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“Il Coronavirus secondo me”: le riflessioni degli studenti astigiani

Continua la nostra iniziativa per dare spazio agli alunni delle scuole. Protagonisti di oggi alcuni ragazzi dell'istituto Artom

Continua “Il Coronavirus secondo me”

Continua l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me”, con cui diamo spazio di espressione agli studenti astigiani. Una pagina in cui pubblichiamo i temi e le riflessioni che tanti ragazzi sono chiamati a scrivere, su invito degli insegnanti, relativi alla diffusione del Covid-19 e alle conseguenze sulla vita quotidiana.
Ecco, allora, che oggi ospitiamo quattro testi scritti da alunni che frequentano la classe IV AE dell’istituto tecnico industriale Artom.

I temi degli studenti dell’Artom

Su indicazione della docente di Lettere Cristina Adriano i ragazzi hanno svolto un testo sul modello di quelli di tipologia B proposti nell’ambito dell’Esame di Stato (Maturità).
In primo luogo hanno letto, riassunto e analizzato, rispondendo ad alcune domande, un brano proposto dalla docente (un post su Facebook scritto da una giornalista che parlava della necessità di compiere sacrifici per il bene proprio e collettivo in questo periodo di emergenza sanitaria). «Dopodiché – spiega l’insegnante – i ragazzi hanno scritto un testo (quello pubblicato di seguito, ndr) esprimendo le proprie opinioni sull’argomento, seguendo la traccia “Sacrifici al tempo del Covid-19” e scegliendo successivamente un titolo sulla base delle considerazioni espresse».
I temi pubblicati oggi – a firma di Luca Arduino, Sara Massa, Emanuele Mazzetti ed Edoardo Zotta – si vanno così ad affiancare ai testi delle scorse settimane, scritti da studenti della scuola media Brofferio, dell’istituto superiore Castigliano, del liceo artistico Benedetto Alfieri e dell’istituto enogastronomico Penna di San Damiano.

L’iniziativa

Ricordiamo che l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me” è aperta a tutte le scuole. Gli insegnanti interessati ad aderire possono contattarci scrivendo una mail agli indirizzi: e.ferrando@lanuovaprovincia.it e f.duretto@lauovaprovincia.it.
Saremo felici di pubblicare i lavori che ci invieranno!

Una sfida per tornare ad essere felici
(di Edoardo Zotta)

Benché la situazione sia grave e decisamente complessa, possiamo tutti, con un lieve sforzo, comprendere ciò che questo virus comporta per noi e per la società come la conosciamo.
Questa piccola particella infettiva è stata capace di immobilizzare quasi la totalità del pianeta, distruggendo l’economia e minando le fondamenta di pace e stabilità che stavano per essere gettate in questi ultimi anni da molti dei Paesi del mondo.
Ma veniamo a ciò che ci risulta più evidente e di più facile comprensione: famiglie, paesi ed intere comunità distrutte; la sofferenza delle persone a noi care o quella provata in prima persona. Questo sentimento non deve demoralizzarci, ma anzi motivarci ad andare avanti ad affrontare questi lunghi giorni di quarantena.
Una mano in questo ci viene fornita dalle molte aziende, anche multinazionali, che mettono a nostra disposizione un vasto catalogo di prodotti con abbonamenti mensili scontati e/o in regalo.
Ma, nonostante tutte queste “distrazioni” che ci vengono offerte, per molti continua ad essere comunque difficile, se non impensabile, rimanere chiusi in casa; specialmente per coloro che avevano una routine dedicata alla socialità e all’interazione con altre persone, questo confinamento imposto risulta stressante e opprimente.
Nonostante tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo, nulla potrà rimpiazzare un bell’aperitivo in compagnia.
Esiste sempre l’altro lato della medaglia, in questo caso rappresentato da tutti coloro che hanno sempre desiderato una scusa per non dover uscire e poter vivere comodamente in casa. Questo caso è, ovviamente, una percentuale ristretta della popolazione, ma comunque bisogna ricordarlo.
Altro argomento da trattare, anche perché negli ultimi tempi è diventato estremamente popolare, è l’ambiente; grazie al blocco delle industrie e, di immediata conseguenza, al blocco dei lavoratori, la produzione e l’emissione di sostanze inquinanti è molto diminuita, potando ad una riduzione dei livelli di inquinamento nelle acque e nel cielo e dando un po’ di respiro al nostro Pianeta troppo spesso ignorato.
Fra le lacrime di chi sta ancora piangendo i propri morti senza sepoltura, c’è chi cerca una spiegazione ed un capro espiatorio creando e aderendo ad assurdi complotti che prendono di mira i governi e le innovazioni.
Si passa dalle classiche ed intramontabili scie chimiche alle nuove tecnologie, come ad esempio le antenne 5G che vengono installate un po’ ovunque nei paesi sviluppati: secondo questa teoria, le antenne sarebbero colpevoli di indebolire il sistema immunitario delle persone, rendendole più sensibili agli effetti del virus. Grande scalpore ha fatto una notizia dall’Inghilterra, dove un gruppo complottista ha erroneamente vandalizzato un gruppo di ripetitori 4G, scambiandoli per i loro simili più moderni.
Risulta quindi chiaro che la FAD (formazione a distanza) è essenziale anche in questi tempi difficili per formare ed educare i giovani, i quali, si spera, cresceranno più consapevoli e meno inclini a credere a complotti privi di fondamenta. Anche se, senza ripetitori funzionanti in giro, di sicuro risulterà più complesso il collegamento alle lezioni online…
In conclusione, chi ha possibilità di uscire in giardino lo faccia, chi non lo possiede non approfitti delle uscite essenziali come la spesa per andar in giro.
Cerchiamo di essere persone civili, di comportarci come ci viene chiesto e speriamo che il “domani” di “distanti oggi per abbracciarci domani” sia davvero così vicino come continuano a dirci.

