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“Arrivati i primi fondi dallo Stato per pagare la cassa integrazione agli artigiani”

Bossi (Confartigianato) interviene sui ritardi accumulati dal Fondo di solidarietà del settore per non aver ricevuto le risorse annunciate dal Governo

Arrivati i primi fondi per pagare la cassa integrazione

Il direttore provinciale di Confartigianato Giansecondo Bossi

«E’ un inizio, e confidiamo sia il primo passo verso un percorso senza più intoppi che ci consentirà di pagare, al massimo entro inizio agosto, la cassa integrazione di aprile e maggio ai 2.500 lavoratori del settore artigiano che la stanno aspettando».
Ad affermarlo Giansecondo Bossi, direttore provinciale di Confartigianato, una delle associazioni di categoria del settore, che ieri (lunedì) è intervenuto, con una prima notizia positiva, sulla questione dei ritardi nella liquidazione del trattamento di cassa integrazione agli addetti del settore artigiano.
Per capire cosa è successo bisogna fare un salto indietro. «Lo scorso marzo, con molta rapidità – ha chiarito – siamo riusciti a pagare la cassa integrazione ai lavoratori per quanto riguarda l’ultima settimana di febbraio e lo stesso mese di marzo. E questo grazie al fatto che il sistema artigiano poggia sull’Ebap, che ha il compito di approvare le richieste di ammortizzatore sociale da parte delle imprese, e sul FSBA, il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, che deve effettuare i pagamenti. Va ricordato, infatti, che il Fondo è nato per sopperire alla mancanza di ammortizzatori sociali nel comparto dell’artigianato. In sostanza, ce li siamo autogenerati con i versamenti di lavoratori e imprese».

I pagamenti

«Per quanto riguarda febbraio e marzo – ha continuato – il Fondo ha fatto fronte alle richieste di cassa integrazione con risorse proprie. Ma, essendo “tarato” su situazioni ordinarie, era logico che non sarebbe stato in grado di reggere l’impennata di richieste a causa del Coronavirus. Per questo il Governo, con il Decreto Legge Rilancio e ripetuti annunci, ha promesso fondi a questo scopo che però, a causa di un antipatico “balletto”, non sono arrivati. Tanto da non darci la possibilità di pagare, appunto, la cassa integrazione di aprile e maggio. Per questo ci siamo trovati in una situazione di estrema difficoltà dato che, pur non essendo noi i colpevoli, gli impiegati dei nostri uffici sono stati presi di mira da lavoratori adirati, con comportamenti ai limiti dell’ordine pubblico, senza contare la campagna di lapidazione mediatica che abbiamo subìto sui social network. Devo ammettere che in questo periodo ho provato una profonda amarezza, dato che solitamente riusciamo a lavorare senza difficoltà in questo ambito».
Ora, comunque, si intravede uno spiraglio di luce. «Venerdì scorso – ha annunciato – è stato effettuato un bonifico con un primo acconto da parte dello Stato, che per quanto riguarda Confartigianato Asti ammonta a circa 1/3 del dovuto. Appena la cifra si concretizzerà sul nostro conto corrente provvederemo con la massima celerità ad effettuare i primi bonifici, cominciando dai pagamenti relativi ad aprile per continuare con quelli di maggio. Se, come confido, ci arriveranno senza intoppi le restanti tranche, annunciate per i prossimi 15 giorni, termineremo i pagamenti tra fine luglio e inizio agosto».

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