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Douja d’Or, la nuova commissione ha premiato 268 vini

Presentati i risultati del concorso enologico nazionale collegato al salone che si terrà ad Asti dal 6 al 15 settembre

Il concorso

Sono 786 i vini presentati al 47esimo concorso enologico nazionale “Premio Douja d’Or 2019”. Di questi, 268 sono stati premiati e 29 hanno ricevuto l’Oscar, ovvero la valutazione più alta. E a guidare il gruppo dei migliori c’è un vino astigiano. Il più votato è stato, infatti, l’Asti Docg 2012 Cuvée 24 mesi – Metodo classico prodotto dalla “F.lli Gancia” di Canelli.
E’ emerso mercoledì in occasione della conferenza stampa di presentazione dei vincitori del concorso, svoltasi presso la Camera di Commercio. Tramite la sua azienda speciale, infatti, l’Ente organizza il concorso e il collegato salone Douja d’Or, in programma quest’anno dal 6 al 15 settembre nel centro storico di Asti, oltre al Festival delle Sagre, in calendario il 7 e l’8 settembre.

Il saluto del presidente Goria

A fare gli onori di casa il presidente della Camera di Commercio Renato Goria, affiancato dal direttore generale Roberta Panzeri e da numerosi rappresentanti della commissione giudicatrice delle etichette che, quest’anno, è stata caratterizzata da un’importante novità.
«La Douja d’Or, manifestazione che è cresciuta anno dopo anno fino a diventare una delle più prestigiose fiere – mercato del vino italiano – ha affermato Goria – vede nel concorso il suo punto di partenza e arrivo. Grazie a questa iniziativa, infatti, selezioniamo i vini più pregiati e importanti di tutta Italia, attraverso commissioni di altissimo livello, e poi li presentiamo al pubblico in occasione del salone. E tutto ciò a conferma del fatto che la Camera di Commercio è impegnata nel valorizzare il settore vitivinicolo. I vini premiati, infatti, saranno ambasciatori in tutto il mondo e permetteranno alle nostre aziende di crescere e aprirsi all’internazionalizzazione».

La nuova commissione e i vini premiati

Dopodiché Goria ha ringraziato tutti coloro che hanno fatto parte della commissione. La selezione è stata infatti affidata all’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) affiancata dall’Ais Asti (Associazione italiana sommelier) e dall’Aspi (Associazione della sommellerie professionale italiana). E, ancora, è stata aperta a tre giornalisti di settore: Paolo Massobrio, curatore della guida “IlGolosario”; Gabriele Rosso, collaboratore di Slow Wine; e Alessio Turazza, collaboratore del Gambero Rosso.
Le etichette premiate (Doc, Docg, bio e Igp) sono quelle che hanno raggiunto il punteggio minimo in degustazione di 87 centesimi; quelle che si possono fregiare dell’Oscar un punteggio minimo di 92 centesimi (e una percentuale di premiazione finale mai superiore al 35% del totale).
Come accennato, i vini premiati sono stati 268 (su 786 presentati), rappresentativi di 164 aziende, di cui 109 piemontesi (seguono, a distanza, la Sicilia con 18 vini premiati su 27 presentati e il Veneto con 17 vini premiati su 65 presentati). A livello regionale, Asti si conferma prima con 52 etichette premiate, seguita da Cuneo con 40, Alessandria con 11, Torino e Novara con 3.
Sono poi state attribuite alcune menzioni speciali alle imprese astigiane i cui vini Doc e Docg hanno ottenuto le valutazioni più elevate.

Primo in classifica l’Asti docg di “F.lli Gancia”

«Parlando di “made in Asti” – ha continuato Goria – vorrei quindi annunciarvi il vino che, all’interno degli Oscar della Douja, ha ottenuto il punteggio più alto da parte della commissione. Ovvero, l’Asti Docg 2012 Cuvée 24 mesi – Metodo classico (prodotto dalla “F.lli Gancia” di Canelli, ndr). Un vino che è conosciuto e si fa apprezzare in tutto il mondo e che si conferma, all’interno del concorso, come eccellenza nella produzione vitivinicola italiana».

I commenti dei giudici

A spiegare le ragioni che hanno portato a modificare la composizione della commissione è stato il presidente Onav Vito Intini.
«Dopo 47 anni – ha esordito – avevamo bisogno di tenerci aggiornati, di gestire il cambiamento che caratterizza il mondo produttivo e, quindi, il mondo del vino. Una commissione come quella di quest’anno affianca, al mondo degli assaggiatori e dei tecnici, quello dei sommelier professionisti, dell’associazione sommelier e dei giornalisti esperti di vino. In questo modo abbiamo voluto superare le valutazioni basate solo su aspetti prettamente organolettici e avvicinarci maggiormente al mondo del consumatore».
Soddisfatta del coinvolgimento l’Ais di Asti, rappresentata alla conferenza stampa dal delegato Paolo Poncino. «E’ stato un lavoro molto interessante – ha affermato – perché ha portato a confrontare i giudizi per allinearsi poi nella scelta dei vincitori».
I membri sono stati divisi in otto commissioni, che si sono riunite per tre giornate. «Abbiamo abbassato l’età media dei commissari – ha aggiunto Francesco Iacono, direttore dell’Onav – per avvicinare il giudizio del vino all’esigenza attuale e moderna di gradevolezza. Abbiamo assaggiato massimo 35 vini a commissione, in modo da poter avviare un confronto accurato, aprendo anche a degustatori dall’estero: due da Londra e Wang Lu dalla Cina, una delle prime assaggiatrici asiatiche della Douja d’Or. Tanto che a lei e alla sua esperienza astigiana il canale televisivo cinese CCTV 4 ha dedicato un servizio televisivo che ha valorizzato il Premio Douja d’Or e il vino italiano».
E mentre l’enologo e professore universitario Vincenzo Gerbi ha sottolineato l’importanza, per i produttori, di recuperare la fiducia verso i concorsi enologici, il giornalista Paolo Massobrio ha spiegato che «il brand Douja deve uscire dal recinto localistico e diventare il punto di riferimento non solo per Asti, ma anche per il Piemonte e l’Italia. Il premio della Douja, infatti, è il premio dell’Italia che lavora, che è il dna della Camera di Commercio».
D’accordo Alessio Turazza, che ha sottolineato l’importanza del concorso come «momento molto interessante per i produttori che intendono presentare i loro vini».

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