Un piccolo sforzo per un grande aiuto
(di Sara Massa)

Ciò di cui meno parlano i notiziari televisivi e le persone, sono i comportamenti con cui ci atteggeremo quando inizieremo a tornare alla normalità.
La mia paura è che, quando finirà questa emergenza, tra le persone ci sarà molta diffidenza, che non sarà così spontaneo rivedere i propri cari e riabbracciarli, perché ultimamente il clima che si è respirato è molto teso; basta pensare allo stare in coda al supermercato; si nota subito come le persone si lancino sguardi di diffidenza o come anche il proprio vicino di casa sia diventato un possibile nemico, perciò, per tornare alla normalità, bisognerà lavorare molto anche sui danni collaterali psicologici che questa crisi mondiale ha causato e causerà.
Sarà ancora più difficile poter stare accanto alle persone più care, probabilmente vivremo questo momento come qualcosa di potenzialmente pericoloso, e chissà che cosa penseremo quando ci ritroveremo a sederci vicino a qualche sconosciuto su un pullman o ci ritroveremo in un bar affollato, dato che già normalmente avremmo cercato di sfuggire a situazioni di contatto con sconosciuti.
Perciò è importante ricordare quei gesti di solidarietà che ci sono stati durante questa crisi, da chi canta dai balconi insieme ai propri vicini, a chi porta la spesa alle persone anziane.
In questa situazione critica sembra quasi scontato citare il libro La peste di Camus che già alla fine degli anni ‘40 aveva descritto in modo estremamente preciso come ci sentiamo noi oggi, “Da questo momento si può dire che la peste ci riguardò tutti. Finora, nonostante la sorpresa e la preoccupazione suscitate da questi eventi straordinari, ognuno dei nostri concittadini aveva continuato come poteva a dedicarsi alle proprie occupazioni, al proprio posto. E così doveva senz’altro essere in seguito. Ma dopo che furono chiuse le porte, tutti si accorsero, compreso il narratore, di essere sulla stessa barca e di doversene fare una ragione. Così, per esempio, un sentimento privato quale la separazione da una persona amata divenne improvvisamente, sin dalle prime settimane, quello di un’intera popolazione e, insieme con la paura, il principale motivo di sofferenza di quel lungo periodo di esilio.”.

C’è la crisi…ma quella vera!
(di Emanuele Mazzetti)

