pur andando nella giusta direzione, non ci soddisfa ancora, perché disattende le nostre richieste. Tanto che le imprese sono preoccupate per la difficoltà e i tempi necessari per poter accedere a forme di credito e liquidità. Il problema reale della piccola e media impresa in questo momento, infatti, è sicuramente quello della liquidità, a cui si collega quello della burocrazia e quello della fiscalità».
Per assicurare liquidità alle imprese, secondo Confcommercio, serve un maggiore rafforzamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Inoltre sarà di fondamentale importanza la tempistica con cui SACE Spa opererà per concedere le garanzie sui finanziamenti.

L’accordo con l’ABI

Il presidente ricorda poi un esempio di intervento che ha coinvolto Confcommercio a livello nazionale: l’accordo con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) per le anticipazioni sulla cassa integrazione e/o l’indennità per professionisti, lavoratori autonomi, stagionali. Documento cui ha fatto eco, nei giorni scorsi, l’“accordo territoriale anticipi di cassa” che ha coinvolto il Comune di Asti, le associazioni datoriali (tra cui Confcommercio), i sindacati, Banca di Asti e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.
«Insomma – conclude il presidente Pia – in momenti straordinari ci aspettiamo strumenti straordinari dal Governo Italiano e dall’Europa. Strumenti che ad oggi la piccola e media impresa ritiene ancora insufficienti».

Le parole del direttore Claudio Bruno

Il direttore provinciale di Ascom Confcommercio Claudio Bruno

D’accordo il direttore provinciale dell’associazione, Claudio Bruno, che ribadisce la complessità della situazione a livello economico.
«La previsione più ottimistica del nostro ufficio studi – afferma – parla di riapertura delle attività tra maggio e giugno. Cosa che comporterebbe per il comparto una perdita già di 1 punto del Pil e una riduzione dei consumi di 18 miliardi. Se poi analizziamo l’ipotesi, che non auspichiamo ma che non è da escludere, che vede il Paese “riaprire” a settembre, rileveremmo un calo del 3% del Pil ed una riduzione dei consumi di 52 miliardi».
In tale situazione, quindi «non aiutano i primi passi per un lento e progressivo “ritorno dalla normalità”, diversi da regione a regione», conclude.

L’attività nell’emergenza

Una locandina di Confcommercio

Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, comunque, Ascom Confcommercio continua a lavorare, consapevole delle difficoltà in cui versano le oltre 2mila imprese rappresentate in provincia di Asti.
«A livello locale – spiega il direttore provinciale Claudio Bruno – partecipiamo al Tavolo di crisi presso il Comune di Asti con le altre associazioni datoriali, i sindacati, Banca di Asti e Fondazione CrAsti. Tavolo che nei giorni scorsi ha prodotto un “accordo territoriale anticipi di cassa” riguardante in particolare le procedure e le modalità operative per l’anticipazione degli strumenti di sostegno al reddito per le imprese e i lavoratori dipendenti, previsti dai decreti governativi e dall’accordo con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana)».
Inolre l’associazione fa parte del Tavolo in Regione Piemonte che, grazie anche all’impegno dell’assessore regionale Vittoria Poggio, ha recentemente confermato il varo di un nuovo Testo unico sul commercio (quello attuale risale al 1999), «alla cui stesura potremo partecipare», annuncia.
E ancora, l’associazione ha formalizzato una collaborazione con il Politecnico di Milano ed il consorzio CISE per sviluppare un progetto riguardante gli “Indirizzi per il rilancio delle attività economiche urbane del centro storico di Asti: geografie dell’offerta e proposte strategiche di carattere urbanistico e fiscale”. Un progetto, questo, che nasce dal protocollo che Confcommercio ha sottoscritto con il Comune di Asti riguardante la rigenerazione e riqualificazione urbana, oltre che il recupero degli immobili dismessi.
«Da non dimenticare, poi – evidenzia – che abbiamo sviluppato la piattaforma realizzata da Confcommercio Giovani Imprenditori, denominata “Il Negozio Vicino (www.ilnegoziovicino.it)”, per offrire strumenti adeguati alle imprese e ai cittadini in merito di e-commerce. Un progetto in linea con i cambiamenti che il settore sta vivendo in questo periodo di emergenza».
«Tutto questo – conclude – senza far venire mai meno il nostro impegno per i servizi, le consulenze e le informazioni che forniamo quotidianamente ai soci, per il momento solo telefonicamente a causa dell’emergenza sanitaria, grazie ai nostri dipendenti, collaboratori e consulenti che lavorano in smart working».
Di seguito i recapiti cui rivolgersi: Informazioni generali (335/6842819, 335/6877907), Contabilità e redditi (335/6812463), Ufficio paghe (335/6817282, 335/6818479), Uffici zona di Canelli, Nizza Monferrato e Moncalvo (335/6842239) e di Villanova e San Damiano (335/6842239).

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