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“Il Coronavirus secondo me”: le riflessioni degli studenti astigiani

Continua la nostra iniziativa per dare spazio agli alunni delle scuole. Protagonisti di oggi, con temi e disegni, i ragazzi della Brofferio

Il Coronavirus secondo me

Continua l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me”, con cui diamo spazio di espressione agli studenti astigiani. Una pagina in cui pubblichiamo i temi e le riflessioni che tanti ragazzi sono chiamati a scrivere, su invito degli insegnanti, relativi alla diffusione del Covid-19 e alle conseguenze sulla vita quotidiana.
Ecco, allora, che sul numero in edicola da oggi ospitiamo tre temi scritti da alunni della III F della scuola media Brofferio, tra pensieri e riflessioni sulla quotidianità in questo periodo dominato dall’emergenza sanitaria, come da proposta della docente Gabriella Vaudano. A firmarli Federico Baldo, Caterina Gandino e Samuele Merlino. Di seguito, invece, i testi (o loro estratti) scritti da Anita Viarengo, Chiara Piruozzolo e Anna Cetera.

I disegni

In entrambi i casi i temi sono affiancati da alcuni disegni, scelti tra quelli realizzati – sempre dagli alunni della III F – su proposta della professoressa di Arte e Immagine Fiorella Graglia.
Il compito prevedeva di ispirarsi all’astrattismo, all’espressività del colore, della linea e della forma. I ragazzi, infatti, dovevano realizzare una composizione astratta (con un titolo preciso) per esprimere uno stato d’animo legato ad un particolare momento. Alcuni alunni, nello specifico, hanno scelto di esprimere le emozioni che stanno provando durante questo periodo di emergenza sanitaria.
Tra loro Niccolò Rossetti, autore del disegno intitolato “Mi illumino d’immenso”, e Giulia Casetta, che ha firmato il disegno “Speranza per il futuro” (pubblicati sul giornale cartaceo); e ancora Laura Zappa (“E la risposta”), Caterina Gandino (“Covid invader”) e Federica Bolognesi (“Stop Covid”), i cui lavori si possono vedere qui di seguito.

L’iniziativa

Gli studenti della media Brofferio si vanno così ad aggiungere ai ragazzi dell’istituto Castigliano, del liceo artistico Alfieri, dell’istituto Artom e dell’istituto enogastronomico Penna di San Damiano che hanno partecipato finora alla nostra iniziativa, che ricordiamo essere aperta a tutte le scuole.
Gli insegnanti interessati ad aderire possono scrivere una mail agli indirizzi: e.ferrando@lanuovaprovincia.it e f.duretto@lauovaprovincia.it. Saremo felici di pubblicare i lavori che ci invieranno!

