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Asti, donne delle pulizie Manital in sit in: «Non ci pagano da tre mesi»

Stamattina manifestazione davanti al Tribunale di Asti. Mancano quattordicesima e stipendi di luglio e agosto. Le loro storie

Sit-in stamattina davanti al Tribunale

Non hanno preso nè la quattordicesima, nè gli stipendi di luglio ed agosto e solo venerdì scorso è arrivato il bonifico dello stipendo di giugno. Una situazione insostenibile per una decina di donne addette alle pulizie di alcuni uffici pubblici astigiani dipendenti della Manital, la società di servizi con sede ad Ivrea che attualmente ha in proroga l’appalto presso Inps, Agenzia delle Entrate, Telecom, Guardia di Finanza e Tribunale di Asti.

Una società in evidente “sofferenza” economica che sta seminando malumori e preoccupazioni in tutta Italia fra i 10 mila lavoratori alle sue dipendenze, anzi lavoratrici visto che la stragrande maggioranza sono donne; 1500 solo in Piemonte.

Stipendi fra i 300 e i 500 euro al mese

Per queste addette gli stipendi sono questione vitale, perchè sono tutte part-time con poche ore alla settimana, dalle 6 alle 15 ore e dunque con stipendi che vanno dai 300 ai 500 euro al mese. Cifra che non consentono risparmi e che spesso sono utilizzati per pagare gli affitti di casa. Per questo motivo tre mesi di arretrati pongono le lavoratrici in uno stato di grave necessità, considerando che molte di loro hanno figli ancora in età scolare e dunque si trovano ad affrontare anche le spese di inizio anno scolastico.

La società si era impegnata a pagare il mese di giugno entro l’8 agosto, ma i bonifici sono arrivati solo il 6 settembre e del resto non si hanno notizie.

Manca anche il materiale di consumo

Le addette, per senso di responsabilità, continuano a prestare lavoro anche se qualche volta è impedito  dalle mancate forniture di attrezzature e materiale di consumo. In queste settimane, ad esempio, la pulizia delle aule del Tribunale di Asti è stata possibile solo grazie al responsabile logistico della struttura che ha provveduto alla dotazione di guanti in lattice, non più forniti dalla Manital.

Le loro storie

Disperate le donne che ieri mattina manifestavano davanti al Tribunale di Asti. Lucia è da sola con 2 figli piccoli, Cristina di figli ne ha uno solo ma un marito che è nella sua stessa situazione a causa del mancato pagamento degli stipendi di luglio e agosto da parte della ditta in cui lavora, Giovanna guadagna 280 euro al mese che aggiunge ai 550 della pensione del marito e devono bastare per loro e per il figlio disoccupato, Anna vive da sola con 300 euro al mese, Tiziana fa appena 6 ore alla settimana e ha una figlia disabile cui provvedere. Tutte, non avendo ricevuto lo stipendio, non hanno ricevuto neppure gli assegni famigliari che rappresentano un contributo importante per chi ha figli piccoli.

I sindacati

«Dalla Manital nessuna risposta e neppure da alcuni dei committenti per i quali queste donne lavorano – afferma Mario Galati segretario provinciale della Filcams-Cgil presente al sit-in  insieme a Ferrigno della Uil-Tulps – Se la Manital non paga, chiediamo che siano direttamente gli uffici per i quali queste donne fanno le pulizie a subentrare nel pagare  gli stipendi a loro e non più alla società datore di lavoro. Chiediamo inoltre che venga immediatamente sospeso l’affidamento degli appalti alla Manital facendo subentrare il secondo nella graduatoria dell’appalto. Appalto che è già scaduto e che era stato affidato in proroga alla Manital fino alla fine di dicembre. Qualunque soluzione deve essere presa in fretta, perchè con questi stipendi non hanno certo risparmi da parte per attendere i pagamenti per mesi».

La solidarietà del presidente del Tribunale

Le addette in sit-in hanno ricevuto la piena solidarietà del presidente del Tribunale di Asti, Giancarlo Girolami che sta seguendo da vicino questa vicenda.

«Purtroppo, da quando la gestione del Palazzo di Giustizia è passata dal Comune al Ministero, tutto è centralizzato, anche i pagamenti alle società di servizi, quindi noi, da qua, non possiamo fare molto – ha commentato – Abbiamo però sollecitato la Corte d’Appello di Torino affinchè si faccia portavoce presso il Ministero di questa gravissima situazione di disagio chiedendo una revoca immediata della proroga dell’appalto o comunque che non venga ulteriormente protratta oltre il termine attuale del 31 dicembre. Ma è al Ministero che spetta ogni eventuale azione e decisione».

Sindacati e manifestanti hanno già annunciato che se non arriveranno presto delle risposte, ripeteranno il sit-in e porteranno la loro protesta davanti a tutte le sedi degli uffici pubblici astigiani presso le quali lavorano senza essere pagate.

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