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Cottarelli svela agli astigiani le principali bufale sull’economia

L'ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica presenterà il suo ultimo libro contro le fake news "Pachidermi e Pappagalli"

Mercoledì ad Asti arriva l’economista Carlo Cottarelli

Le bufale, oggi chiamate “fake news”, ci sono sempre state da quando esiste l’uomo, ma solo negli ultimi anni hanno dimostrato di essere un’arma molto pericolosa nelle mani di chiunque abbia accesso alla comunicazione globale. In fondo già la Guerra di Troia fu vinta dai Greci con l’escamotage del Cavallo, mettendo in giro tra i Troiani la balla che se ne fossero andati, ma oggi la situazione è ben più drammatica.

La bufala è diventata un’arma di distrazione di massa, ad esempio per scopi politici ed elettorali, ma anche di influenza dell’opinione pubblica per ottenere l’indignazione del popolo contro enti, istituzioni o perfino taluni personaggi che con estrema fatica riescono a ripristinare la verità. Se le bufale sulla salute (i vaccini provocano l’autismo) possono provocare effetti nefasti sulla comunità, quando non la morte di taluni soggetti più deboli, quelle sull’economia possono trasformarsi in pericoli non meno seri per chi ci crede alimentando idee bizzarre su ipotetiche ricette salvifiche dei conti pubblici, sul fatto che se il Pil non cresce sia colpa dei complotti franco-tedeschi, che i soldi per le banche si trovano sempre, ma mai per i poveri e via discorrendo.

L’appuntamento in Sala Pastrone

Per capire cosa ci sia di vero dietro queste affermazioni e cosa no, il professor Carlo Cottarelli, economista, già commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica ed ex direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, oggi direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, nonché insegnante alla Bocconi, ha scritto un interessante libro che presenterà ad Asti domani, mercoledì 29, alle 19, in Sala Pastrone.

“Pachidermi e pappagalli” (Feltrinelli – 16 euro) è il titolo del volume, ispirato all’omonima canzone di Francesco Gabbani, che parla di bufale e bufalari.

Se le bufale in campo medico possono portare a scegliere terapie sbagliate, con tutte le drammatiche conseguenze del caso, le fake news in campo economico cosa possono provocare? L’abbiamo chiesto direttamente al professor Cottarelli raggiunto al telefono lunedì pomeriggio. «Le bufale in campo economico – spiega – possono portare a scelte economiche sbagliate che ricadono su tutti, ma anche a incolpare per i nostri problemi qualcun altro: Soros, la Francia, la Germania o i cosiddetti poteri forti. Se io credo a certe bufale rischio di non fare le riforme necessarie a far ripartire il Paese o, peggio, a intraprendere soluzioni sbagliate come uscire dall’Europa».

L’impopolarità di Monti

La cura, spesso necessaria, certe volte fa più clamori della malattia, ma anche per Cottarelli bisogna fare un distinguo e lo fa parlando di uno dei Governi più impopolari della recente storia italiana. «Il Governo dei tecnici, quello di Monti, è stato accusato di ogni cosa, ma come dico sempre non è Monti che ci ha dato la crisi, ma è la crisi che ha dato Monti all’Italia».

Un Governo, quello di Monti, inviso a tanti a causa di alcune scelte impopolari come la Legge Fornero sulle pensioni, ma soprattutto a causa di una certa narrativa di parte, sostenuta dai politici venuti dopo che hanno continuato ad addossare a Monti la causa di molti problemi del “sistema Italia”, anche di quelli iniziati anni, se non decenni prima. Tra questi la bassa crescita del Pil e l’alto indebitamento che, in effetti, non sono propriamente nati con l’arrivo dei “professoroni”. Quindi come possiamo difenderci dai fabbricatori delle fake news economiche? «Quando arrivano certe notizie – continua Cottarelli – è necessario andare a vedere se chi le diffonde conosca o meno la materia di cui parla e già così iniziamo a fare un distinguo. Oggi in Italia tutti sono economisti, come tutti si sentono allenatori della nazionale di calcio, ma anche tra gli economisti non sono tutti uguali e non tutti hanno le stesse idee. Però è necessario leggere le fonti, approfondire, non accontentarsi di quello che ci viene detto in un video».

La reale sostenibilità delle pensioni

Ma l’economia, che non è una scienza esatta, è anche influenzata da fattori esterni e problemi di non facile soluzione. Un esempio su tutti, approfondito nel libro Pachidermi e pappagalli, è l’età pensionistica tornata alla ribalta dopo l’introduzione di “Quota 100” (misura temporanea) voluta dal precedente Governo. Se tutti andassero in pensione prima ci sarebbe più lavoro per tutti. E’ corretto pensarlo? Non proprio. Perché l’Italia è un Paese con una bassa natalità e il calo demografico incide sulla sostenibilità del sistema pensionistico che, aggiunge Cottarelli, «anche con il metodo contributivo non copre la spesa pubblica per pagare le pensioni e quindi lo Stato ci deve comunque mettere del suo». Una quota “di suo” presa dai lavoratori attivi, ma se si continuerà a non fare figli ci saranno meno occupati e quindi minor sostenibilità del sistema. Servono soluzioni che guardino al lungo periodo, scelte più da statisti che da politici sempre in cerca di capitalizzare il consenso elettorale.

«Il politico agisce guardando ciò che gli torna più utile per essere eletto, – continua Cottarelli – ma non dimentichiamoci che è l’opinione pubblica, quindi gli elettori, a eleggere i politici; quindi non è proprio colpa di quest’ultimi se vanno al governo. D’altro canto, in economia tutti ci sentiamo in diritto di dire qualcosa. Il mio libro è scritto per non economisti e io sono il primo a sostenere che si debba andare in televisione, alla radio e sui social a parlare di questi temi».

La situazione italiana

Ma per Cottarelli la situazione italiana è davvero sotto controllo o anche questa è una bufala?

«Siamo in un equilibrio incerto, come una nave che sta a galla con delle falle sopra la linea di galleggiamento: se non ci travolge un’altra tempesta stiamo bene, ma dobbiamo riparare le falle prima che possa succedere nuovamente ciò che successe nel 2008-2009 o nel 2013. Insomma, la situazione non è persa, ma solo se ci diamo da fare».

Il professor Cottarelli sarà ospite dell’associazione Gli Argonauti e di Confabitare della provincia di Asti il cui presidente regionale, William Carucci, modererà l’incontro aperto a tutti gli interessati. Cottarelli non solo presenterà il libro, ma risponderà anche alle domande del pubblico. Per maggiori informazioni è possibile chiamare il numero 335.7692793 (Gianni Bosso). In apertura dell’incontro, Gli Argonauti presenteranno le finalità dell’associazione e alcuni progetti su cui lavoreranno nel corso del 2020 nell’ottica di sviluppare idee per Asti nel medio e lungo periodo.

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