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“Il Coronavirus secondo me”: le riflessioni degli studenti astigiani

Al via oggi la pubblicazione dei temi scritti dai ragazzi. Prima puntata con gli alunni dell'istituto “Castigliano” di Asti

Le riflessioni degli studenti

Cosa pensano gli studenti astigiani dell’emergenza sanitaria in corso? Quali sono le emozioni, gli interrogativi, le considerazioni, le riflessioni sulla nuova e difficile situazione che il mondo intero sta vivendo?
Per dare loro uno spazio di espressione abbiamo pensato di riservare, su La nuova provincia, una pagina dedicata ai temi che tanti ragazzi sono chiamati a scrivere, su invito degli insegnanti, relativi alla diffusione del Coronavirus e alle conseguenze sulla vita quotidiana.
La proposta ci è arrivata dall’insegnante Elena Papa dell’istituto superiore Castigliano, che ha raccolto e inviato alla nostra redazione i migliori temi (in versione integrale o ridotta) scritti dai suoi alunni, dietro loro sollecitazione.
Ecco, allora, che sul giornale in edicola oggi abbiamo pubblicato i testi di Matteo Giaretto, Giorgia Inserra e Veronica Nappo (che hanno svolto la traccia “La vita e la scuola ai tempi del Coronavirus”), insieme a quelli di Mirco Scalzo e Jennifer Egharevba (“La vita ai tempi del Coronavirus”). Di seguito, invece, le riflessioni tratte dai temi di alcuni loro compagni.
Ma l’iniziativa non riguarda solo il “Castigliano”. Gli insegnanti di altre scuole che volessero aderirvi possono scrivere una mail agli indirizzi: e.ferrando@lanuovaprovincia.it e f.duretto@lauovaprovincia.it. Saremo felici di pubblicare i temi che ci invieranno!

I temi degli alunni dell’istituto Castigliano

 

Auron Toma (V E, indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica – civile)
LA VITA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

L’unica cosa che si può fare è ascoltare ciò che il governo dice di fare per tornare al più presto alla vita quotidiana, mai come ora ho condiviso le misure di sicurezza e la serietà con cui lo stato sta venendo contro a questa emergenza e mi dispiace che il massimo che possa fare per dare una mano ai miei genitori, amici, concittadini sia restare a casa!
Solo ora ho capito che anche se non ho magari vissuto la vita di una rockstar, amo la mia vita nelle sue piccolezze, dall’andare a scuola alle otto del mattino, a prendere il caffè al pomeriggio con i miei amici senza dover stare a un metro di distanza da loro, poter tornare a salutare la gente con una semplice stretta di mano senza dover aver paura che quel saluto segni il mio nome su un tampone con scritto positivo dopo una settimana.
Scrivendo queste parole spero sempre di più che questa situazione finisca il più presto possibile ma mi rattrista davvero il sapere che domani probabilmente sarà come oggi e dopodomani anche, mai avrei pensato che un giorno sarei stato in quarantena e avrei dovuto assistere un’epidemia del genere, queste sono cose che ho sempre visto nei film, e mai avrei creduto che certe volte la finzione può diventare realtà.
Salverò nel mio computer queste parole perchè voglio leggerle ai miei figli quando un domani a scuola loro studieranno l’epidemia, l’ emergenza sanitaria chiamatela come volete che ha colpito l’Italia nel 2020 e ha sospeso la vita del paese per giorni interi.

