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“Il Coronavirus secondo me”: le riflessioni degli studenti astigiani

Continua la nostra iniziativa per dare spazio agli alunni delle scuole. Oggi sono protagonisti alcuni ragazzi della media Brofferio

I temi degli alunni della media Brofferio

Continua l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me”, con cui diamo spazio di espressione agli studenti astigiani. Una pagina in cui pubblichiamo i temi e le riflessioni che tanti ragazzi sono chiamati a scrivere, su invito degli insegnanti, relativi alla diffusione del Covid-19 e alle conseguenze sulla vita quotidiana.
Ecco, allora, che sul numero in edicola oggi ospitiamo quattro temi scritti da alunni della II F della scuola media Brofferio, tra lettere, pagine di diario, pensieri e riflessioni assegnati dalla docente Gabriella Vaudano. A firmarli Beatrice Gonella, Lucrezia Crepaldi, Alessio Fioretti e Federico Monticone. Di seguito, invece, i testi scritti da Erli Leshi e Matteo Merlo.

L’iniziativa

Gli studenti della media Brofferio si vanno così ad aggiungere ai ragazzi dell’istituto Castigliano, del liceo artistico Alfieri e dell’istituto enogastronomico Penna di San Damiano che hanno partecipato finora alla nostra iniziativa, che ricordiamo essere aperta a tutte le scuole. Gli insegnanti interessati ad aderire possono scrivere una mail agli indirizzi: e.ferrando@lanuovaprovincia.it e f.duretto@lauovaprovincia.it. Saremo felici di pubblicare i lavori che ci invieranno!

Erli Leshi (II F)

Cos’è questo nemico invisibile che sta spaventando il mondo più di un nemico visibile, come in guerra? Questo nemico è riuscito a devastare varie metropoli e a trasformarle in città fantasma, è riuscito a forzare per la prima volta l’essere umano ad isolarsi consapevolmente.
In tutte le guerre che l’umanità ha dovuto combattere, le persone erano divise tra il bene e il male, invece adesso tutto il mondo è unito insieme per combattere questo nemico comune. In questo periodo abbiamo imparato a parlare di più con i nostri familiari, amici e a legare di più con loro.
Tenendo conto della situazione,per l’umanità sarà difficile tornare alla normalità ma non impossibile. Le persone saranno più amorevoli, più collaborativi, comunicheranno di più l’uno con l’altro. Sapranno cos’è la perdita e cos’è il dolore. Il mondo che verrà saprà capire cos’è la separazione e l’’isolamento. Ci poniamo tante domande sul periodo che stiamo vivendo, ma ancora di più sull’impatto che questa pandemia avrà sulle nostre vite. Ci saranno tante difficoltà economiche, ma sapremo come rialzarci tutti insieme. Brutti tempi non verranno più. I periodi più brutti, prima o poi hanno sempre avuto un lieto fine, è sempre successo così.
Questa tempesta finirà e le persone,con fiducia e fede in Dio, sono consapevoli che ANDRA’ TUTTO BENE.

Matteo Merlo (II F)

Ormai sono passati quasi due mesi dall’inizio del “lockdown” e io inizio ad essere davvero stufo di questa situazione: con la città silenziosa e l’impossibilità per noi ragazzi di uscire e vedere i nostri amici.
Ormai passo le giornate facendo i compiti, leggendo, guardando la televisione e facendo qualche lavoretto nell’orto.
All’inizio ero contento di una pausa dalla scuola e dai compiti, ma ormai è da un mese che mi annoio aspettando il 4 maggio per l’inizio della fase 2.
E’ come se questo lungo periodo tutto uguale, scandito solo dai pasti e dalle videolezioni del mattino, avesse solo una data memorabile: l’inizio del “lockdown” iniziato l’8 marzo 2020.
Prima di quella data ritenevo che il Covid fosse sopravvalutato rispetto ai danni che poteva provocare, ma quando ho iniziato a notare che l’andamento dei contagi aveva iniziato a salire ininterrottamente e verticalmente, ho rivalutato la situazione. Il fatto di essere obbligato ad essere, a partire da quella data, “sotto sequestro di persona”, ha fatto il resto.
Insomma, se devo pensare a qualcosa che è successo in questo lungo periodo ci riesco solo pensando se è successo prima o dopo il lockdown.
L’ 8 marzo è stampigliato nella mia mente e io lo ricordo molto bene… era il compleanno di mia mamma e lei aveva realizzato una “Corona Virus Cake”, con il fondo bianco alla panna e sopra, tutte intorno, al posto delle proteine presenti sul patogeno vero, delle fragole capitozzate. Vederla fu uno shock accentuato dall’annuncio dell’inizio dell’isolamento.
Per fortuna, il 4 maggio verranno ridotte le restrizioni e potrò tornare ad uscire.
Di questi mesi sono certo che conserverò nella mia memoria quanto ho aiutato mia madre nel suo lavoro online e il tavolo in ferro battuto da giardino che ho imparato a restaurare.