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“Il Coronavirus secondo me”: le riflessioni degli studenti astigiani

Continua la nostra iniziativa per dare spazio agli alunni delle scuole. Protagonisti oggi i ragazzi della V D del liceo artistico Benedetto Alfieri

Il Coronavirus secondo me

Continua l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me”, con cui diamo spazio di espressione agli studenti astigiani. Una pagina in cui pubblichiamo i temi e le riflessioni che tanti ragazzi sono chiamati a scrivere, su invito degli insegnanti, relativi alla diffusione del Covid-19 e alle conseguenze sulla vita quotidiana. E che, in alcuni casi, si è allargata alla pubblicazione di elaborati grafici sul tema.
E’ il caso di oggi. In questi mesi di didattica a distanza la classe V D (indirizzo di Industrial design) del liceo artistico Benedetto Alfieri ha portato avanti, con la docente Anna Musso, lo studio delle Avanguardie europee e dello sperimentalismo linguistico da loro attuato.
«Ho chiesto agli alunni – specifica l’insegnante – di esprimere il loro stato d’animo in epoca di pandemia, utilizzando nuovi canali comunicativi: i calligrammi, le composizioni poetiche che diventano immagini e la tecnica del componimento-collage di ispirazione dadaista.
Sul giornale in edicola oggi abbiamo pubblicato gli elaborati di Francesca Dapino, Cristiana Valpreda, Andrea Bottero e Giulia Pazzi, corredati dal testo utilizzato graficamente. Di seguito, invece, i lavori a firma di Camilla Beltracchini e Veronica Poncini, che non hanno trovato posto sul giornale cartaceo per mancanza di spazio.

L’iniziativa

Ricordiamo che l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me” è aperta a tutte le scuole.
Gli insegnanti interessati ad aderire, anche in questi ultimi giorni dell’anno scolastico, possono scrivere una mail agli indirizzi: e.ferrando@lanuovaprovincia.it e f.duretto@lauovaprovincia.it.
Saremo felici di pubblicare i lavori che ci invieranno!

Veronica Poncini (V D)

 

Sembra la fine del mondo: gente che prega per un ritorno, occhi in lacrime e senza cura, cuori in mano aspettando la fortuna.
Non esistono più sorrisi di bambine dietro quelle mascherine.
Da casa scriviamo la storia, andrà tutto bene, lo vedremo, per ora posti prenotati solo per il cielo.
È dura sconfiggere un essere invisibile.
Un metro di distanza sembra quasi inutile.
Crediamo nell’Italia, ma speriamo nei miracoli, augurandoci che tutto ciò non si ripeta nei secoli.

 

Camilla Beltracchini (V D)

Forse un giorno torneremo.
Forse un giorno torneremo a toccarci.
Forse torneremo a baciarci.
Forse un giorno potremo stare così vicini da sentire ancora la paura addosso, ma la paura svanirà in quell’istante.
Però, forse, prima dovremo imparare a mancarci e a volerci bene, per avere sempre più voglia di tornare, tanta che non ci farà più uscire.
Forse un giorno.

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