Massimiliano Pirrello (V E, indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica-civile)
DIDATTICA A DISTANZA E SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Stiamo vivendo un periodo difficile tutti quanti, nessuno si sarebbe mai aspettato tutto questo. La vita di tutti è cambiata e chiaramente anche quella di tutti gli studenti. Siamo a casa da tre settimane e staremo ancora a casa per un bel po’ senza scuola, e questo di sicuro non è un bene. Le attività didattiche sono sospese e molti professori e alunni non sanno come muoversi, ma pian piano si sta cercando di risolvere il problema. Molti professori mandano appunti online con video in allegato e esercizi, altri invece fanno video-lezioni tramite piattaforme digitali che lo consentono. Tutto questo può aiutare soprattutto in questo periodo difficile, ma non potrà mai sostituire la scuola.
A scuola si è in un ambiente unico, a contatto con i professori, i bidelli, i compagni di classe… il rapporto umano che si ha a scuola non si ritrova da nessun’altra parte! Proprio il rapporto umano è fondamentale per imparare qualcosa. Ci sono tante piattaforme per fare video-lezione o condividere materiale partendo dal semplice registro elettronico ad arrivare alle video-lezione fatte con hangouts. La preoccupazione maggiore di noi studenti di quinta è la maturità: come si svolgerà, quando la faremo, la faremo?! Girano tante voci, tanti dicono che si farà a settembre, altri che daranno a tutti un 60 politico a tutti e altre persone che non si farà proprio… nessuno capisce più niente, cosa che crea molta incertezza. Questo è un momento di caos in cui tutti viviamo e nessuno ha colpa, l’unica cosa che possiamo fare è seguire i consigli del governo e dei medici e rimanere in casa. Spero che questa situazione si risolva al più presto e tutto torni alla normalità.

Veronica Baldessin (IV T, indirizzo Socio-sanitario)
LA VITA E LA SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Prima il solo pensiero di avere matematica mi faceva venir voglia di rimanere a casa, mentre ora piuttosto che rimanere a casa con tante restrizioni farei matematica tutta la mattina.Prima reputavo la mia vita monotona ed ordinaria: sveglia presto, scuola, ogni tanto uscire con qualche amico, oppure passare ore al bar in cui lavora la mia migliore amica solo per passare tempo con lei, niente di che.. adesso darei tutto per quelle piccole cose!
Mi sveglio comunque presto, ma non esco per andare a scuola, non posso andare al bar a trovare la mia amica, non posso prendere la corriera perché non ci si può spostare. L’unica cosa che si può fare é sperare e desiderare di ritornare alla vita “monotona” di prima perché questa é decisamente molto peggio.
È proprio vero che si comincia ad apprezzare davvero qualcosa quando non c’è l’hai più!
Rimanere chiusi in casa dà a noi giovani una sensazione di soffocamento: sempre le stesse cose, sempre la noia che ci accompagna…Non so come continuare ad affrontare questa situazione, ma penso che continuerò ad improvvisare come ho fatto fino ad ora.

 

Xhovana Marku (IV T, indirizzo socio-sanitario)
LA VITA E LA SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

