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Boccia: “Anziché dibattere su Finanziaria e tasse, concentriamoci sui cantieri da aprire”

Il presidente di Confindustria all'assemblea degli industriali astigiani svoltasi stamattina: "In Italia abbiamo oltre 60 miliardi di risorse già stanziate per opere infrastrutturali che non partono"

L’assemblea degli industriali astigiani

“Anziché dibattere su pochi miliardi di una legge Finanziaria e tassare i fattori di produzione, concentriamoci sui cantieri da aprire. In Italia abbiamo oltre 60 miliardi di risorse già stanziate per opere infrastrutturali che non partono. Bisogna quindi avviare la più grande operazione anticiclica che il Paese può realizzare senza far ricorso al deficit e senza incrementare il debito pubblico”.
Ad affermarlo, stamattina ad Asti, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, intervenuto all’assemblea generale degli industriali astigiani. Alla presenza di numerose autorità cittadine e del presidente Aisla (Associazione nazionale sclerosi laterale amiotrofica) Massimo Mauro, si è infatti svolta, per la prima volta all’interno di una fabbrica (la Johnson Electric Asti srl), la riunione degli associati (oltre 200 le imprese aderenti).
Dopo la relazione del presidente dell’Unione industriale astigiana, Andrea Amalberto, si è svolta una tavola rotonda sul tema della sostenibilità ambientale cui hanno partecipato, tra gli altri, il rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco e il presidente del gruppo tecnico Industria e Ambiente di Confindustria Claudio Andrea Gemme.

Un momento della tavola rotonda

Le parole del presidente Boccia

A seguire, appunto, le parole del presidente Boccia. “Il nostro Paese – ha affermato – deve affrontare due grandi questioni: la riduzione dei divari tra persone e territori, attraverso il lavoro, e la riattivazione dell’ascensore sociale, attraverso la formazione. Ciò significa che dobbiamo tornare ai fondamentali del Paese, che possono essere ricordati citando una parte del primo articolo della Costituzione, ovvero ‘l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro’. Il lavoro era, ed è, il fondamentale nella coesione del Paese”.
“Allora – ha proseguito – ci sono alcuni obiettivi da raggiungere. In primo luogo quello di incrementare l’occupazione, e questo lo si fa nelle imprese e nelle fabbriche (i luoghi del lavoro). Da parte nostra, poi, dobbiamo costruire imprese sempre più attente alle comunità e alla sostenibilità (intesa in senso complessivo), ad alta intensità di produttività, di capitale e di investimenti”.
Boccia ha quindi approfondito il concetto di sostenibilità. “A questo proposito devo sottolineare che la sostenibilità è un concetto aziendale e della società in termini complessivi che non deve essere visto solo in un’ottica monodirezionale. La sostenibilità, intesa nel suo senso complessivo, è un concetto armonico: è ambientale, economica e sociale. Il caso Ilva ci fa comprendere come il dogma della sostenibilità ambientale fa sì che non solo non si risolva la questione ambientale, ma che si generi anche insostenibilità economica e sociale. Allora occorrono buon senso e pragmatismo, in quanto le scelte di oggi determineranno il futuro”.
Il presidente degli Industriali ha quindi parlato di obiettivi e progetti. “Allora cosa fare? E cosa non fare? Partendo dal secondo quesito, cominciamo da alcune criticità di questa manovra economica, ribadendo che noi critichiamo provvedimenti e non Governi. La plastic tax non è una tassa etica, perché penalizza un segmento di produzione, quello dei produttori della plastica, e non un comportamento. E’ una tassa per fare cassa, in controtendenza rispetto al primo articolo della Costituzione. Stesse considerazioni per la sugar tax; delle auto aziendali non parliamo proprio. Sono provvedimenti che pongono problemi di metodo. Infatti non bisogna fare provvedimenti che prescindono dagli effetti sulla società e sull’economia reale, perché poi si subiscono e gli investitori scappano”.
“Allora – ha incalzato – date queste criticità, cosa fare, considerando che siamo in una fase delicata della vita dell’economia? In base ai dati della nostra Associazione nazionale costruttori, l’Ance, abbiamo in Italia oltre 60 miliardi di risorse già stanziate per opere infrastrutturali che non partono. E’ quindi necessario avviare la più grande operazione anticiclica che il Paese può realizzare senza far ricorso al deficit e senza incrementare il debito pubblico. Alla base della forza della nostra associazione c’è una idea di società, e le infrastrutture sono esse stesse un’idea di società, perché collegano territori e includono persone. Le infrastrutture, poi, sono esse stesse un processo anticiclico, il primo insegnato nei manuali di economia perché genera un elemento di virtuosità. Anziché dibattere su pochi miliardi di una legge Finanziaria e tassare i fattori di produzione, concentriamoci sui cantieri da aprire”.
“Allargando poi il discorso oltre i confini italiani, poi – ha concluso – occorre una Europa più integrata. Essendo stretta da un lato dalla Cina, che arriverà al cuore dell’Europa attraverso le sue opere infrastrutturali, e dall’altro lato dagli Stati Uniti, che difendono con i dazi la produzione industriale, bisogna avanzare una richiesta di operazione infrastrutturale transnazionale”.

L’intervento del governatore del Piemonte Cirio

Alberto Cirio

A parlare di grandi opere anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che, intervenuto alla conclusione dell’assemblea, ha ribadito la fondamentale importanza della Tav (“opera irreversibile”) e del Terzo valico per lo sviluppo del Piemonte, che si troverà al centro di queste due grandi direttrici.
Nel corso del suo articolato intervento il governatore del Piemonte ha anche affrontato il tema dell’autonomia regionale (“dobbiamo avere la forza di chiederla, fermo restando il principio della solidarietà”) e ribadito la volontà di fare in modo che la Regione sia amica degli imprenditori, in modo da non ostacolarli.

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