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Bossi: “Le Amministrazioni comunali paghino le fatture alle imprese entro i 30 giorni previsti per legge”

Il direttore provinciale dell'associazione di categoria commenta il recente rapporto elaborato dall'ufficio studi

I tempi medi di pagamento

«In media i Comuni del Piemonte saldano le fatture alle imprese in 35 giorni, quelli della provincia di Asti in 51 giorni, il Comune di Asti in 77 giorni. E’ quindi necessario impegnarsi affinché la chiusura dei pagamenti sia entro i 30 giorni, come previsto dalla legge».
Così Giansecondo Bossi, direttore di Confartigianato Asti, commenta il rapporto elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato Imprese, dal titolo “Tempi medi di pagamento dei Comuni al quarto trimestre 2018”, effettuato sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’indagine è relativa, appunto, all’ultimo dato disponibile, quello del periodo tra ottobre e dicembre 2018.

Il rapporto dell’ufficio studi

A livello regionale emerge che i Comuni piemontesi, in media, pagano in 35 giorni, così come i Comuni italiani. La classifica regionale è aperta da Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, i cui Comuni pagano, in media, a 25 giorni, e chiusa dalla Calabria (49 giorni).
«Le Amministrazione comunali del Piemonte – sottolineano dall’ ufficio studi dell’associazione di categoria – saldano le fatture alle imprese e ai professionisti con una media di 35 giorni, fuori dai termini di legge dei 30 giorni. Per la precisione, i Comuni della provincia di Cuneo hanno pagato 77 milioni in 29 giorni, quelli della provincia di Novara 44 milioni in 29 giorni, di Vercelli 24 milioni in 32 giorni, di Torino 220 milioni in 34 giorni, di Biella 17 milioni in 37 giorni, del Verbano 27 milioni in 37 giorni, di Alessandria 41 milioni in 46 giorni e infine di Asti oltre 21milioni in 51 giorni. Nello specifico l’Amministrazione comunale di Asti ha un tempo medio di pagamento di 77 giorni».

I commenti di Bossi e Dellavalle

«E’ necessario impegnarsi affinché ci sia la chiusura dei pagamenti entro i 30 giorni – commenta Giansecondo Bossi – come è previsto dalla legge. Le nostre imprese artigiane non possono permettersi il lusso di attendere il saldo delle fatture oltre il dovuto, anche perché a loro volta sono tenute a rispettare il calendario dei vari pagamenti e contributi che devono versare allo Stato. Abbiamo tanti esempi virtuosi di Comuni che saldano tutto con largo anticipo: quindi si può fare».
«Purtroppo ancora tante, troppe, piccole imprese rinunciano a partecipare ai bandi pubblici per paura dei tempi di pagamento e dei contenziosi», aggiunge Roberto Dellavalle, presidente di Confartigianato Asti. «Ma se poi i pagamenti vengono effettuati in maniera tardiva, le imprese soffrono enormemente. Non dimentichiamoci, infatti, che i ritardi dei pagamenti costringono le aziende a rivolgersi sempre al mercato del credito».
«In buona sostanza – conclude Dellavalle – per il tessuto produttivo piemontese e astigiano la soluzione migliore, in ogni caso, rimane sempre la compensazione debiti-crediti secca e diretta».

Le parole dell’assessore Berzano

Interpellato sulla questione per un commento, l’assessore al Bilancio del Comune di Asti, Renato Berzano, risponde: «Non conosco l’indagine e il modo con cui è stata condotta, ma in generale posso fare due annotazioni.
«La prima – annota – è la necessità di ricordare che, in Italia, esistono ancora le Regioni a statuto speciale, condizione che aiuta molto in una classifica di questo tipo. Poi, entrando nel merito, il fatto che la legge che impone alle Pubbliche Amministrazioni, purtroppo sempre a corto di liquidità, pagamenti a 30 giorni, non ha attinenza con la realtà. Basti pensare che tra privati i pagamenti avvengono anche a 180 giorni, quindi non sono i 51 giorni in media della provincia di Asti o i 77 del Comune di Asti che fanno fallire un’azienda. Secondo me i tempi medi di pagamento adeguati alla situazione attuale, in cui i tempi medi delle transazioni sono molto più lunghi, dovrebbero essere tra i 60 e i 90 giorni».
«Infine, per quanto attiene al Comune di Asti – conclude – ricordo che, a livello di ordinaria amministrazione, non facciamo ricorso alle anticipazioni di tesoreria per cui i nostri conti sono caratterizzati da una corretta gestione».

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