È strano, noi studenti abbiamo sempre desiderato stare a casa per non doverci alzare al mattino presto per preparaci ed andare a scuola e affrontare sei ore di lezioni e ora che questo “ desiderio” è diventato realtà, è una realtà davvero difficile perché il nostro Paese sta affrontando una situazione a dir poco surreale! il sorriso sui volti della gente sembra essere scomparso lasciando spazio alla tristezza, gli abbracci che donavano amore, confronto, sicurezza ora non possono esserci perché si deve rispettare la distanza di sicurezza e questo è davvero un duro colpo per tutti… la felicità ormai sembra appartenere a giorni davvero lontani..
Però bisogna essere forti, bisogna affrontare questo momento uniti nonostante la distanza, bisogno rispettare le norme che ci sono state imposte, bisogna davvero in momenti così duri sostenersi tutti perché è in questi momenti che l’Unione di tutti fa la forza.
Non è per niente facile non poter fare le cose che si è abituati a fare ogni giorno, non vedere le persone amate, vivere ogni giorno con la paura che qualcuno a me caro possa ammalarsi e vivere una situazione peggiore
Sto dando tanto valore alla quotidianità che vivevo ogni giorno, ai miei compagni alle professoresse, alle lezioni che non erano mai noiose, alle esperienze che ogni giorno erano diverse a scuola.. Casa mia come credo casa di ogni persona sta diventando una prigione, non puoi fare altro che ripetere ogni giorno gli stessi gesti nella speranza che qualcosa cambi, ma per ora nulla sta cambiando, ogni giorno questa situazione peggiora e la cosa che mi da più rabbia tra tutte e che vedere gente che non rispetta le norme che sono state date che sembrino non ascoltare che più fanno così e maggiore è il rischio per tutti noi.
Apprezzo molto il lavoro dei professori che sono sempre presenti per rassicurarci, tenerci informati per darci compiti che possono permettere a noi alunni di non spegnere del tutto il cervello e di ricordarci che questa non è una vacanza.
Stanno utilizzando diverse piattaforme per riunirci tutti insieme per poterci dare le spiegazioni come facevano a scuola per aiutarci con ogni nostro dubbio, è davvero sorprendere come la scuola possa unire così tanto delle persone in questo caso gli alunni con tutti gli insegnanti..
È proprio vero che quando non si ha qualcosa la si apprezza di più, in questo caso io personalmente sto davvero apprezzando e rimpiangendo i momenti vissuti a scuola e spero davvero che al più presto possano tornare e tutta questa situazione svanisca.

Giorgia Rocco (IV T, indirizzo socio-sanitario)
LA VITA E LA SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Durante questo periodo di “vacanza forzata” l’unica cosa che può aiutarci a non farci allontanare dallo studio sono le lezioni online che ogni docente predispone per noi studenti condividendo con noi questa “pausa” che ci sta portando pian piano all’esasperazione; perchè si, forse siamo i primi a lamentarci della scuola, ma in fondo è davvero l’unica cosa che ci riempie le giornate dandoci quella routine che adesso rimpiangiamo e per cui invidiamo chi ha la possibilità di andarci in altri Paesi.
Ovviamente la didattica a distanza non supplirà mai la scuola vera: nulla potrà mai sostituire il rapporto faccia a faccia che si instaura tra professore e alunno; e se la situazione la troviamo in qualche modo scomoda e noiosa noi alunni, chissà i professori come vivono la situazione che da un momento all’altro si trovano catapultati dalle cattedre di scuola alle piattaforme digitali che non erano abituati ad utilizzare sino ad oggi.
Forse è questo lo stimolo che ci sta dando indirettamente questa epidemia: l’unione tra alunni e professori o tra cittadino e cittadino è ciò che serve veramente all’Italia per rimettersi in piedi, abbattendo differenze culturali, sociali ed educative lavorando attivamente e congiuntamente aiutandosi l’uno con l’altro e sperando vivamente che questa sia solo una parentesi buia della nostra storia che verrà raccontata poi nei libri di storia, e che non si protragga a lungo.

Lorenzo Armignacco (V E, indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica – civile)
L’ALLARME CORONAVIRUS E LA FRAGILITÀ UMANA

Abbiamo dimostrato fin dalle prime voci riguardo a quest’epidemia come l’uomo sia diventato sterile, proprio come il leggendario disinfettante agognato da tutti in questo periodo, come non sia in grado di prendere le proprie responsabilità e di come ciò che per noi conta nel nostro piccolo sia sostanzialmente insignificante di fronte ad anche un ipotetico allarme mondiale. Il panico da Coronavirus ci dimostra come ogni persona si comporta davanti alla minaccia di morte, davanti alla possibilità di uscire dalla propria sicura routine fatta di ore sui Social, di palestra per tentare approcci approssimativi, di weekend completamente dedicati allo svago fisico e mentale e mai all’arricchimento.
Il virus è più utile di quanto si pensi: esso ci rende impauriti, vulnerabili e senza maschere, questo ci porta ad aprirci, aprire la nostra anima, mostrando a tutti, ma prima di tutto a noi stessi, che esseri siamo, umani.

 

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