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“Ci prepariamo alla Maturità studiando i protocolli di sicurezza”

Intervista alla dirigente scolastica dell'istituto Alfieri, Stella Perrone, sulle novità dell'Esame di Stato imposte dalla pandemia

Le novità della Maturità

L’Esame di Stato, ovvero la Maturità, consisterà quest’anno in un colloquio orale alla presenza di studente e commissione, in base ad un calendario che partirà mercoledì 17 giugno.
Sono le principali notizie emerse nei giorni scorsi sull’esame finale delle superiori, annunciate dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, modificato a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

I protocolli di sicurezza

Abbiamo posto alcune domande in merito a Stella Perrone, dirigente scolastico dell’istituto Alfieri, che comprende liceo classico Alfieri, liceo artistico Benedetto Alfieri e istituto Sella.
Quali misure di sicurezza imporrà il colloquio in presenza?
«Notevoli. Per quanto mi riguarda ho già stabilito la distribuzione su piani differenti delle tre commissioni nell’edificio che ospita il liceo classico e l’istituto Sella. Ogni commissione, composta da sei docenti e un presidente, dovrà avere a disposizione due aule: una dedicata ai lavori di preparazione e riunione e una ai colloqui, dove si presenteranno i candidati. Ovviamente i percorsi di entrata e uscita dovranno essere indicati da uno specifico protocollo di sicurezza per l’esame, in base al quale, per esempio, l’aula dovrà essere pulita tra un colloquio e l’altro. Ma queste sono solo alcune delle misure che dovremo seguire. Domani (oggi per chi legge, ndr) avrò un incontro con il responsabile della sicurezza dell’istituto per verificare l’adeguatezza dei locali, dopodiché verrà redatto il protocollo completo.
Comunque, ad oggi rimangono diversi punti in sospeso…».
Quali?
«Siccome non abbiamo ancora ricevuto disposizioni ufficiali, alcune questioni emerse a livello mediatico nei giorni scorsi non sono chiare. Per fare un esempio, il controllo della temperatura dei candidati e dei commissari. Nel dubbio che sia una misura obbligatoria, ho attivato l’acquisto dei termoscanner, in modo da non avere problemi in futuro».
E per quanto riguarda il liceo artistico ha già pensato ad un protocollo di sicurezza?
«Sì, in parte. In questo caso saranno al lavoro due commissioni d’esame. Non ho ancora individuato i locali che le ospiteranno, ma sicuramente troveranno spazio nell’ala principale e in quella laterale dell’edificio, in modo che siano distinte e sia più facile evitare assembramenti».

Il colloquio

Il colloquio in presenza era la soluzione che gli insegnanti si aspettavano?
«Sì, era quello che si immaginavano, anche se l’ordinanza inserisce una novità. Ovvero, la discussione di un elaborato sulle discipline di indirizzo, che vuole essere il surrogato della tradizionale seconda prova scritta, riguardo a cui nutro alcune perplessità, dato che viene svolto a casa e inviato dallo studente entro il 13 giugno (l’argomento sarà invece indicato dalla commissione entro il 1° giugno).
Cosa prevede il colloquio, oltre alla presentazione dell’elaborato?
«Prevede la discussione di un breve testo di letteratura italiana, oggetto di studio, che vorrebbe sostituire l’ex prima prova scritta di Italiano; l’analisi del materiale scelto dalla commissione; la presentazione della relazione sui Pcto svolti (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, prima denominati percorsi di Alternanza scuola – lavoro). Infine l’accertamento delle competenze maturate nell’ambito delle attività svolte di Cittadinanza e Costituzione».

Le commissioni

Le commissioni avranno membri esterni?
«Solo il presidente, perché tutti i commissari sono docenti interni, già nominati dal precedente decreto legge. I presidenti, invece, saranno nominati nelle prossime settimane».
«Sono obbligati a fare domanda per ricoprire questo ruolo i dirigenti scolastici delle superiori, mentre possono avanzare richiesta i dirigenti delle scuole medie e i docenti con almeno 10 anni di ruolo. Quest’anno, però, si sta assistendo ad un calo delle domande in quanto molti temono di rischiare di contrarre il virus, soprattutto coloro che hanno un’età avanzata».
Concludendo, l’Esame di Stato 2020 sarà fattibile a livello di sicurezza?
«Sì. Mi preoccupa di più la ripresa dell’attività didattica in presenza dal prossimo anno scolastico. Una scadenza in vista della quale sta lavorando una apposita equipe a livello regionale, vista la delicatezza e l’importanza della situazione».

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