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“Chiediamo più personale e altri uffici postali aperti tutti i giorni”

Annalisa Vassallo (Slp Cisl) illustra le richieste avanzate, insieme alla Slc Cgil, a Poste Italiane, contro cui hanno aperto un conflitto di lavoro

Le richieste di Slp Cisl e Slc Cgil a Poste Italiane

La riapertura immediata di tutti gli uffici postali tutt’ora razionalizzati per l’emergenza sanitaria con chiusura a giorni alterni. E l’immediata immissione in servizio di almeno 30 lavoratori agli sportelli degli uffici per far fronte alla carenza di personale.
Sono le richieste dei sindacati Slp Cisl e Slc Cgil in occasione dell’incontro con Poste Italiane svoltosi ad Asti giovedì 8 ottobre.
«A seguito delle risposte aziendali del tutto insoddisfacenti – spiega Annalisa Vassallo, segretaria generale Slp Cisl Alessandria Asti – abbiamo deciso di aprire un conflitto di lavoro con l’azienda. Mercoledì si è quindi tenuto il tentativo di conciliazione, secondo quanto previsto dal vigente Contratto collettivo nazionale di lavoro. Tuttavia nemmeno in questa occasione è emersa, da parte aziendale, la volontà di venire incontro alle nostre rivendicazioni. Pertanto, seguendo le procedure previste, la fase conflittuale da noi aperta è demandata alla discussione del Tavolo regionale che sarà convocato entro la prossima settimana».

Il coinvolgimento delle Istituzioni

In attesa del confronto, i sindacati intendono avviare un percorso di coinvolgimento delle Istituzioni «per interrompere l’attuale situazione di disagio che interessa sia i colleghi di Poste che i cittadini», sottolinea Vassallo. Anticipando che si comincerà «inviando una lettera ai sindaci dell’Astigiano e al presidente della Provincia Paolo Lanfranco».

La situazione in provincia di Asti

La sindacalista illustra anche i “numeri” della questione. «In provincia di Asti – spiega – sono presenti 120 uffici postali. Di questi, un centinaio sono aperti a giorni alterni: circa 80 per effetto di una decisione assunta anni fa, altri 20 a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Inoltre la maggior parte degli impiegati e dei direttori degli uffici sono ultra55enni, per cui molti di loro andranno in pensione sia allacciandosi alla cosiddetta “quota 100” sia perché in linea con i requisiti della Legge Fornero. Questi due elementi insieme comporteranno l’aumento delle code e del malumore tra la clientela. In tale contesto sarebbe necessaria da parte di Poste Italiane, la più importante azienda di servizi in Italia, una maggiore attenzione al nostro territorio nella realizzazione delle politiche attive per il lavoro».
Interpellata sulla questione, Poste Italiane preferisce non replicare, demandando la questione alle sedi aziendali dedicate.

Elisa Ferrando

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