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BCube, a rischio 210 posti di lavoro da fine giugno

L'allarme lanciato dalla Cgil, che ha chiesto un incontro al Prefetto. L'on. Fornaro ha inviato una interrogazione scritta al Ministro Catalfo

BCube, a rischio 210 posti di lavoro

E’ finita anche sui tavoli del Ministero del Lavoro la delicata situazione occupazionale della BCube SpA di Villanova, azienda specializzata in logistica integrata, attiva dal 1973, che fa parte della multinazionale fondata nel 1952 con sede a Casale Monferrato.
L’azienda ha infatti annunciato, in occasione di un recente incontro alla Cgil di Asti (il sindacato maggiormente rappresentato in azienda), che da fine giugno sono a rischio 210 posti di lavoro su un totale di circa 400 dipendenti.
“Il prossimo 30 giugno – spiega Luca Quagliotti, segretario generale provinciale Cgil che ha partecipato all’incontro convocato d’urgenza – scadrà la commessa con FCA (Fiat Chrysler Automobiles), con cui l’azienda villanovese lavora da anni. Il problema è che, dopo i primi contatti cominciati già alla fine del 2019 in vista del rinnovo, la trattativa vera e propria non è mai partita. La società ci ha infatti informati del fatto che FCA non ha mai risposto alle numerose sollecitazioni inviate per arrivare a definire un’altra commessa su nuove basi commerciali. Siamo quindi molto preoccupati: se il rapporto commerciale tra la BCube di Villanova e FCA cesserà, determinerà un esubero di 210 lavoratori su un totale di circa 400 dipendenti del sito di Villanova (in quanto la commessa in atto con FCA è una delle due su cui lavora l’azienda, ndr) “.
“Certo – continua – va ricordato che la normativa prevede, in occasione del cambio di appalto, che i dipendenti coinvolti nella commeesa vengano assunti dall’azienda vincitrice. Il fatto è che non abbiamo idea se ad oggi ci sia un gruppo concorrente e, in caso affermativo, dove ha sede, questione fondamentale per garantire un futuro occupazionale ai lavoratori”.

Il coinvolgimento del mondo della politica

La Camera del Lavoro di Asti è quindi molto preoccupata. “E’ una notizia molto grave – conclude Quagliotti – che arriva in un momento di grande difficoltà per una provincia che, come noto, vede già un’alta percentuale di disoccupati e in cui, da anni, non si vede il sorgere di nuovi insediamenti produttivi. La logistica, poi, è un settore strategico per lo sviluppo occupazionale dell’Astigiano. Il venir meno della commessa di FCA in una struttura collocata sul nostro territorio, dunque, potrebbe determinare un effetto domino, con centinaia di posti di lavoro a rischio. Confidiamo nell’impegno di tutti per far in modo che FCA continui ad utilizzare la piattaforma di Villanova come centro logistico piemontese”.
Il sindacato ha quindi informato della questione l’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino e i parlamentari Andrea Giaccone (Lega), Federico Fornaro (Leu) e Davide Gariglio (Partito democratico), mentre il sindaco di Villanova Christian Giordano ha contattato gli assessori regionali astigiani Marco Gabusi e Andrea Carosso. Inoltre il sindacato è in attesa dell’incontro chiesto al Prefetto Alfonso Terribile.
Come accennato, l’on. Fornaro ha inviato martedì una interrogazione scritta al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo con cui chiede quali iniziative intende intraprendere affinché vengano garantiti i livelli occupazionali dell’azienda, sottolineando il fatto che questa notizia arriva in una fase già molto complicata per l’intero Paese a causa dell’emergenza Covid-19 e che riguarda una provincia già in difficoltà da anni a livello occupazionale e produttivo.

 

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