“Covid invader” di Caterina Gandino

Anita Viarengo

Siamo stati costretti a diventare più autentici e trasparenti di quanto crediamo di essere ordinariamente, dietro le maschere e corazze che indossiamo con gli altri.
In questo periodo di difficoltà per tutta la popolazione italiana è opportuno riflettere parecchio su se stessi, sulle proprie azioni e sulle conseguenze derivanti da ognuna di esse, in quanto una sola scelta sbagliata potrebbe costare la vita a un nostro caro.
E’ necessario rimanere aggiornati durante queste settimane, tenere la mente impegnata, scoprire cose nuove sul mondo che ci circonda e che ci aspetta là fuori non appena tutto questo sarà finito.
Sto cercando di affrontare questa situazione di pericolo riflettendo anche sulla mia vita; e’ un momento in cui ci si sente tutti più fragili e, allo stesso tempo, si capisce l’importanza di quelli che chiamiamo “gli altri”, ma che, quando ci si trova a condividere uno scopo comune, diventano “noi”.
Le restrizioni a cui siamo sottoposti e che si sono fatte via via più stringenti, mi hanno fatto capire quale sia uno dei beni più preziosi su cui possiamo contare nel nostro Paese: la LIBERTA’. Come spesso succede, ti accorgi del valore delle cose, quando non ce l’hai più o quando non puoi più goderne.
Infatti proprio la libertà sta diventando il problema: non riusciamo più a farne a meno, anche quando rinunciarvi vorrebbe dire rallentare il contagio.
Apprezzo molto che persone famose ma anche semplici cittadini stiano facendo numerose donazioni agli ospedali delle zone maggiormente colpite dal contagio, e sono rimasta colpita dalle aziende che convertono la propria produzione in mascherine o che fabbricano respiratori abbassandone il prezzo di vendita per permettere agli ospedali di acquistarne di più.
Nel mio piccolo sto cercando di affrontare la situazione vivendo come tutti i giorni come se tutto fosse come al solito, ma rimanendo in casa, perché solo mantenendo le abitudini quotidiane saremo in grado di non lasciarci andare e perdere la cognizione del tempo e dello spazio: bisogna parlare con persone che vivono con noi, vestirsi normalmente e, per chi frequenta la scuola, studiare; lo stesso vale per chi lavora da casa.
In questo periodo le relazioni si fanno più autentiche, sto capendo chi tiene a me anche solo scrivendomi un messaggio e chiedendomi come sto, passo più tempo volentieri con mio fratello e lo sto anche conoscendo meglio; continuo a coltivare le mie passioni e, stranamente, faccio ogni giorno esercizio fisico.
Cerco inoltre di svegliarmi ogni mattina e non pensare che qualcuno anche a me caro potrebbe essere stato contagiato e che potrei anche non vederlo più nemmeno per un saluto. Per questo resto a casa: non per me, ma per gli altri: per coloro che lottano ogni giorno per sconfiggere questa malattia e per coloro che non ci sono più, ma continuano a lottare e a dare forza a tutta l’Italia.

“Stop Covid” di Federica Bolognesi

Chiara Piruozzolo

In queste settimane stiamo vivendo una situazione mai vista prima e nuova per tutti. Mai prima di adesso ci siamo resi conto di quanto sia importante per noi avere la libertà di uscire di casa, anche solo per andare a fare una passeggiata in centro o prendere qualcosa al bar. Eppure eccoci qui, costretti a studiare e a lavorare in casa, dove (per chi abita in un condominio e ha la sfortuna di non avere un giardino come la sottoscritta) l’unico modo di respirare un po’di aria fresca è quello di sedersi sul balcone a guardare le strade deserte.
Inutile dire che in questo periodo tutti (o quasi) ci sentiamo come i cristalli esposti in gioielleria, fragili e senza via di fuga, e che la cosa ci spaventi. Conosco persone che non avrebbero fatto una doccia neanche sotto tortura e che invece adesso si lavano le mani almeno quaranta volte al giorno. Ma l’assenza della nostra frenetica vita quotidiana non è una cosa così negativa dopotutto. Anche a me, nel mio piccolo, è capitato di sperimentare diverse situazioni piacevoli che erano invece rare nella mia normale routine: solo ieri stavo giocando ai videogiochi con mia sorella, mentre normalmente non abbiamo molto tempo da passare insieme; sabato sera ho guardato un film con la mia famiglia, e finalmente ho più tempo per poter parlare con la mia migliore amica che, vivendo a Montegrosso, non riesco a vedere molto spesso dal vivo. Sono grata di avere qualcuno con cui parlare perché stare da sola mi farebbe sentire decisamente peggio, per quanto io non sia una persona che ama avere molta compagnia Certe volte è bello apprezzare semplicemente quello che hai. E questo è il momento migliore per farlo.

