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Commercianti di nuovo al lavoro tra guanti e capi invenduti

I commenti di alcuni titolari di negozi di abbigliamento che hanno riaperto lunedì dopo oltre due mesi di chiusura causa pandemia

Commercianti di nuovo al lavoro

«E’ stato come il primo giorno di scuola, nonostante abbia 37 anni di attività alle spalle».
Una sensazione di liberazione, ma anche di preoccupazione per il futuro, ha accompagnato nella giornata di lunedì Luca Pucciariello, titolare del negozio di abbigliamento uomo “Mister & Co” di via dei Cappellai. Un ampio locale da 150 metri quadri che, a causa dell’emergenza Coronavirus, ha riaperto le porte ieri dopo essere stato chiuso oltre due mesi.
«Abbiamo lavorato fino all’11 marzo – ricorda – ma in realtà l’ultimo giorno in cui possiamo dire di aver “fatto cassa” è stato sabato 29 febbraio, perché successivamente i clienti sono diminuiti a mano a mano che si delineavano in modo più netto i contorni della pandemia».
La conseguenza è che i capi sono rimasti invenduti. «Parliamo di vestiti della collezione primaverile, acquistati lo scorso luglio e consegnati dalle ditte a gennaio, per essere messi in vendita dalla fine di febbraio, in concomitanza con le ultime settimane di saldi invernali. Tutti capi che non abbiamo potuto vendere, e che ora bisogna vedere se saranno compatibili con le temperature delle prossime settimane, tanto che da oggi proponiamo già vestiti più estivi».
Nella giornata di lunedì – tra guanti, sanificazioni e liquido igienizzante – si è affacciato solo qualche cliente curioso. «Siamo pronti a vendere – continua – ma la gente ha ancora timore di fare shopping, e bisogna aspettare di vedere come evolverà la situazione. Certo è che, per la tipologia di abbigliamento che proponiamo, sono venute e mancare due condizioni fondamentali: gli eventi (matrimoni, Comunioni, battesimi, lauree) e il turismo, dato che molti clienti del mio negozio sono stranieri. Il tutto senza che il nostro settore abbia ricevuto aiuti, perché le spese da affrontare sono rimaste le stesse di prima».

Tra guanti e mascherine

Lunedì è stato poi giorno di apertura per un nuovo negozio di abbigliamento donna, in via Della Valle, che doveva essere inaugurato a marzo. Parliamo di “Queen” di Laura Rapetti (titolare anche di “Buena Vita” e “Buena Vita 255”), la quale ha ricevuto per l’occasione la visita del direttore provinciale di Ascom Confcommercio, Claudio Bruno, e dell’assessore comunale Loretta Bologna.
Ad essere rincuorata dall’interesse manifestato dalle clienti è stata poi Alice Biesuz, co-titolare, con la sorella Cecilia, del negozio di abbigliamento “Io Donna” di via Aliberti. «Considerando che abbiamo aperto solo oggi pomeriggio – ha raccontato – ho già accolto alcune clienti. Sicuramente poteva andare peggio».
Anche in questo caso le parole chiave della giornata sono state igiene e sicurezza. «Il nostro locale non è molto ampio – ha evidenziato – per cui si entra una persona alla volta. Le clienti devono essere munite di mascherina chirurgica. In caso contrario la forniamo noi, così come i guanti monouso e il gel igienizzante. I capi vanno provati indossando i dispositivi di protezione, all’interno di una cabina appositamente igienizzata con il vaporizzatore. Dobbiamo poi prevedere anche la sanificazione dei locali più volte al giorno, ma sono comunque regole che si riescono a rispettare. L’importante era riaprire».

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