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Commercio, al via i saldi invernali tra sconti e incertezza

Partiranno giovedì in tutto il Piemonte con una durata di otto settimane. Bruno (Confcommercio): "Preoccupati per il calo dei consumi"

Da domani al via i saldi invernali. Avviati il 2 gennaio in Molise, Basilicata e Valle d’Aosta, anche se tutta l’Italia era nella cosiddetta “zona rossa”, sono proseguiti nei giorni scorsi in altre regioni italiane, e da giovedì interesseranno anche il Piemonte.
Come tradizione, dureranno 8 settimane (fino al 4 marzo) con sconti e promozioni che riguarderanno soprattutto l’abbigliamento e le calzature.
Inizialmente previsti dal 5 gennaio, sono stati rimandati di due giorni tramite una delibera della Giunta regionale del Piemonte, su indicazione dell’assessore al Commercio Vittoria Poggio, «per garantire una partenza uniforme delle vendite di fine stagione per tutte le attività».
«L’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio – aveva sottolineato l’assessore annunciando, prima di Natale, la delibera – consentiva al commercio online di usufruire di due giorni di vantaggio sui commercianti “fissi” a causa delle chiusura dei negozi fino al 5 gennaio. Ma tutti devono essere messi sullo stesso piano. Di conseguenza, per evitare di avvantaggiare alcuni a discapito di altri, abbiamo deciso di far partire le vendite per tutti nello stesso giorno».
Le associazioni di categoria avevano accolto favorevolmente la decisione della Regione.
Tuttavia, nonostante il risultato ottenuto, il mondo del commercio teme ulteriori restrizioni per evitare un aumento dei contagi – l’introduzione di nuove giornate di “zona rossa” – che potrebbero portare alla chiusura dei negozi.

I commenti dei vertici di Confesercenti e Confcommercio

«Siamo costretti a vivere alla giornata e a cercare spunti di ottimismo in una situazione difficile», ammette Andrea Visconti, presidente provinciale di Confesercenti. «I saldi – continua – partiranno e rappresenteranno comunque un’occasione per i consumatori di fare acquisti a prezzi scontati, sostenendo l’economia locale, che peraltro era già in difficoltà prima del Covid. Certo, la spesa media prevista a famiglia non sarà alta come in anni passati, ma aiuterà i commercianti in attesa che la situazione, come speriamo tutti, possa tornare ad una certa normalità grazie alla diffusione dei vaccini».
Preoccupato Claudio Bruno, direttore provinciale di Ascom Confcommercio. «Le continue chiusure e aperture dei negozi, tra zone rosse, gialle e arancioni – commenta – di certo non aiutano il commercio. Un settore fortemente penalizzato, tanto che il 2020 può essere considerato il peggiore degli ultimi 50 anni, e che nel periodo natalizio ha registrato una drastica riduzione. Basti pensare che, secondo il nostro ufficio studi, il calo dei consumi prima di Natale è stato pari al 18% e che la spesa media pro capite nel settore dell’abbigliamento è stata di circa 110 euro, nettamente inferiore ai 250 euro degli anni scorsi. E che, inoltre, la stagione dei saldi 2021 segnerà un calo del giro d’affari complessivo che passerà dai 5 miliardi del 2020 ai 4 miliardi di quest’anno».
«Ora – conclude – guardiamo ai saldi con speranza, in quanto siamo consapevoli che potranno dare un aiuto al settore, ma attanagliati dall’incertezza. Consapevoli che, come chiediamo da tempo, il settore del commercio potrà riprendersi solo mettendo a disposizione delle imprese finanziamenti a fondo perduto, dato che i “ristori” non sono sufficienti. Riteniamo infatti che non sia economicamente e politicamente corretto far pagare il prezzo più alto alla piccola e media impresa, arricchendo le grandi catene del web».

Elisa Ferrando

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