“E la risposta” di Laura Zappa

Anna Cetera

A volte sentiamo di essere in pericolo e cerchiamo disperatamente uno scudo che possa proteggerci. Lo scrittore Alessandro D’Avenia, in un suo articolo apparso sul Corriere della sera il 16 marzo, cita un personaggio di un racconto di Cervantes, Tomàs Rodaja, il quale assume una pozione d’amore che produce, però, un effetto indesiderato: Rodaja, infatti, a causa della pozione si convince di essere di cristallo, quindi fragile, vulnerabile, ed inizia ad avere comportamenti ossessivi nel proteggere la sua persona. A nulla valgono le indigene degli amici nel cercare di prestargli aiuto. Poi però tutti imparano ad apprezzare lo strano personaggio che nella sua fragile trasparenza elargisce sinceri consigli a tutti e quando guarisce è costretto ad emigrare in un altro luogo dove nessuno lo può confrontare con l’amato Dottor Vetro.
Nella vicenda di Rodaja io ritrovo la situazione dell’Italia in questo periodo. Infatti, nella nostra cara penisola, flagellata dal Covid19, sono state adottate misure drastiche per contenere questo virus più comunemente conosciuto come Coronavirus,. La principale preoccupazione dei medici è, difatti, l’esaurimento dei respiratori all’interno degli ospedali. Perciò, siamo tutti obbligati, per disposizione di legge, a rifugiarci nelle nostre abitazioni per evitare di diffondere il virus. Quindi, proprio come Rodaja, mentre prima ci sentivamo al sicuro, oggi ci troviamo di fronte ad un pericolo che non siamo ancora in grado di superare. Siamo passati da una vita frenetica dove l’attenzione per il prossimo scarseggia ad una situazione in cui il nostro comportamento è determinante per il bene comune. E mentre prima il tempo per la famiglia veniva programmato ora invece abbonda e perciò abbiamo la possibilità di ritrovare il piacere di stare insieme con tranquillità.
Io, da studentessa, sto vivendo questa tragica situazione con preoccupazione, ma d’altra parte sto lavorando più tranquillamente rispetto al classico periodo scolastico: riesco a studiare meglio, senza pressione. Posso dire che mi sto gustando gli argomenti che si trattano. Stiamo seguendo delle lezioni on-line, che trovo personalmente più complesse a livello organizzativo (succede che a qualcuno non funzioni il microfono, talvolta si hanno problemi di connessione), ma sono vere e proprie lezioni, poiché alunni e insegnanti riescono a comunicare fra di loro.
I miei genitori svolgono il lavoro a casa, sono impegnatissimi e non riescono a dedicarmi molto più tempo rispetto al solito, io non voglio disturbarli.
Per fortuna non mi annoio mai, poiché trovo sempre qualche passatempo che mi tiene impegnata. Mi diverto soprattutto a scrivere, siccome si tratta di una delle mie più grandi passioni, a guardare film o serie televisive dalle quali prendere ispirazione per le mie storie.
Se c’è, però, una cosa che mi manca molto, sono le passeggiate pomeridiane nella mia cittadina, piccola ma che io trovo accogliente, e mi spezza il cuore guardare fuori dalla finestra la mattina e vedere le strade deserte, il grigio spento dell’asfalto. Ogni tanto mi pare che persino il nostro pianeta sia giù di morale per quanto sta accadendo in questi ultimi giorni. Prima il sole mi sorrideva lucente, in questi ultimi giorni persino lui ha lasciato spazio alle nuvole grigie ed inespressive alte nel cielo fin dalla mattina.
Mi capita di pensare a cosa succederà quando finirà questa quarantena. Mi chiedo come ci sentiremo, se riusciremo ad avere la stessa spontaneità di prima incontrando le persone, se ci abbracceremo o se, armati di mascherina, guarderemo chiunque con sospetto.
Temo che un banale colpo di tosse, un raffreddore ci porterà a temere questa malattia, angosciati ed ipocondriaci. Saremo malinconici pensando alla libertà che possedevamo in precedenza. Questa crisi lascerà un segno indelebile non solo nelle nostre memorie, ma anche nei nostri cuori.

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