Credo che la crisi finanziaria dopo il Covid19 sarà la più grande di tutti i tempi, ma non colpirà tutti i paesi in egual modo, infatti quelli già più in difficoltà in situazione ordinaria, ora finiranno sull’orlo del baratro.
Per rialzarsi da questo problema tutti noi cittadini dovremo avere tanta forza di volontà e tanta voglia di fare; però ora non si deve solo pensare al futuro, ma anche al presente in cui viviamo.
Ogni giorno avvengono centinaia di decessi. Per cercare di fermare questa pandemia, le regole sono chiare e vengono ricordate in ogni notiziario televisivo, quindi non mi sembra il caso di ripeterle; quello che posso dire è che, finché tutti i cittadini non rispetteranno queste leggi, non si uscirà mai da questo problema.
Parlando della crisi economica invece, dato che non sono un economista, posso solamente auspicare che il governo faccia, per una volta, delle buone scelte per far uscire il paese da questa problematica, anche se presumibilmente ci vorranno diversi anni.
Moltissime famiglie necessitano degli introiti forniti dagli stipendi dei genitori per andare avanti, quindi spero che le istituzioni riescano ad alzare la cassa integrazione che ogni lavoratore che in questo momento non può lavorare percepisce, perché, con circa 700 euro mensili, una famiglia di tre o quattro persone, è difficile che riesca ad arrivare a fine mese.
Però, se si guarda il bicchiere mezzo pieno, ci sono anche degli aspetti positivi legati a questa situazione; infatti grazie al blocco di fabbriche e del traffico, in tutto il mondo si può vedere un netto miglioramento ambientale: per esempio, nel fiume Po si possono vedere i pesci, grazie all’acqua limpida come non si vedeva da molti anni, i mari e anche le campagne si stanno ripopolando di animali quali delfini, pesci nei primi e cinghiali, lupi nelle seconde.
Quindi in conclusione, sperando che ogni giorno si riducano i contagiati e i morti fino ad arrivare a zero, guardando con ottimismo il futuro, come mio solito, spero che da questa situazione drammatica usciremo più forti, più uniti, più stato, cercando di riportare in voga quello spirito patriottico che ha caratterizzato gli uomini che hanno formato, nel 1861, il nostro grandioso Paese.

Il pensiero critico di un giovane cittadino
(di Luca Arduino)

Il nostro paese è oramai sotto attacco da parte di un nemico invisibile, il Corona virus, che in pochissimo tempo si è sparso in tutto il mondo. Le autorità, per salvaguardare la nostra salute, hanno subito predisposto lo stato di emergenza, nessuno si sarebbe aspettato una situazione di tali dimensioni, anzi in molti criticavano queste misure di contenimento così rigide. Però molto probabilmente è grazie ad esse che i danni sono stati in parte contenuti.
Sebbene il virus sia una sofferenza per un gran numero di persone, magari, se non altro, ci renderà consapevoli dei lati negativi del nostro mondo.
Un punto parzialmente a favore della situazione pur grave è il basso tasso di mortalità rispetto alle persone infette, però le persone che sono mancate per colpa del virus sono state costrette a morire in condizioni veramente tristi e angoscianti, senza nessun parente al proprio fianco o una sola persona che potesse dargli dell’affetto, se non quei poveri infermieri costretti ad estenuanti turni di lavoro.
La solitudine è anche un grande nemico da aggirare poiché noi, come società, non siamo abituati a vivere da soli oppure a vivere sempre con le stesse persone senza vederne altre.
C’è anche il problema dei litigi continui tra familiari ora chiusi in casa, senza via di fuga oppure di quelle donne, vittime di uomini che continuano a fare loro delle violenze e che quindi sono costrette a rimanere chiuse in casa con il loro peggior nemico.
Essendo questo un virus nuovo, simile ad altri, ma geneticamente nuovo, il vaccino non sarà così immediato da trovare, quindi, per la cura, il tempo sarà molto lungo e l’attesa è ovviamente estenuante. Il problema del prolungamento della quarantena è particolarmente sentito da quelle persone che stanno letteralmente “impazzendo” e non ce la fanno più a rimanere rinchiuse fra quelle quattro mura e ovviamente stanno cercando in tutti i modi di ammazzare la noia.
In rete stanno girando svariati “flash-mob” che ci richiamano ad un sentimento di patriottismo e che ci fanno pensare ad altro. E’ ormai
appuntamento fisso andare alla finestra e cantare a squarciagola. Era dai tempi dei nostri nonni che non credevamo così tanto nel tricolore.
Un aspetto particolarmente preoccupante è l’economia che è in forte calo, ed è veramente demoralizzante poiché avevamo appena superato una crisi, ed ecco che ne spunta fuori un’altra.
Ma sicuramente, come abbiamo sempre fatto, ci rialzeremo e lo faremo perché come disse Einstein “l’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla”. E sono pienamente d’accordo con il pensiero di Einstein.
Seppure noi come civiltà umana stiamo gravemente risentendo delle conseguenze della pandemia, si sta verificando un incredibile miglioramento dell’inquinamento atmosferico, grazie all’enorme riduzione dell’emissione di C02 e, secondo stime e studi, l’aria pulita è in crescita del 21% rispetto a prima, ciò è veramente sorprendente. Sembra che il mondo avesse bisogno di uno stop generale per tornare a respirare. Come se noi fossimo il virus del nostro pianeta e lo stessimo lentamente distruggendo.
Il mio pensiero è che, anche se questa per noi è una prova difficilissima da superare, l’uomo, una volta che tutto sarà finito, non capirà come comportarsi, ritornerà sui suoi passi e continuerà a fare esattamente tutto ciò che faceva prima. Sperando che in un futuro non accada niente di nuovo di ancora più grave.

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